Comune di Sant’Omero: il TAR ha detto che i BUFFI non c’erano, c’erano solo i BUFFONI

Comune di Sant’Omero: il TAR ha detto che i BUFFI non c’erano, c’erano solo i BUFFONI

di Christian Francia  –

Sant'Omero che vogliamo con Andrea Luzii becchino
Sant’Omero come si presenta dopo otto mesi di gestione del sindaco Luzii

Cerchiamo di chiarire i contorni dello scandalo finanziario più inquietante che mai abbia coinvolto un Comune abruzzese. Innanzitutto mi tolgo due sassolini dalla scarpa.

a) Il primo sassolino è relativo ad un simpatico botta e risposta con l’allora aspirante candidato Presidente della Provincia di Teramo: Renzo Di Sabatino.

Era il settembre del 2014 e sul Fatto Teramano ebbe luogo una polemica (alla quale rinvio: (http://www.ilfattoteramano.com/2014/09/10/replica-e-controreplica-fra-renzo-di-sabatino-e-christian-francia-piovono-fucilate/) durante la quale Renzo scrisse al mio indirizzo: “Quando Francia si dimetterà e si cimenterà direttamente in politica, sarò ben lieto di discutere del disastro di Teramo Lavoro e magari anche di quello dei conti del Comune di S.Omero, presso il quale se non erro egli ha rivestito ruoli apicali fino allo scorso anno.

L’intento era evidentemente denigratorio delle capacità professionali dello scrivente, in quanto io avevo collaborato precedentemente con l’Amministrazione di Sant’Omero, Comune del quale egli evidentemente già sapeva che avesse in programma di deliberare il dissesto (cioè il fallimento), cosa che puntualmente avvenne il mese successivo, e quindi Renzo coglieva l’occasione per attribuirmi addirittura la responsabilità di tale fallimento.

Oggi che il TAR Abruzzo ha detto a chiare lettere che quel fallimento non esisteva, attendo con ansia le formali scuse di Renzo Di Sabatino.

b) Il secondo sassolino concerne un infimo assessore del microscopico Comune di Controguerra (notissimo per i vini, sconosciuto per la qualità degli amministratori): Mauro Scarpantonio.

Tale assessorino ha avuto l’improntitudine di venirmi a dire in faccia il 26 gennaio 2015 (presumo in qualità di compare politico del sindachetto di Sant’Omero, unico e vero autore del fallimento) che “Tanto non vincerete mai al TAR!”, riferendosi all’impossibilità dell’ipotesi che di lì a due giorni il TAR potesse sospendere il dissesto (all’esito del ricorso presentato dagli ex amministratori).

Ebbi il piacere di sfancularlo in diretta, alla presenza di testimoni, senza nemmeno attendere che il TAR desse ragione ai ricorrenti il successivo 28 gennaio, ragione per cui da lui non attendo neanche le scuse, avendolo ripagato pronta cassa della sua sfacciataggine e della sua completa ignoranza del caso in questione.

Ora veniamo all’analisi dei fatti.

(segue sotto)

Andrea Luzii, i buffi non c'erano, c'erano i buffoni
Il sindachetto di Sant’Omero che ha adottato la illegittima delibera di dissesto

1) Sant’Omero è uno dei Comuni più in salute dell’Italia intera. Il perché della inspiegabile decisione di farlo fallire viene involontariamente palesato dal revisore dei conti del Comune, tale Ezio Longhi, il quale a pag. 14 della Relazione allegata alla delibera di dissesto dichiara: “la nuova giunta è agguerrita nella volontà di sfruttare politicamente le criticità sin qui puntualmente messe in luce dal revisore”.

Tali gravissime affermazioni hanno un solo significato: siccome il revisore ha sottolineato delle criticità finanziarie, il nuovo sindachetto Andrea Luzii e la sua giuntarella – totalmente incapaci di amministrare il Comune e di porre in essere gli atti di gestione necessari per governare la comunità santomerese – hanno fatto la furbata di dichiarare il dissesto, in tal modo cogliendo due piccioni con una fava: da un lato gettare la colpa del fallimento sull’ex amministrazione Pompizi, dall’altro non dover fare un cazzo di niente e starsene a braccia conserte per cinque lunghissimi anni durante i quali avrebbero percepito gli stipendi al massimo consentito dalla legge (cosa che stavano infatti facendo).

Tanto ciò è vero che a gennaio 2015 si era insediato l’Organo Straordinario di Liquidazione (fortunatamente decaduto all’esito dell’ordinanza del TAR) il quale avrebbe svolto tutte le funzioni di becchino del Comune per almeno cinque anni, gravando sulle tasche dei cittadini per oltre 100.000 euro l’anno, mentre il sindaco e i suoi avrebbero continuato ad intascarsi i loro stipendi dicendo alla povera gente che non si poteva più fare nulla perché il Comune era fallito e la colpa era dei precedenti amministratori.

Sarebbe stata una cuccagna, ma purtroppo per loro sono stati letteralmente sodomizzati dal TAR che ha spento i loro sogni di guadagno facile, ben retribuito e senza fatica alcuna.

2) Nel merito della vicenda processuale, il sindachetto Luzii si trova dinanzi ad un dubbio amletico: impugnare l’ordinanza cautelare al Consiglio di Stato (ancora poche settimane a disposizione prima che scadano i termini) oppure dimettersi ponendo fine ad una carriera politica corta e piena di merda come la scala di un pollaio.

Siccome Luzii è un sedicente avvocato, dovrebbe sapere (ma è meglio ricordarglielo) che le pronunce dei Tribunali o si accettano (e in questo caso si accetta la sconfitta poiché è stata formalmente dichiarata l’illegittimità del dissesto voluto e votato dalla maggioranza) oppure si contestano proponendo le apposite impugnazioni nei superiori gradi di giudizio.

Il terrore del sindachetto di vedere sfumare i suoi sogni di lucrare lo stipendio da primo cittadino (senza doversi sporcare per niente le mani nella fatica quotidiana dell’amministrare) è stato tale che lui e la sua giuntarella – invece di fingere una condivisione delle motivazioni del ricorso, con il quale gli ex amministratori chiedevano al TAR l’annullamento del dissesto (con enormi benefici per i cittadini) – hanno addirittura deciso con delibera di Giunta di costituirsi in giudizio per far confermare al TAR il fallimento del Comune di Sant’Omero.

Peraltro, è palesemente illegittima pure la delibera di Giunta con la quale il Comune ha incaricato (a spese dei santomeresi) l’avvocato Pietro Referza (quant’è la sua parcella?) di difendere le ragioni del dissesto (e quindi dei nefasti pluriennali effetti per le tasche dei contribuenti, i quali avrebbero avuto le tasse al massimo, l’azzeramento dei servizi comunali e la vendita del patrimonio comunale, dovendo pure pagare profumatamente sia i liquidatori, sia il sindaco, sia la sua giuntarella).

Infatti, la delibera di costituzione in giudizio manca totalmente di istruttoria tecnica e delle motivazioni sulla scorta delle quali si implorava in ginocchio l’avvocato Referza – definito in modo magniloquente: “massimamente esperto nella materia” – di convincere il TAR della bontà del fallimento di Sant’Omero.

L’unico straccio di motivazione della delibera è il seguente: “considerato che è interesse prioritario e urgente  del Comune di Sant’Omero costituirsi in giudizio dinanzi al TAR Abruzzo de L’Aquila, per resistere al ricorso presentato dai sigg.ri: Alessandra Candelori ed altri, al fine di scongiurare l’ipotesi della soccombenza le cui conseguenze potrebbero tornare in danno dell’Ente.

Quindi in una eterogenesi dei fini il sindachetto, invece di ringraziare il Signore nel caso il TAR avesse salvato dal fallimento i santomeresi, pregava affinché il fallimento venisse dichiarato legittimo, facendo pagare a peso d’oro il dissesto ai cittadini che avrebbero dovuto mantenere due organi di comando: i liquidatori e la Giunta nullafacente.

Il sindachetto Luzii – se non vuole rassegnare le dimissioni per la sua personale Caporetto – è obbligato ad impugnare al Consiglio di Stato l’ordinanza del TAR che lo disintegra, ricorrendo per affermare nuovamente che il fallimento del Comune è doveroso e legittimo: in tal caso ove vincesse otterrà ragione e il dissesto torturerà i santomeresi per gli anni a venire, nel caso perdesse dovrebbe non solo dimettersi ma cambiare pure residenza (come ha già fatto l’assessorino Adriano Di Battista, il quale prudenzialmente ha già portato la residenza a Tortoreto).

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Adriano Di Battista, sono un politico incapace
Adriano Di Battista, “assessore ridens” del Comune di Sant’Omero

3) Ulteriore dramma è costituito dalla consulenza affidata dal Comune di Sant’Omero al Prof. Andrea Ziruolo per far analizzare la situazione finanziaria dell’Ente (eccone il testo integrale: Allegato E – parere Ziruolo).

È scandaloso che l’incarico sia stato affidato a Ziruolo con determinazione n. 61 del 25.09.2014 e che, con un solo giorno di studio, lo stesso Prof. Ziruolo abbia rimesso proprio parere del 27.09.2014 (allegato alla delibera di dissesto) nel quale – con una sicumera sospetta in chi abbia avuto poco più di 24 ore per leggersi interi faldoni di documenti – dapprima egli dichiara trionfalmente che “risulta evidente che l’unica procedura perseguibile è quella del dissesto finanziario”; subito dopo lo stesso consulente soggiunge enfaticamente che “ad avviso dello scrivente sussistono tutti i requisiti stabiliti dalla legge per la dichiarazione senza indugi dello stato di dissesto finanziario del Comune di Sant’Omero”.

Inutile sottolineare come il TAR abbia spazzato via la sicumera del Prof. Ziruolo, umiliando le sue dotte argomentazioni e rendendole carta straccia.

Parimenti scandaloso che per il predetto incarico di consulenza, svolto in un solo giorno, siano stati impegnati 6.344,00 euro, pari ad una tariffa oraria stratosferica (ecco il testo della determina che rinnova stranamente l’incarico in data 13.10.2014: Determina Ragioneria n. 65 del 13.10.2014 – rinnovo incarico a Ziruolo per il dissesto con impegno di € 6.344).

Ulteriormente scandaloso che il Comune abbia affidato tale incarico di consulenza onerosissimo che la legge impedisce a chiare lettere di affidare a chicchessia per espressa previsione normativa.

Scandaloso, infine, che nella determinazione di incarico al Prof. Ziruolo sia stata omessa la rituale dichiarazione di trasmissione obbligatoria del provvedimento stesso alla Corte dei Conti dell’Abruzzo – Sezione Regionale di controllo sulla gestione, in ossequio a quanto disposto dall’art. 1, comma 173 della Legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Finanziaria 2006), con contestuale comunicazione dell’avvenuta trasmissione al Collegio dei Revisori ed all’Ufficio Controllo di gestione, in quanto la spesa per la consulenza supera i 5.000,00 euro.

4) Quanto poi alla massa debitoria che dissennatamente il sindachetto Andrea Luzii e la sua giuntarella hanno formalizzato come oggetto dell’inevitabile (secondo loro) fallimento del Comune, i cittadini devono sapere che è semplicemente inesistente.

(segue sotto)

Andrea Luzii - Ho distrutto il Comune di Sant'Omero
Andrea Luzii, il fallitore fallito

In estrema sintesi la delibera di dissesto si fonda su due problemi finanziari:

– il mancato rispetto del patto di stabilità interno dell’esercizio 2013 (che avrebbe potuto trasformarsi in una sanzione di 991.000,00 euro);

– la presunta esistenza di debiti fuori bilancio certi, liquidi ed esigibili, “da riconoscere e ammontanti a complessivi  € 1.230.273,39”; debiti che risultano dalla relazione interna del revisore dei conti dott. Ezio Longhi, nonché dall’esito del check-up gestionale contabile” di cui alla predetta consulenza di dubbia legittimità rimessa dal Prof. Ziruolo (dopo un solo costosissimo giorno di studio).

La sanzione relativa allo sforamento del patto di stabilità è miseramente scomparsa ad opera del Legislatore, il quale ha già restituito i soldi al Comune (residua la miseria di 12.700,00 euro annui da pagare in dieci anni).

I debiti invece in parte non esistono giuridicamente, in parte non sono liquidi ed esigibili e sono comunque risalenti alle gestioni comunali degli zii politici dell’attuale sindachetto.

Nel dettaglio:

– i circa 700.000 euro di debiti di una sentenza relativa ad un procedimento di esproprio sono inesistenti in quanto l’esecutività della sentenza è sospesa e attualmente pende il relativo ricorso in Cassazione, ma (a prescindere da questo) il procedimento dissennato che a suo tempo ha originato il contenzioso è risalente all’epoca (decenni or sono) nella quale guarda caso amministravano proprio gli zii politici (comunisti ed ex comunisti) del sindachetto odierno nonché attuali sostenitori del piccolo Luzii;

– i circa 100.000 euro di debiti di una seconda sentenza relativa ad un altro dissennato procedimento di esproprio, trovano origine in un’epoca (decenni or sono) nella quale guarda caso amministravano proprio gli zii politici (comunisti ed ex comunisti) del sindachetto odierno nonché attuali sostenitori del piccolo Luzii;

– i circa 200.000 euro di debiti derivanti da parcelle professionali di numerosi avvocati, sono relativi a contenziosi tutti integralmente risalenti a prima della incriminata gestione dell’ex sindaco Pompizi (2009-2014), per cui sono tutti integralmente riconducibili a contenziosi originatisi in varie epoche nelle quali guarda caso (invariabilmente) amministravano proprio gli zii politici (comunisti ed ex comunisti) del sindachetto odierno nonché attuali sostenitori del piccolo Luzii;

– i circa 300.000 euro di debiti ipoteticamente derivanti dal conguaglio della gestione dell’energia elettrica del Comune, originano in mancati adeguamenti contrattuali con la società di gestione, la quale ha iniziato il proprio rapporto con Sant’Omero nel 2001, e quindi per il periodo dal 2002 al 2009 gli eventuali conguagli non sono addebitabili alla precedente amministrazione Pompizi.

In definitiva la giuntarella in carica (ancora per poco) che il revisore Ezio Longhi sostiene formalmente essere “agguerrita nella volontà di sfruttare politicamente le criticità sin qui puntualmente messe in luce dal revisore”, in realtà se la prende a torto con la precedente gestione dell’ex sindaco Pompizi, quando invece dovrebbe prendersela con se stessa e con i propri zii politici comunisti ed ex comunisti.

E se ciò non bastasse, l’intera massa debitoria non è affatto liquida ed esigibile e potrà tranquillamente essere gestita con accantonamenti di bilancio mano mano che i debiti dovessero consolidarsi e divenire esigibili.

Il sindachetto Luzii è un disastro, ha combinato un disastro, ha speso una tombola, ha messo in campo palesi ed evidenti illegittimità che hanno rischiato di pesare per gli anni a venire sulle spalle e nei portafogli dei poveri ed inconsapevoli cittadini di Sant’Omero.

Quanto all’ordinanza del TAR, siccome la delibera di dissesto è irrevocabile per legge, è lapalissiano che il Tribunale abbia sospeso la delibera stessa in quanto presentava evidenti profili di illegittimità, per cui il fatto inequivocabile è che Luzii e la sua giuntarella che l’hanno voluta e votata hanno adottato una delibera illegittima e sono, quindi, degli incapaci.

Questo è il dato amministrativo e politico del quale il piccolo Luzii deve drammaticamente prendere atto nella seduta del consiglio comunale convocata per questa sera.

Il sindachetto scompaia immediatamente dalla vita pubblica prima fare altri danni, oppure si affretti a ricorrere al Consiglio di Stato se persiste nel voler far fallire i santomeresi, mentre lui e i suoi gozzovigliano con gli stipendi al massimo e senza compiere un solo atto di gestione.

8 Responses to "Comune di Sant’Omero: il TAR ha detto che i BUFFI non c’erano, c’erano solo i BUFFONI"

  1. Allibito   6 febbraio 2015 at 8:05

    Il Sindaco più incapace della storia d’Abruzzo!

  2. Andrea   6 febbraio 2015 at 8:46

    Abbia il coraggio di dire che ha fatto una cazzata, perché il TAR ha dichiarato che si DOVEVA fare diversamente (e non le cazzate che continuate a raccontare nelle interviste! Almeno vergognatevi!). Se ha sospeso ha visto immediatamente la CAGATA che aveva fatto la sua giunta. E poi il sindaco si è buttato a capofitto nella difesa della bontà del fallimento,facendo pagare caramente ai cittadini anche un avvocato per difendere il proprio fallimento. Il revisore poi ha messo nero su bianco che si trattava SOLO DI UNA BATTAGLIA POLITICA!!! INCAPACI TOTALMENTE DI GESTIRE Un COMUNE!!!

  3. Anonimo   6 febbraio 2015 at 18:13

    I cittadini lo sanno che mentre questo sindaco e la sua giunta facevano fallire il Comune, il 22 agosto alzavano al massimo le proprie indennità? Al mese Luzii euro 2.509, 98, Vice-Sindaco Tatiana Iachini euro 1254, 99, Emidio Campitelli euro 564,74, Adriano Di Battista euro 1129, 49, Carla Gatti euro 1129, 49. E questo quando moltissimi Comuni in Abruzzo hanno invece scelto la strada del buon esempio, tagliandosi le indennità (come per esempio a Nereto)?

  4. OBBROBRIO   6 febbraio 2015 at 19:06

    IL SINDACHETTO E LA GIUNTARELLA ORAMAI LI CONOSCIAMO BENE, NOSTRO MALGRADO, E SONO STATI DESCRITTI IN MODO MOLTO ACCURATO DAL SIG. FRANCIA.
    MA GLI ALTRI MEMBRI DELLA MAGGIORANZA NON SONO DA MENO, ANZI, SONO UN VERO MANIPOLO DI PERACOTTARI, CAPACI DI REGGERE SOLAMENTE IL MOCCOLO A CHI HA CAUSATO UN DISASTRO DEL GENERE. DOVREBBERO ESSERE I PRIMI A PRENDERLI A CALCI IN CULO.
    VERGOGNATEVI TUTTI E FATE LE VALIGIE.
    CON I VOSTRI SOLDI FATE PURE QUELLO CHE VI PARE, MA CON I SOLDI DEI CONTRIBUENTI PUBBLICI NON SI GIOCA.
    SOMARI

  5. OBBROBRIO   6 febbraio 2015 at 19:30

    IL SINDACHETTO E LA GIUNTARELLA SONO STATI BEN DEFINITI DAL SIG. FRANCIA.
    MA IL RESTO DELLA MAGGIORANZA?
    SONO UN MANIPOLO DI PERACOTTARI CAPACI SOLAMENTE DI REGGERE IL MOCCOLO A COLORO CHE HANNO CAUSATO UN SIMILE SCEMPIO.

  6. OBBROBRIO   6 febbraio 2015 at 22:33

    Il sindachetto e la Giuntarella sono stati ben definiti dall’Avv. Francia.
    Ma il resto della maggiornaza?
    Sono un manipolo di PERACOTTARI capaci di reggere solamente il moccolo a un branco di inetti/incapaci (che però, a diffrenza loro, si riempiono le “saccocce” a spese dei cittadini).
    VERGOGNATEVI

  7. E basta…   7 febbraio 2015 at 11:32

    Questi continuano a difendere l’indifendibile, quando la magistratura si pronuncia o si impugnano le decisioni oppure si accetta di dimettersi, perché si HA TORTO. Tutto il resto SONO CAZZATE, come quelle che raccontano. IL TAR HA DICHIARATO CHE IL FALLIMENTO ERA ILLEGITTIMO. INOLTRE I DEBITI PREGRESSI SONO DEGLI ZII POLITICI DEL SINDACO, COME SI LEGGE DALLE CARTE. ASINI. PUNTO E STOP.

  8. Straccapiazza   9 febbraio 2015 at 10:21

    La cosa più sconcertante è che l’assessore al bilancio non ha detto una sola parola durante il consiglio, ha parlato l’assessore ai lavori pubblici, rifiutando anche, con arroganza, un interruzione chiesta dal Sindaco, ma vergognati presuntuoso….
    E poi, ma che cavolo prende a fare l’indennità quello al bilancio?
    Il fatto è uno chiaro ed inconfutabile, si sono opposti, spendendo € 6000 affinchè il TAR respingesse il ricorso, come dire ” vogliamo che rimanga il dissesto” .
    Tutto il resto sono sono emerite stronzate.
    Andatevi a leggere quando il caro assessore di Battista su Facebook commentava e metteva mi piace ad un post in cui si invitava la giunta Pompizi a rinunciare alle indennità, perchè non lo fa adesso che riveste il ruolo di assessore, facile fare il GAY con il culo degli altri e di Battista?

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