La festa di S. Berardo. E quella fascia tricolore…

La festa di S. Berardo. E quella fascia tricolore…

poltrona_sindaco_con_fascia_tricolore_-_Copia19  dicembre 2014: festa di S. Berardo Vescovo, patrono di Teramo.

C’è fiera in città: luci dappertutto, e allegria, e tanta tanta gente in giro. Quel paio di gradi in più della temperatura ha incoraggiato anche i pigri a portar fuori i bambini e a curiosare tra le bancarelle. Ci si ferma all’imbocco di corso Cerulli, nei pressi del Comune, a far due chiacchiere con conoscenti che non si incontravano da tempo (lì di fronte c’è il “muro del pianto”, ossia il tabellone con i manifesti funebri, ma si cerca di ignorarlo), ed ecco all’improvviso avanzare verso il Duomo la tradizionale processione. In un attimo cessa il brusìo: tutti assistono in reverenziale silenzio. E’ bella, la processione: sobria, con la sua doppia fila di frati dal semplice saio grigio o nero. Alle loro spalle, il Vescovo, solenne nei paramenti purpurei. Subito dopo, il Sindaco, accompagnato da qualche suo collaboratore (si fa in tempo solo a riconoscerne uno), apre il fitto corteo dei fedeli.

Il Sindaco, con la fascia tricolore.

Vero è che la cosa non ci smuove più di tanto, da quando – anni fa – vedemmo nella stessa postazione il Prof. Befacchia da poco entrato in politica (senza fascia, d’accordo,   ma solo perché Sindaco non era…).

tricolore_croce_400_2Tuttavia, forse una riflessione si impone. In quale occasione si indossa questo segno distintivo? Risposta: quando ci si presenta come rappresentante dell’intera cittadinanza.

E forse potrebbe tornar utile  uno schematico excursus di carattere storico.

Lo Statuto Albertino (1848), con grande delusione di Cavour, dichiarò la religione cattolica apostolica romana sola religione dello Stato, pur esprimendo tolleranza verso gli altri culti. Con il Concordato fascista del 1929, per motivi strettamente diplomatici venne riaffermato il concetto albertino della preminenza cattolica, anche questa volta giocando su una sorta di ambiguità che conduceva a ribadire la libertà di coscienza e di culto. Tale ambiguità venne eliminata una ventina di anni dopo dalla Costituzione Italiana.

Nonostante i vari privilegi tuttora conservati dalla Chiesa, un fatto è certo: il sogno di libera Chiesa in libero Stato coltivato da Cavour e da moltissimi intellettuali italiani e stranieri  si è finalmente realizzato. In Italia non esiste più una religione di Stato.2508

Ora – per tornare al nostro tema –  seguire una processione cattolica indossando i simboli della propria carica, da parte di un Sindaco significa partecipare alla cerimonia in rappresentanza dell’intera cittadinanza e non da cittadino privato.

Circa la legittimità di tale comportamento, si può far riferimento alla circolare ministeriale del 4 novembre 1998, in cui l’allora Ministro dell’Interno Rosa Russo Iervolino invitava i Sindaci ad un “uso corretto e conveniente” della fascia tricolore e a utilizzarla tutte le volte in cui la propria veste di partecipazione alle manifestazioni pubbliche venga interpretata come espletamento del proprio ruolo ed assuma ufficialità. Diversamente –  continua la circolare – nell’ipotesi di partecipazione a titolo privato o comunque non ufficiale, si dubita fortemente non solo dell’opportunità, ma anche della legittimità di tale simbolo distintivo.

italian-new-flag-XMetterebbe mai la fascia tricolore, il nostro Sindaco, quando va a teatro a vedere Shakespeare, o in occasione di una delle sfilate storiche di quartiere? No, perché fa  queste cose da semplice privato.

Dunque, perché proprio al seguito di una processione cattolica?

                                                                                                      FdI

3 Responses to "La festa di S. Berardo. E quella fascia tricolore…"

  1. Alessandro Bonolis   21 dicembre 2014 at 20:04

    Non se ne può più di questa moda progressista di dover sempre considerare la religione cristiana come usurpatrice di chissà quali diritti e di chi. Che piaccia o no la maggior parte dei Teramani (la stragrande maggioranza) sono di fede Cristiana e quindi è più che normale che un sindaco vada ad una processione in rappresentanza UFFICIALE della stragrande maggioranza dei suoi cittadini, anche se -per assurdo- lui fosse ateo. Fermo restando che non è un obbligo. E basta a fare finta che una religione vale l’altra per fare contenti i comunisti, la religione cristiana fa parte della nostra cultura (che piaccia o no).
    Saluti

  2. Leda Santosuosso   23 dicembre 2014 at 12:45

    Mi dispiace Alessandro ma devo dissentire con te.
    Un paese (e quindi anche una città) è realmente democratica quando anche le minoranze vengono rispettate e rappresentate.
    Poichè il Sindaco rappresenta tutti (anche l’eventuale unico cittadino islamico) non può partecipare ad un evento cattolico in veste ufficiale.
    Immagina di ribaltare la situazione: una processione induista (non so nemmeno se le fanno) ed il nostro Sindaco con la fascia tricolore in mezzo…. credo che in molti avrebbero da ridire.

    Poi sul fatto di quanti siano i cattolici….molti vengono battezzati da bambini (e da li si contano i cattolici) …ma quanti poi professano realmente?
    Io per esempio sono stata battezzata da piccola, ma sono agnostica e non vado in Chiesa. Mio figlio non l’ho battezzato.

  3. Leda Santosuosso   23 dicembre 2014 at 12:47

    aggiungo anche che non è una richiesta che viene solo dai “comunisti”. Anche molte persone di “destra” sono laiche.

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