Il futuro è il passato? Il ritorno al vinile

Il futuro è il passato? Il ritorno al vinile

di Enrico Romagnoli  –

Vinile
Un disco in vinile

Negli ultimi anni, precisamente dal 2011, si è avuta una crescita esponenziale nelle vendite dei vinili, ma come mai? I vinili hanno due tipi di compratori: l’anziano che è legato ad un tipo particolare di musica e il giovane che ha il piacere di collezionare i propri dischi preferiti e di averne la copia fisica.

Il vinile fu introdotto ufficialmente in America nel 1948 e aveva una durata massima di 30/40 minuti per facciata del disco. Cedette il passo negli anni 80 alle audio cassette e sul finire del secolo i CD iniziarono a fare da padroni nel commerciale musicale. Come sappiamo, da qualche anno, la musica è tutta in digitale, infatti il mercato musicale è molto meno “fisico” rispetto agli anni precedenti. Ora la musica si scarica.

Ci sono però dei cultori della musica, che considerano il disco una parte importante del lavoro dell’artista, perché anche la copertina e la grafica vengono considerate arte ed espressione. C’è un ritorno enorme al vinile, che però adesso viene considerato di nicchia, ovvero non viene acquistato tanto per l’ascolto, quanto per collezione e come segno di dedizione verso un artista.

Giradischi
Un giradischi

Dal 2011 c’è stato questo ritorno al passato che ha sorpreso il mercato musicale, tanto che molti cantanti si sono “adeguati” e hanno ristampato i loro dischi in vinile, così da accontentare chi ha questa passione. Al passo con i tempi lo è stata anche la Sony, che ha iniziato a produrre e vendere giradischi digitali ed è una nota positiva poiché un colosso mondiale della tecnologia ha accettato una sfida, prendendo un settore non proprio nelle sue corde, perché un conto è produrre cuffie/auricolari e un altro è fare giradischi, per lo più digitali.

Tantissimi sono in Italia gli artisti che stanno stampando anche in vinile, tra i nomi possiamo annoverare Vasco Rossi, Gianna Nannini, Loredana Bertè, Mario Biondi, Franco Battiato, Carmen Consoli e tanti altri. Gli artisti internazionali già lo fanno da tempo, ma credo che in Italia abbiamo tempi lenti e siano lenti ad apprendere, quindi tempo al tempo e forse si capirà anche qui.

Le etichette indipendenti, chiamate Indie, fanno questo discorso già da tempo, infatti stampano soprattutto in vinile. Certo il vinile non è facile da utilizzare, poiché richiede molta cura, pulizia e tanta attenzione. Per riprodurre un vinile ci vuole un giradischi, che spesso ha bisogno di una messa a punto per un perfetto sonoro. Come al solito troviamo la fazione pro vinile e la fazione contro vinile.

Fatto sta che ultimamente i numeri parlano e dicono che c’è la preferenza ad un ritorno del caro e vecchio vinile. Questa tendenza del ritorno agli anni ’60 la si vede un po’ dovunque, dai videogiochi, ai vestiti, al cinema ed altro. Per la musica possiamo notare come molti suoni dei ’60 stanno tornando prepotentemente sulla scena.

Italiani popolo di nostalgici e per una volta questa nostalgia può portare davvero a delle belle cose. I vinili fanno parte di quella tradizione old school che ultimamente si stava perdendo, ma che per fortuna sta tornando.

Puntina di Giradischi
Testina di giradischi

One Response to "Il futuro è il passato? Il ritorno al vinile"

  1. Cristina Marroni   14 gennaio 2015 at 14:51

    Complimenti per l’articolo e per il tuo primo esame universitario. A Roma direbbero: Daje forte!

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