La Te.Am. è un porcile: privatizzarla è necessario

La Te.Am. è un porcile: privatizzarla è necessario

di Christian Francia  –

Brucchi, Mia moglie sta facendo carriera alla Te.Am...per questo voglio renderla tutta pubblica
I nuovi manifesti del sindaco Brucchi

La Te.Am. è un porcile, dalla sua nascita ad oggi senza soluzione di continuità. Nemmeno uno delle centinaia di dipendenti, quantomeno a far data dal 2004, è stato assunto in base a selezioni pubbliche come prescrivevano già oltre dieci anni fa specifiche leggi regionali (la Costantini-Pagano).

I princìpi che regolano la pubblica amministrazione sono stati costantemente calpestati: l’economicità, l’efficienza e l’efficacia sono andate a farsi benedire. I cittadini sono stati munti oltre ogni più infausta previsione, pagando fino al doppio di quanto avrebbero dovuto e di quanto si paga in altre realtà (vedi la città di Termoli che, per ironia della sorte, è gestita pure dalla Te.Am.).

Il servizio di igiene urbana (cioè di gestione dei rifiuti) è divenuto il solito carrozzone senza che nessuno sia riuscito ad arginare il dilagare del clientelismo. Oggi che siamo alla vigilia della scadenza dell’ennesimo affidamento diretto (30.04.2015), totalmente illegittimo come pure certificato dall’Antitrust, quel buontempone del sindaco di Teramo – che si trova in una gigantesca situazione di conflitto di interessi perché alla Te.Am. lavora sua moglie che (riferiscono i bene informati) sembra stia facendo una rapida carriera – si affretta a convocare tavoli per tentare di rendere integralmente pubblica la società (ad oggi il 51% è pubblico).

La questione dovrebbe essere trattata dal vicesindaco, poiché Brucchi ha l’obbligo giuridico di astenersi (come ha bene ricordato il segretario generale nell’ultima seduta consiliare), ma il sindaco se ne è sempre fregato delle leggi e delle istituzioni, lui si sente uno sceriffo con la verità in tasca.

Frattanto, e per dieci anni, quei poveretti dei consiglieri di minoranza hanno finto di lamentarsi delle opacità, delle carenze, delle illegittimità, ma non sono mai passati ai fatti con denunce e ricorsi che avrebbero evitato i disastri e gli esborsi che abbiamo subito con le tariffe stellari. Il PD porterà per sempre il peso delle sue incapacità, delle sue connivenze e del suo operato contro gli interessi dei teramani.

La Te.Am. è una roccaforte inespugnabile:

– Nessuno ha mai visto i contratti di servizio che regolano la gestione di tutti gli affidamenti comunali;

– Il sito internet della società è muto su tutte le notizie che per legge sono obbligatoriamente da pubblicare;

– L’ex presidente Cantagalli si è chiuso a riccio e nell’aula consiliare del Comune si è rifiutato formalmente di rispondere alle puntuali interrogazioni che gli venivano rivolte;

– Ombre infinite si allungano sui rapporti fra il Comune e la società, come ad esempio nella permuta dei terreni di reciproca proprietà che sembrerebbe aver avvantaggiato la Te.Am.;

– la Te.Am. stessa sembra subappalti in modo illecito alcune commesse ottenute dal Comune;

– Il Consiglio di Amministrazione della società è del tutto illegittimo sia per essere stato nominato per due terzi da Brucchi (che avrebbe dovuto astenersi per il proprio conflitto di interessi), sia perché è carente di una figura femminile come prescrive obbligatoriamente la legge nazionale;

– Ciò nonostante, il CdA opera in modo illegittimo e tutto quello che sta facendo è annullabile, situazione che creerà infiniti strascichi giudiziari che finiremo per pagare noi cittadini;

– Non paghi di ciò, voci giornalistiche riferiscono che il CdA stia per varare la nuova Pianta organica societaria, a sua volta illegittima, in assenza di qualsivoglia indirizzo espresso dal Comune di Teramo che è il maggior azionista.

In una condizione simile, che definire da terzo mondo è un eufemismo, Brucchi cerca di far ricomprare il 49% di proprietà del privato al Mo.Te., il consorzio pubblico di cui fa parte anche il Comune di Teramo.

Essendo la presente una sbiadita cartolina di quante situazioni illegittime si siano verificate nel corso degli ultimi dieci anni, con gli effetti che tutti hanno potuto constatare sulle proprie tasche, la cancrena attuale non è recuperabile se non con la privatizzazione della Te.Am.; ogni altra ipotesi è scellerata ed irresponsabile.

Del resto, apprendiamo come anche il consigliere comunale Dodo Di Sabatino sia favorevole alla vendita delle quote pubbliche, e giusto ieri è trapelato sulla stampa come anche alcuni pur pessimi consiglieri del pessimo gruppo consiliare Futuro In siano della stessa opinione.

Ma l’argomento decisivo proviene di nuovo dal centrodestra, e incredibilmente dal deputato Paolino Tancredi, il quale poche settimane fa ha espresso il suo primo pensiero serio e coerente in vita sua: con riferimento al settore del Trasporto Pubblico Locale (TPL) Tancredi ha detto che è “afflitto da inefficienze e crisi testimoniate anche dal quasi default raggiunto dall’Arpa” (nel caso della Te.Am. il default è stato pagato pronta cassa dagli azionisti, cioè dai cittadini teramani).

Per cui il parlamentare argomenta che “permane infatti la macroscopica anomalia che incredibilmente nessuno cita e nessuno nemmeno dice di voler risolvere dell’enorme quota di Tpl detenuta dalla Regione (più dell’80%). Nessuno sviluppo è possibile con un tale monopolio pubblico di un settore così importante che andrebbe, finalmente, aperto alla libera concorrenza e alla competizione positiva dei privati”.

Esattamente le stesse argomentazioni valgono per il settore dei rifiuti.

Tancredi conclude dicendo che “La Regione deve pensare in breve tempo a vendere almeno la metà della proprietà della nuova società (nata dalla fusione di Arpa, Sangritana e GTM). Solo allora si potrà pensare a una maggiore efficienza del servizio del trasporto pubblico a favore dei cittadini abruzzesi e anche allo sviluppo di un settore che, liberato dallo strapotere pubblico, può solo portare ricchezza alla regione”.

Pari pari quello che deve dirsi a proposito della Te.Am. e della gestione del servizio di igiene urbana: vendere le quote private per ottenere maggior efficienza del servizio pubblico a favore dei teramani e adeguarsi finalmente alle leggi che prescrivono gare pubbliche ed europee per l’efficienza, la trasparenza, l’imparzialità e lo sviluppo della concorrenza (liberando il settore dallo strapotere pubblico-clientelare).

2 Responses to "La Te.Am. è un porcile: privatizzarla è necessario"

  1. Anonimo   15 gennaio 2015 at 14:32

    “quei poveretti dei consiglieri di minoranza hanno finto di lamentarsi delle opacità, delle carenze, delle illegittimità, ma non sono mai passati ai fatti con denunce e ricorsi che avrebbero evitato i disastri e gli esborsi che abbiamo subito con le tariffe stellari. Il PD porterà per sempre il peso delle sue incapacità, delle sue connivenze e del suo operato contro gli interessi dei teramani.”
    Ho voluto riportare un pezzo del Suo articolo proprio per evidenziarlo ad un lettore disattento.
    Molto probabilmente un esposto alla procura teramana sarebbe rimasto come da prassi carta straccia ma almeno avrebbero dato prova di una “vera” opposizione.
    Viva Daffy duck

  2. colui che non posta più su"i duepunti"   15 gennaio 2015 at 14:33

    “quei poveretti dei consiglieri di minoranza hanno finto di lamentarsi delle opacità, delle carenze, delle illegittimità, ma non sono mai passati ai fatti con denunce e ricorsi che avrebbero evitato i disastri e gli esborsi che abbiamo subito con le tariffe stellari. Il PD porterà per sempre il peso delle sue incapacità, delle sue connivenze e del suo operato contro gli interessi dei teramani.”
    Ho voluto riportare un pezzo del Suo articolo proprio per evidenziarlo ad un lettore disattento.
    Molto probabilmente un esposto alla procura teramana sarebbe rimasto come da prassi carta straccia ma almeno avrebbero dato prova di una “vera” opposizione.
    Viva Daffy duck

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