Casoli: Il paese dove l’arte è di casa

Casoli: Il paese dove l’arte è di casa

di Sergio Scacchia  – 

Il signore è un po’ avanti con l’età, ha il giornale sotto il braccio, si ferma davanti al bar per due chiacchiere con gli amici di sempre. Il piccolo negozio a lato della piazza che vende di tutto non ha ancora aperto i battenti, il tempo qui è un optional.

La donna è seduta fuori in strada a godersi un raggio di sole primaverile in questa strana stagione invernale dai gradi ballerini. Il tempo, però, sembra volgere al brutto. Manca, incredibilmente, il solito ometto di colore che chiede spiccioli.

Sono a Casoli, a metà strada tra la collina di Atri e il mare di Roseto, un paese che vive immerso tra vigneti, colline odorose di girasoli fioriti, ubertosi uliveti. Il paesaggio, bello anche in inverno, è impreziosito dagli immancabili e scoscesi calanchi che lo cingono ad oriente fin sotto Atri.

Il Gran Sasso si presenta, in lontananza, maestoso e imbiancato. Il ridente paesello pare restio a qualunque clamore. Non seduce per particolari architetture o per monumenti insigni. Non ha strade lastricate, case in pietra dai portali istoriati, piazzette o slarghi su cui si affacciano belle chiese.

È ben altro il suo valore aggiunto. Basta girare l’angolo per capirlo.

Ecco il Cristo benedicente che ti guarda attento su di un muro screziato. Poco più in là gli anziani al bar intenti al tressette sono creazione della fantasia di un artista. E poi, contadini curvi per la raccolta del grano, un Pinocchio che guarda scanzonato l’abbecedario, campi di fiori, generali seduti accanto a donnine piacenti, maialini eterei, figure sognanti e molti altri personaggi che da anni, ormai, qui nel borgo hanno preso residenza.

Le facciate delle case gialle, rosa, grigie, acquistano intensità cromatiche grazie ad opere scelte con indubbio gusto e al meraviglioso verde di colline dolci che chiudono il paese ad anfiteatro. Nella bella stagione l’incanto arriva fino al mare!

Le finestre, i balconi, grazie alla tenacia dei suoi abitanti e all’ingegno degli artisti, quasi si perdono catturati da architetture complesse di disegni, colori, immagini. Sembra di vivere una perenne festa popolare dagli originali elementi scenografici.

Poi, quando credi di aver a che fare con uno dei tanti murales, ti imbatti in quella che era la piccola sede della fabbrica di ddu‘ bbotte di Pietro Tavani, famoso artigiano discendente di una famiglia che costruiva il singolare organetto sin dal lontano ottocento.

La storia di questo artigiano affonda le radici nel 1888, quando suo nonno, anch’egli con lo stesso nome, iniziò a costruire il primo organetto diatonico, noto appunto ai più con il nome di “ddu’ bbotte”. In seguito furono i figli Giovanni e Giuseppe a proseguire l’attività fino a che, negli anni ’70, fu Pietro l’ebanista a portare avanti il piccolo laboratorio artigianale, con una produzione di organetti realizzati interamente a mano.

Il maestro Tavani fu anche un abile esecutore nonché compositore di canzoni per organetto. C’era, infatti, nel suo cuore un forte desiderio di riscoperta della musica popolare abruzzese. Proprio per questo motivo fino all’età di quasi 87 anni ha continuato imperterrito ad insegnare, ad allievi di tutte le età, i segreti per imparare a suonare questo piccolo strumento e trasmettere e mantenere vivo il folklore della nostra terra attraverso tanti articoli di giornali e partecipazioni a trasmissioni televisive. L’artigiano se n’è andato qualche anno fa a suonare il suo organetto in cielo.

In lontananza l’acqua cristallina dell’Adriatico s’inebria di un universo di bagliori d’acciaio che precipitano a fondo disegnando intonazioni di blu cobalto e azzurro intenso. Il mare d’inverno è un caleidoscopio di cromie.

Un paese perfetto, da guardare e vivere come gli altri borghi dipinti d’Italia dai nomi famosi quali Dozza in Emilia Romagna o Folgaria nel Veneto. Ma mentre la prima località ha la sua anima medievale con il castello e le mura di cinta, la seconda gode dello sfondo impagabile disegnato dalle Dolomiti, patrimonio dell’umanità, invece la nostra Casoli vive di luce propria.

Tutto merito della fantasia di numerosi artisti che, dal 1996 in poi, hanno deciso di dare corpo ai loro sogni affrescando tutte le abitazioni e dando vita ad una sorta di biennale d’arte moderna molto particolare: quella del Muro dipinto.

Sono pittori che hanno creato un’opera diffusa perfettamente integrata con il paesaggio, in sintonia con gli abitanti.

Da questo delirio artistico collettivo è nata la manifestazione “Casoli Pinta”, autentico museo sotto il cielo blu, una bella iniziativa gemellata con Varese, città che detiene la presidenza dei paesi dipinti in Italia.

Così in estate il villaggio di circa millecinquecento anime, bellezza nascosta per molti turisti che soggiornano lungo la costa adriatica, come d’incanto si veste a nuovo e mostra con orgoglio il dono di questi artisti che hanno valorizzato il piccolo centro entrando in proficua sinergia con la dinamica associazione Culturale “Castellum Vetus”.

Non c’è modo migliore per conoscere questa piccola comunità se non quello di lasciarsi guidare dai tratti indelebili di pennelli che creano un mondo colorato di personaggi, cieli azzurri e nuvole bianche con finti balconi, e spettatori inesistenti.

Improvvisamente inizia a piovere. Cosa stupefacente, fino a pochi minuti prima splendeva un sole quasi estivo. “È per via del buco dell’ozono” fa notare la vecchietta di passaggio. “La verità è che non ci sono più inverno, estate e mezze stagioni” aggiunge un distinto signore mentre apre l’ombrello. Ecco l’altro valore aggiunto del paese. Gli abitanti sono così. Comunicativi e disponibili.

http://paesaggioteramano.blogspot.it/

Leave a Reply

Il Fatto Teramano è l'unico sito che ti permette di commentare senza registrazione ed in forma totalmente anonima. Sta a te decidere se includere le tue generalità o meno. Nel momento in cui pubblichi il tuo commento dichiari di aver preso visione del nostro disclaimer e di accettarne le regole. Per inviare il tuo commento aiuta il sito a verificare la tua esistenza trascinando un'icona secondo le indicazioni e clicca su Commento all'articolo.

 

Your email address will not be published.