Finalmente la Regione Facile e Veloce (pure troppo)

Finalmente la Regione Facile e Veloce (pure troppo)

di Christian Francia  –

Luciano D'Alfonso - Più veloce di un eiaculatore precoce
Il governatore più veloce del west

Ce lo aveva promesso, il candidato governatore Luciano D’Alfonso, che l’Abruzzo sarebbe diventato una Regione Facile e Veloce. E così è stato. Velocissima. Anche grazie ad un criceto politico di nome Camillo D’Alessandro che viene pagato da Sottosegretario alla presidenza regionale per girare anche lui velocissimo sulla sua bella ruotina da criceto.

Luciano D’Alfonso ha già collezionato due multe per eccesso di velocità (chissà quante altre ne arriveranno) mentre sfrecciava sull’autostrada per Roma con l’automobile della Regione e il suo autista alla guida: la prima multa di euro 1.405 (dell’1 agosto 2014), la seconda di euro 336 (del 4 agosto 2014).

La Regione Abruzzo, cioè noi, impugna la prima multa davanti al Prefetto de L’Aquila che ha già rigettato il ricorso (ordinando il pagamento della sanzione e delle spese di notifica del verbale); quindi con nuova delibera di Giunta Regionale si decide di impugnarla dinanzi il Giudice di Pace (oltre all’esborso, c’è il rischio del ritiro della patente per l’autista). La Prefettura ha motivato il rigetto del ricorso spiegando che non vi era alcun motivo “urgente e indifferibile” per superare il limite di velocità, e affermando l’insussistenza dello stato di necessità.

Deflagrata su tutti i media la notizia, si è svegliato lo scudo umano, il criceto politico, l’ineffabile sottosegretario alla presidenza Camillo D’Alessandro, il quale afferma come vi fossero le motivazioni dell’urgenza, in quanto Big Luciano aveva “la necessità di partecipare ad un riunione presso il Ministero a Roma”. E ’sti cazzi?

Ma Camilluccio è così ingenuo che spara una cazzata più grande della prima: Luciano Ovunque ha beccato la multa proprio per far risparmiare la Regione, altrimenti “se la sarebbe potuta prendere comoda pernottando la sera prima in un albergo a Roma” (ma forse, ricordando le notti romane di Chiodi, Gatti, Pagano & Co, Lucianissimo avrà pensato che fosse meglio la multa).

Tali giustificazioni sono talmente pretestuose ed infantili che il titolo di Sottosegretario andrebbe degradato in quello di “Sottosottosegretario”. Il delirio di onnipotenza di Big Luciano ha contagiato anche Little Camillo.

L’unico comportamento serio e istituzionale sarebbe quello di chiedere perdono e giurare di non giocare mai più ai pirati della strada, considerati i rischi che la circolazione a folli velocità comporta per le vite altrui. Cercare giustificazioni penose ad azioni che calpestano il rispetto della legge fa inorridire e sconcerta i cittadini, costretti a subire la spocchia di coloro che hanno messo a comandare per essere di servizio all’intera comunità regionale, non per diventare pericoli pubblici ambulanti.

E il dramma è che sia pure arrivata la seconda multa a D’Alfonso, per identica infrazione commessa tre giorni dopo la prima e sulla stessa autostrada per Roma (per recarsi all’ennesimo incontro istituzionale). Ugualmente c’è stato il ricorso per chiedere l’annullamento al Prefetto e allo stesso modo è stato rigettato (la Prefettura ha intimato di nuovo il pagamento della multa e degli oneri accessori), tanto che la Giunta regionale ha nuovamente incaricato l’Avvocatura di ricorrere al Giudice di Pace.

Per quanto tempo D’Alfonso vuol fare il missile vivente? Non che io ci tenga alla sua incolumità, ma a quella degli automobilisti ci tengo, e soprattutto mi preoccupo nel caso arrivassero altre multe (che magari sono già arrivate) che gli abruzzesi pagheranno per consentire al Presidente di essere veloce come ha promesso.

Comprendo che Luciano Facile abbia manie di onnipotenza (se ne sono accorti pure i defunti) e comprendo pure che i lacchè politici che si è messo di fianco scoreggino cortine fumogene per proteggere il sultano di tutti gli Abruzzi, però giustificare un comportamento non solo illecito – ma potenzialmente criminale – quale è l’eccesso di velocità (peraltro ordinando ad un sottoposto come l’autista di infrangere la legge sistematicamente viaggiando mostruosamente oltre i limiti di velocità) è riprovevole ed è indice di distacco dalla realtà di chi è convinto di essere impunibile.

Cercasi psichiatra in grado di ammansire finti Napoleone come Big Luciano, il quale pochi mesi fa già dichiarava la folle pretesa di poter disporre di un autista con “peculiari caratteristiche personali e psicofisiche” (Batman andrebbe bene?).

chipp-calm-and-ricala-da-ssa-pianta
Logo dell’umiltà

E soprattutto, nell’invitare ad un salutare e prudenziale “Ricala da ssa’ pianta”, mi domando dove finisca tutta codesta velocità se la Regione è ancora lentissima come una tartaruga e – solo per fare due esempi – ancora non approva la obbligatoria legge di fusione fra i Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore (nonostante siano passati quasi 5 mesi dal termine fissato per l’approvazione e siano già andati persi 6 milioni di euro: http://pescaramontesilvanospoltore.it/), così come ancora non approva la legge sul riordino delle funzioni sottratte alle Province.

Non risulta che il criceto politico Camillo D’Alessandro accampi motivi istituzionali alla base di tale paralisi. La gente è un po’ stufa di farsi sodomizzare da falsi profeti che continuano a promettere mari e monti, quando per ironia della sorte è proprio il profeta D’Alfonso ad essere imputato nell’inchiesta Mare-Monti.

2 Responses to "Finalmente la Regione Facile e Veloce (pure troppo)"

  1. Anonimo   26 gennaio 2015 at 7:44

    E’ mai possibile che una, o due, contravvenzioni per eccesso di velocità diventino una questione di stato?
    In un paese normale il presidente le pagherebbe di tasca propria, stando più attento in futuro.
    Qui si impegna l’Avvocatura regionale ad arrampicarsi sugli specchi.

  2. Paolo   26 gennaio 2015 at 16:12

    La legge vale solo per i comuni mortali!

Leave a Reply

Il Fatto Teramano è l'unico sito che ti permette di commentare senza registrazione ed in forma totalmente anonima. Sta a te decidere se includere le tue generalità o meno. Nel momento in cui pubblichi il tuo commento dichiari di aver preso visione del nostro disclaimer e di accettarne le regole. Per inviare il tuo commento aiuta il sito a verificare la tua esistenza trascinando un'icona secondo le indicazioni e clicca su Commento all'articolo.

 

Your email address will not be published.