Un anno fa l’occupazione dell’ex Ovs. Melozzi: “Quel giorno resterà nel mio cuore per sempre. Quella saracinesca è ancora chiusa”

Un anno fa l’occupazione dell’ex Ovs. Melozzi: “Quel giorno resterà nel mio cuore per sempre. Quella saracinesca è ancora chiusa”

di Enrico Melozzi –

Bene comune copertinaUn anno fa a quest’ora ci muovevamo in una Teramo fredda e desolata, raccoglievamo le nostre forze per andare a occupare l’ex OVS. Un anno fa a quest’ora scattai una foto di un’alba. Sapevo che quel giorno avrebbe segnato un punto di non ritorno nella lotta per la cultura a Teramo. Grazie a quella esperienza ho conosciuto migliaia di persone, cittadini Teramani che non vogliono più stare a questo ridicolo gioco di potere.

Schermata 2014-01-18 a 20.59.05Quell’esperienza, seppur criticata dall’establishment e dalla stampa pilotata, è rimasta nei cuori dei tanti cittadini che l’hanno attraversata. E nei cuori degli artisti che hanno calcato quel palco, nel cuore dei detrattori, dei bambini che dipingevano e giocavano alla corda.
Quel giorno resterà nel mio cuore per sempre. Quella saracinesca è ancora chiusa. Un nuovo bando incombe sulle fondamenta del glorioso Teatro di Teramo abbattuto dalla DC. La cosa non è finita qua. La cosa andrà avanti… fino al compimento della missione.
Grazie a tutti quelli che c’erano. Nuovo Teatro Teramo non finisce qui…

 

Questo il volantino scritto dagli occupanti il giorno dello sgombero.

QUESTA é CENSURA!!!
Serranda ovsLe vetrine del Nuovo Teatro Teramo sono state svuotate. Tolti i quadri, tolte le sculture, le foto della città, il libri e i disegni che, per circa un mese, hanno colorato e colmato un vuoto.
Oggi quel vuoto vi viene restituito. Sfondi neri e sterili come sono le teste di chi ha dato l’ordine e di chi lo ha eseguito. Vuote, nere e sterili le loro coscienze e così vorrebbero fossero le nostre.
Ri-abitare è un reato, esporre opere d’arte è qualcosa da impedire, immaginare percorsi collettivi che producano cultura e condivisione, è scomodo, pericoloso. Scegliere di non essere solo fruitore,di partecipare alla ridefinizione di luoghi in chiave diversa da quelle offerte dal mercato o da giochi di potere, è inopportuno. Abbiamo aperto le porte, illuminato quei locali, li abbiamo resi utili a tutti. Molti hanno raccolto l’invito. Tanti hanno varcato quella soglia che rappresenta il superamento della legalità e il riconoscimento della legittimità.
Spine nel fianco??? Meglio sgomberarci, meglio tenerci divisi, meglio vetrine nere, meglio occhi bassi, meglio essere insensibili, anestetizzati, silenziosi, distanti e soli. Ci preferiscono così il questore, il sindaco, il prefetto, il pm, il gip e il giudice che hanno richiesto e autorizzato lo sgombero.
“IO”NON SONO COSì. “Io” sono insieme agli artisti ed alla popolazione che ha risposto, “io” non sono una vetrina nera, i miei occhi cercano il tuo sguardo e la tua complicità. “Io” sono sensibile, vivace, aperto al dialogo, vicino a chi ha deciso di vivere questa esperienza e non sono mai solo. Ho deciso di dedicarmi ad un bene comune e di far diventare, il mio operato, esso stesso un bene comune.
“IO” SONO IL NUOVO TEATRO. Sono una grande occasione per chi vuole condividere, ricostruire i rapporti sociali e sostituire la competizione con la collaborazione nella fruizione del bene comune.
Questo fa paura. Vogliamo ancora guardarci negli occhi e sorriderci. Riprendiamoci i rapporti sociali e gli spazi.

 

One Response to "Un anno fa l’occupazione dell’ex Ovs. Melozzi: “Quel giorno resterà nel mio cuore per sempre. Quella saracinesca è ancora chiusa”"

  1. Marcello   23 gennaio 2015 at 11:45

    La verità è che era solo un’iniziativa elettorale ed è fallita

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