La meglio Teramo: Cosa mi ha insegnato il Professor Lino Befacchia

La meglio Teramo: Cosa mi ha insegnato il Professor Lino Befacchia

di Maria Cristina Marroni  –

Befacchia, Preside e GentiluomoNella vita sono poche le persone che segnano il percorso di formazione di ciascuno. Personalmente ho avuto l’onore, da insegnante, di avere come Preside il professor Lino Befacchia, docente di Storia e Filosofia.

Befacchia appartiene a quella categoria di persone che si incontrano troppo raramente, ma alle quali non si finisce mai di dire grazie. Ogni discorso con lui ha rappresentato una lezione di vita e di umiltà.

Spesso chi dedica il tempo alla filosofia ne diventa schiavo, finanche presuntuoso o superbo. Il professore non si è svenduto all’Idea, “ha salvaguardato la sua essenza unica mettendo l’esperienza dell’Insolubile al di sopra della riflessione su di esso, insomma ha oltrepassato la filosofia…” (E. M. Cioran).

Un ardore interiore che si mimetizza sotto la veste di una rassegnazione ironica: in Lino Befacchia tutto sfocia in fine speculazione, in un altrove comprensibile solo con la consuetudine della frequentazione. “Si può discutere con lui di qualsiasi cosa ma si è comunque sicuri di scivolare presto o tardi verso interrogativi capitali, senza seguire per forza i meandri del ragionamento”.

Anzi, sono i suoi racconti di vita vissuta che indirizzano l’interlocutore a una migliore comprensione di se stesso, delle sue tensioni irrisolte, delle sue inevitabili perplessità.

Uomo fieramente di sinistra, è rimasto fedele al suo Partito anche quando questo gli ha voltato le spalle. Sarebbe potuto diventare il Sindaco di Teramo, ma la sua stessa coalizione non lo ha supportato come avrebbe meritato. Resta comunque il Sindaco che a Teramo è mancato e del quale ancora oggi si sente l’esigenza: per la sua cultura, la sua signorilità, il suo scrupolo nello studio e nel rispetto delle leggi. Chissà oggi come sarebbe questa Città se ci fosse stato Befacchia in luogo del fallimentare “Modello Teramo”.

Il Preside mi ha insegnato la calma, la tolleranza quando l’energia dell’età consigliava diversamente. Mi ha insegnato la pazienza, la disinvoltura, il rispetto per il lavoro altrui. Non l’ho mai sentito criticare i nemici per una forma evidente di superiorità intellettuale (che pure aveva). Alieno dalle effusioni superflue, dalla sguaiataggine, dalla manifestazione immediata, dalla confidenza non sollecitata, non si può non provare ammirazione per un uomo così sovranamente discreto.

Da lui ho appreso che l’insegnamento deve generare “amore che si indirizza al sapere” (Lacan) e ad attribuire a ogni alunno pari dignità. A tirare fuori dagli adolescenti le specifiche qualità, oppure a far capire loro gli errori,  quando ne commettono sopraffatti dall’egoismo e dalla tracotanza.  Di ogni alunno Befacchia conosce il nome e la storia personale. Un’ora di lezione con lui poteva davvero cambiare la vita: egli guidava il desiderio, decentrava la visione, trasformava in corpo erotico l’oggetto teorico.

“Per questo desiderereste consultarlo alla svolta di una vita, alla soglia di una conversazione, di una rottura, nell’ora delle confidenze ultime, penose e compromettenti, perché vi riveli e vi spieghi a voi stessi, perché vi dispensi una specie di assoluzione speculativa, e vi riconcili tanto con le vostre impurità quanto con le vostre impasse e i vostri stupori” (E. M. Cioran).

Befacchia ha dimostrato ogni giorno con l’esempio cosa significhi rispetto e abnegazione. La sua puntualità svizzera è il segno più evidente della dedizione e dell’attenzione verso gli altri.

Un vero Signore d’altri tempi delle cui qualità la città di Teramo aveva e ha drammaticamente bisogno.

3 Responses to "La meglio Teramo: Cosa mi ha insegnato il Professor Lino Befacchia"

  1. Marta IV C 2001 - 2002   29 dicembre 2014 at 21:04

    ci sono insegnanti che passano senza lasciar ricordi e parole scambiate lungo un corridoio attraversato da un vuoto vociare che spronano, illuminano, incoraggiano. Non un grigio burocrate ritto sulla sua sedia ma un Buon Maestro (e qui mi sgriderebbe per l’accostamento poco ortodosso) che conosce per nome ciascuno dei suoi alunni. Teramo ha perso l’occasione di farsi guidare da una delle sue anime migliori.

  2. Dario Lucantoni   26 gennaio 2015 at 17:32

    Chi ha conisciuto il Presdide Befacchia sa bene quanta sostanziale forza mettesse in ogni azione, in ogni parola, in ogni sorriso! La fine del suo meraviglioso percorso di docente ha lasciato in tutti noi un vuoto difficilmente colmabile. Lo ringrazio, pertanto, come uomo, genitore e conoscente.

  3. Dario Lucantoni   26 gennaio 2015 at 17:33

    Chi ha conosciuto il Presdide Befacchia sa bene quanta sostanziale forza mettesse in ogni azione, in ogni parola, in ogni sorriso! La fine del suo meraviglioso percorso di docente ha lasciato in tutti noi un vuoto difficilmente colmabile. Lo ringrazio, pertanto, come uomo, genitore e conoscente.

Leave a Reply

Il Fatto Teramano è l'unico sito che ti permette di commentare senza registrazione ed in forma totalmente anonima. Sta a te decidere se includere le tue generalità o meno. Nel momento in cui pubblichi il tuo commento dichiari di aver preso visione del nostro disclaimer e di accettarne le regole. Per inviare il tuo commento aiuta il sito a verificare la tua esistenza trascinando un'icona secondo le indicazioni e clicca su Commento all'articolo.

 

Your email address will not be published.