“Sono Innocente”: essere Vasco Rossi

“Sono Innocente”: essere Vasco Rossi

di Enrico Romagnoli  –

Vasco Rossi - Sono innocente 4
Vasco Rossi – Sono innocente

Il Blasco torna con un cd che tiene fede alle aspettative e che proietta l’ascoltatore nel suo mondo, infatti nel disco c’è di tutto: pezzi heavy rock con testi duri, ballads sentimentali che emozionano in ogni punto, canzoni di qualche anno fa, escluse in cd precedenti e anche degli strumentali in cui si sentono le chitarre in piena distorsione.

Anticipato dal singolo Come vorrei, pubblicato il 24 ottobre 2014, “Sono Innocente” è composto da 15 brani di cui alcuni già editi: figurano infatti gli ultimi singoli del cantante “Dannate Nuvole”, “Cambia-menti “(che ha dato il tema al Vasco Live Kom ‘014) e un riarrangiamento di “L’uomo Più Semplice”.

Il disco si apre con con la canzone “Sono Innocente Ma..”,  uno spietato, ironico e tagliente pugno contro i giudizi e le vecchie ferite di Vasco stesso. Si tratta di un brano Heavy hard rock, con assoli di chitarra elettrica ben eseguiti e mirati. Un brano duro per un rock tagliente e preciso con una interpretazione di Vasco che ci riporta alla mente “Mi Si Escludeva” del 1996. Nel ritornello il cantautore dice “Sparatemi ancora, così vedremo chi cade, chi perde e chi ruba e chi sorride ha la pelle dura. Facciamo una prova,  vediamo come te la giochi se vivi tra due fuochi, se cadi come un pollo o resti in piedi come Rocky” Tra le righe si sente il disprezzo di Vasco contro chi lo ha sempre giudicato e criticato, molte volte ingiustamente. Dare il nome all’album come il titolo di una canzone, che tra l’altro viene messa in cima alla tracklist, vuol dire che quella canzone è importante e secondo me è la chiave del disco stesso, perchè dire “Sono innocente, ma non mi fido più” significa aver perso la fiducia verso delle persone, ma comunque continuare per la propria strada e avere imparato che il giudizio degli altri è poca roba e che alla fine ha avuto ragione lui.

Vasco Rossi - Sono innocente 2La seconda in scaletta è “Duro Incontro”, scritta nel 2010 e poi scartata nella sessione di “Vivere o niente”. Questa canzone è l’ideale seguito di “Fegato, Fegato Spappolato” del 1979 e parla di un risveglio problematico mentalmente e psicologicamente, giocando molto con l’ironia e la provocazione, particolari di prepotenza nella carriera di Vasco Rossi. “Ho fatto un duro incontro questa mattina, mi sono scontrato contro la mia testa, così diversa da quella che mi ricordavo ieri sera.” La canzone inizia così, vi lascio immaginare come si sviluppa.

Una canzone che mi ha colpito molto è “Guai” scritta dai collaboratori storici Gaetano Curreri e Saverio Grandi (autori di grandi successi, non solo per Vasco) che recita “Guai, non devi dirlo mai se non mi amerai per tutta la vita”, uno spietato ritratto di vita per Vasco e la sua metà sentimentale. Una dolce ballad che tratta il tema dell’amore, molto caro a Vasco, il quale sceglie di aprire la canzone con una chitarra acustica che accompagna la voce, classico per le canzoni in cui si vuole dare risalto al testo.

Dopo una ballata, tocca risollevare l’animo rock alla canzone “Lo vedi” scritta a otto mani con Saverio Principini e Simone Sello (collaborazione che portò alla luce brani come “Manifesto Futurista” e “Cambia-menti”). “Aspettami” è una classica canzone d’amore alla Vasco Rossi, scritta con Roberto Casini (co-autori di altri brani sentimentali come “Gabri” e “Senorita”) dove troviamo le prime sonorità alla “Va Bene Va Bene Così” modernizzate con suoni puliti e perfetti, oltre che potenti. Tutto incorniciato da una batteria potente suonata da Glen Sobel (famosissimo batterista di Alice Cooper). Dopo la già conosciuta “Dannate Nuvole” (canzone che nel testo contiene molte delle idee di Nietzsche), troviamo poi il primo esperimento musicale dell’album ovvero “Il Blues Della Chitarra Sola”, come già cita il titolo, si tratta di un classico blues, stile John Lee Hooker, interpretato magistralmente da Vasco con chitarre slide e r&b. Il testo è auto-ironico, infatti parla proprio di Vasco come se a scrivere fosse la sua chitarra, appunto, rimasta sola: “Eri un tipo precoce, un po’ troppo veloce per una vita sola”. Successivamente ritroviamo Roberto Casini come compositore nella ballata pop-rock “Accidenti Come Sei Bella” che riporta alla mente “Colpa Del Whisky” oppure “Non Vivo Senza Te”. Qui l’elettronica fa da padrone in un disco comunque molto strumentale.

Vasco Rossi - tre copertine di Sono innocenteDopo, alla numero 10, troviamo “Quante Volte”, la canzone più intima dell’intero lavoro, in cui il KOM si mette completamente a nudo, facendo vedere ogni sua parte, un pezzo recita così: “Quante volte ho pensato nella vita voglio fare quello che mi va, poi le cose mi sfuggivan tra le dita e arrivava la realtà”, nel ritornello Vasco si apre, come a chiedere aiuto: “Io non voglio più vivere solo per fare compagnia, io non voglio più ridere, non mi diverto più ed è colpa mia, non ho voglia di credere che domani sarà, sarà diverso e poi…chi lo sa?”. Non c’è molto da aggiungere, questa canzone è da ascoltare, poi ognuno ne farà l’utilizzo che vuole. Ogni cantante scrive con un intento, vivendo un particolare momento, ma ognuno utilizza le canzoni come meglio crede.

Dopo “Cambia-menti” in versione blues, ecco arrivati al singolo internazionale “Rock-star”, un rock heavy riff-oriented con il testo in inglese scritto da Vince Pastano e Guido Elmi per il Live Kom ‘014 e finito anche su cd, registrato in studio. Dopo “Ultimo Domicilio”, sconosciuto contenuto in Bollicine nel 1983, torna un brano strumentale in un album di Vasco. Con “Rock-star” di fatto termina l’album.

Vasco Rossi - Sono innocente 1Nel CD sono presenti tre brani aggiuntivi: il primo è un riarrangiamento di “L’uomo Più Semplice”, pubblicato nel gennaio 2013, “L’ape Regina” e “Marta Piange Ancora”, quest’ultimo scritto da Vasco all’età di quindici anni e scartato dall’album “Canzoni per me” del 1998.

Una curiosità, già sperimentata da Noemi nel suo ultimo cd “Made in London”, è che il disco è uscito con 3 copertine differenti.

Questo disco è davvero da ascoltare, voto 9: un Vasco che nonostante l’età ha ancora voglia di fare rock, senza però perdere la dolcezze e l’ironia e soprattutto con ancora molte cose da dire.

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