Rubrica “Fermati a riflettere”: La ricerca della felicità

Rubrica “Fermati a  riflettere”: La ricerca della felicità

di Ernesto Albanello

Ernesto Albanello
Ernesto Albanello

–  Roberto Benigni, in due serate, ci ha regalato un commento sui Dieci Comandamenti:  ha lasciato estasiato il foltissimo pubblico che dalle case ha seguito il suo monologo in religioso silenzio.

Accade che in un mondo così funestato da cattiverie di ogni tipo, da cinismi che sembrano sorprenderci ogni volta per la loro spietatezza, possa succedere persino che d’incanto prenda corpo uno spirito superiore e senz’altro Benigni riesce ad interpretare quel tanto di bello, di armonico, di stilistico, di inimitabile che ancora è riposto nell’animo di ciascuno di noi.

Ci viene voglia di dire che se il mondo continua ancora ad andare avanti, è per merito di questi personaggi che evitano di guardare alle brutture della terra ed elevano gli occhi al cielo.

Orbene, al termine della sua fantastica esposizione dei dieci comandamenti , il celebre comico toscano ha voluto regalarci una esortazione: quella di cercare la nostra felicità, “che sarà senz’altro riposta in qualche scaffale, cassetto, ripostiglio della mente e che non è smarrita, solo che noi continuiamo a cercarla con superficialità, in modo approssimativo, accontentandoci di apparenze della felicità e perdendo di vista il vero senso dell’essere felici”.

Vi immaginate solo per un momento se questo invito ce lo avesse fatto qualcuno non proprio riconosciuto come adeguato a parlare di simili cose? Il giorno dopo si sarebbe innescata una sollevazione popolare del tipo: “come si permette costui, in tempi di crisi, in cui una famiglia non riesce ad arrivare alla fine del mese, parlare di felicità? Forse parlerà del suo stato confortevole e ben al riparo dalle difficoltà del vivere quotidiano? Non si azzardi più perché tutto questo ha il sapore di una provocazione!”

Roberto Benigni è invece al riparo da simili affronti: è come se parlasse un angelo disancorato dalle nefandezze del mondo.

Pur in una situazione così drammatica, a lui è consentito riaccendere la fiammella della speranza, a lui è permesso scuotere le coscienze e andare dritto al cuore di ciascuno di noi, per interrogarci e farci incamminare in direzione di un reale cambiamento.

Non so se in tutto questo affannarsi giornaliero, uno di quelli che rivendicano la “sacrosanta” salvaguardia dei diritti acquisiti e la difesa fino alle barricate del proprio sontuoso emolumento, sarà rimasto turbato: se avrà avuto un vacillamento, bene per lui. Può darsi che stia iniziando un lungo, arduo percorso alla scoperta della sua felicità.

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