Cover o inediti

Cover o inediti

di Enrico Romagnoli  –

Romagnoli cantaMolto spesso, quando un gruppo decide di iniziare a fare musica, c’è sempre l’amletico dubbio se fare cover o inediti. Le due strade pur se apparentemente simili sono diametralmente opposte, poiché hanno procedimenti e tempi differenti. Da una parte abbiamo le cover, ovvero il rifacimento di pezzi già esistenti e dall’altra il creare, fare qualcosa di nuovo, mai sentito.

Iniziamo dicendo che se si scelgono le cover si ha già un piede nella strada giusta, poiché sono canzoni esistenti, con melodie già scritte, che basta solamente riprodurre e seguire lo spartito. Anche per fare dei live, anche chiamati concerti, come preferite, è molto più semplice, perché chi ti viene ad ascoltare sa già che farai, è “preparato”.

Molte cover band scelgono dei veri e propri successi senza tempo, così da non sbagliare nessun colpo, sapendo che quelle canzoni piacciono a molte persone. Questi sono i lati positivi del fare cover, ma ci sono anche degli aspetti meno postivi, come l’avere dei limiti, ovvero il successo e la scalata verso di esso può essere bloccato, perché il fare cover non porta nessuna novità e come sappiamo la gente ha bisogno del nuovo e dopo un po’ si stufa.

Certo mi si potrebbe obbiettare che le canzoni possono essere rivisitate ed è possibile mettergli un nuovo vestito addosso, in questo caso dico che comunque il modello del vestito rimane lo stesso, può cambiare il colore, ma la stoffa è quella. Anche il “rovinare” dei pezzi storici può essere una strada sbagliata del fare cover, cambiare troppo una canzone o dargli un’interpretazione inadeguata può portare ad una reputazione non buona.

Fare pezzi propri è una sfida, chiederete contro chi, beh, contro tutti. In primis contro te stesso, perché ti spingi sempre a cercare quello che non hai già trovato, a fare meglio e a spaziare su qualsiasi cosa, sia testualmente che musicalmente. È una sfida contro gli altri, perché devi farti conoscere e apprezzare e non è affatto facile; questo è l’aspetto che vede più avvantaggiati chi fa cover.

C’è l’arduo step del decidere il genere e più teste ci sono più è difficile mettersi d’accordo. Dopodiché si deve vedere in quanti suonare, quali strumenti, dove e come. Per gli inediti la strada è più lunga, ci vuole più tempo, pazienza e sudore, il far quadrare tutti gli strumenti non è semplice: è come avere 4 colori e cercare di farne uno nuovo ogni volta, provate ad immaginare.

Il fare cover è un intrattenimento, invece creare musica equivale a produrre arte. Ricapitolando, con le cover si ha un inizio più agevolato e facile, però la strada è molto più corta, ovviamente andando in discesa si va più veloci; dall’altra parte si ha una salita enorme da affrontare, ma strumenti in spalla ci si incammina e passo dopo passo si arriva alla cima e ci si può godere il panorama.

Avendo un gruppo che fa inediti vorrei invitare tutti quelli che decidono di fare musica a provare questa sfida, a scegliere la strada più difficile, perché dà più soddisfazione. Nelle canzoni si può dire tutto quello che si vuole, è un mezzo stupendo per arrivare alle persone e per tirar fuori ciò che si ha dentro. Abbiate il coraggio di provare, nella vita mai dire mai, non si può mai sapere.

Romagnoli canta 2

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