Vita da Gatti: strategie segrete per ascendere al soglio parlamentare

Vita da Gatti: strategie segrete per ascendere al soglio parlamentare

di Christian Francia

Paolo Gatti - sempre a galla
Aspirante parlamentare

–  Paolo Gatti è inquieto e c’è da capirlo: le cose non gli vanno per niente bene. Suo unico scopo è quello di entrare in Parlamento dal portone principale, eppure il tempo, che sembra essergli amico visto che ha solo 39 anni, si sta trasformando in tiranno e non gli lascia intravedere la strada giusta per diventare “onorevole”.

Nel 2013, dato che Paolo Tancredi faceva da tappo alla carriera di Gatti (e che Chiodi tutelava solo Tancredi per l’inserimento nelle liste bloccate delle elezioni politiche), Gatti decise di mettere la freccia e di salire sull’autobus di Fratelli d’Italia per arrivare a Roma. Purtroppo per lui l’autobus forò e non arrivò a destinazione.

Subito dopo il felino teramano fece rientro alla base di Forza Italia (dopo aver sostenuto urbi et orbi che sarebbe stato impossibile proseguire l’attività politica sotto le insegne di Berlusconi), al palese fine di trovare un posto in prima fila per le candidature alle prossime elezioni politiche, considerato pure che Paolo Tancredi si era esiliato da solo passando all’NCD di Alfano.

Purtroppo per lui, il lago di Forza Italia si va sempre più restringendo e rischia di diventare uno stagno nel quale non sopravvivono nemmeno due pesciolini, mettendo a serio rischio l’auspicata candidatura parlamentare.

In aggiunta, c’è un altro problema grande come una casa: Gianni Chiodi. È Gianni che ha fatto parte dell’Ufficio nazionale di Presidenza del partito, è lui il governatore uscente, è lui che ha i rapporti personali con chi deve stilare le liste dei candidati in Parlamento, è lui che ha eseguito pedissequamente gli ordini del partito nazionale durante la legislatura regionale precedente (assegnando incarichi, consulenze, posti e prebende). Per cui sembra ovvio che, quando sarà il momento, Chiodi stesso si inserirà al primo posto fra i sedili disponibili per Roma.

Un ulteriore tappo che Gatti non può sopportare oltre. Dato che ogni prova di forza, ogni congresso, ogni elezione, ogni tesseramento vede sempre Gatti vincitore relativo, ma comunque minoranza rispetto all’accozzaglia dei non gattiani, il rischio di infilarsi in un vicolo cieco è costante, tanto che Paolo ha un fegato ingrossato a causa dell’invidia che prova nei confronti di tutti coloro che – pur non avendo letteralmente un voto – siedono felici in Parlamento (ogni riferimento a Giulio Sottanelli è specifico e puntuale).

E allora che fare? Il piano è semplice: l’unica via certa per diventare “onorevole” non è attendere che i nemici interni muoiano di vecchiaia (ci vorrebbero decenni), ma è quella di ucciderli di suo pugno. Come fare? Azzerandone la credibilità, umiliandone le doti e silenziandone gli eventuali risultati.

Primo passo: controllare l’informazione. Gatti è bravissimo ad evitare la stampa negativa, addirittura preferisce la mancanza di critiche alle eventuali adulazioni esplicite; per lui è di gran lunga più significativo che nessuno parli male di lui, piuttosto che qualcuno ne parli bene o benissimo.

L’editore del quotidiano La Città è notoriamente un amico/estimatore di Paolo, Il Centro (pur essendo formalmente un giornale non di area centrodestra) si guarda bene dal fornire argomenti di denigrazione a suo carico. Il Messaggero idem. L’editore dell’unica televisione teramana, Teleponte, sembra recentemente passato anch’egli ad una stima molto attiva (la cui cartina di tornasole è rappresentata dall’ingresso della rubrica di Giancarlo Falconi, che da un paio d’anni è stato folgorato sulla via del miagolio).

La folgorazione di Falconi per Gatti (e per il suo pretoriano Franco Fracassa) è ufficiale ed incontrovertibile, ed è la ragione del mio abbandono del blog “I Due Punti” (dove venivano censurati i miei articoli anti-Gatti). Addirittura anche gli attacchi ripetuti di Falconi agli assessori gattiani Romanelli e Lucantoni potrebbero essere letti in chiave di favore al capobastone (perché è probabile che i due non siano più fedelissimi e che il capo voglia sostituirli con altri pretoriani maggiormente controllabili).

Secondo passo: amicizie blindate con i sindacati. In particolare la CISL e la UIL contano fra i dirigenti provinciali e regionali numerosi frequentatori del gattile, se non dei veri e propri spalleggiatori per le operazioni ritenute necessarie (numerosi i casi censiti).

Terzo passo: controllo dei centri decisionali e degli alti livelli burocratici. Anche in tal caso le relazioni di Gatti sono numerose, sebbene sempre meno significative, perché i burocrati vivono sul carro dei vincitori (che oggi è quello di D’Alfonso e del centrosinistra), per cui solo il Comune di Teramo resta un fortino amico.

Quarto passo: azzerare i nemici di area centrodestra per far saltare il tappo che impedisce di ascendere al soglio parlamentare. Ma è difficile farlo in prima persona, per via della colleganza e della comune appartenenza politica. Molto meglio lasciarlo fare ai pretoriani, ai fedeli, ad amici e sodali.

Un passo attualmente allo studio è quello dell’eutanasia di Brucchi e dell’occupazione in prima persona della poltrona da sindaco. Tale ipotesi è suggestiva per due ordini di ragioni:

– intanto sarebbe in intelligente passo indietro (rispetto al livello regionale oggi ricoperto, sebbene fra i banchi della minoranza) che potrebbe consentire di farne due in avanti, dimostrando di essere un sindaco capace (cosa facilissima dopo Brucchi) ed acquisendo quella autorevolezza da primo della classe che Gatti non ha mai avuto, essendo stato l’eterno secondo di Chiodi sia in Comune che in Regione, così come sempre secondo è stato nel partito e sempre seconda è stata la sua corrente. Occorre uscire da tale condizione di minorità e di sudditanza;

– in secondo luogo si castrerebbero le ambizioni politiche di Brucchi che aspira a ruoli e a poltrone di grado superiore, rappresentando di fatto un ulteriore concorrente alla corsa romana, per cui agevolarne l’eutanasia potrebbe essere una mossa vincente, e non è escluso che anche Luciano D’Alfonso potrebbe dare il suo assenso ad una candidatura di Gatti al Comune, visto che lo contattò già lo scorso anno per offrirgli proprio la poltrona da sindaco di Teramo.

I pensieri di Gatti sono tanti, i dubbi sono troppi, le clientele sono immense e gli appetiti sono infiniti. Ma solo una è l’idea fissa: andare a Roma, a qualunque costo.

4 Responses to "Vita da Gatti: strategie segrete per ascendere al soglio parlamentare"

  1. anonimo   11 dicembre 2014 at 11:23

    E a pensare che i Teramani ancora credono che costui fa politica per loro. Poveri illusi!

  2. nicola   11 dicembre 2014 at 18:42

    CONSIGLIO PER PAOLO GATTI:
    MA PERCHE’ INVECE DI VIVERE DI POLITICA NON COMINCI A LAVORARE VISTO CHE HAI UNA LAUREA E FAI VEDERE QUELLO CHE VALI?

  3. colui che non posta più su"i duepunti"   11 dicembre 2014 at 19:26

    Anche il sottoscritto è stato più volte censurato, anche sul blog “I Due Punti”.
    A mio avviso il micetto non ha il temnpo per effettuare il quarto “passo” ; Quindi? Non gli resta che la strada più sicura, quella di affidarsi al pescarese volante, magari con la promesso di appoggio al comune. Le precazioni però sono essenziali:indossare un bel paio di mutande di ferro.
    Non dimentichiamo che il PDD in questa fase storica, come dice l’anatra zoppa, è assolutamente “inclusivo”.

  4. Nato libero   16 dicembre 2014 at 14:35

    Spettacolare mi sembrava di averlo scritto io l’articolo…
    Veramente non capisco come si faccia a non capire le chiare mire di una persona che ha come unico fine SE STESSO….

Leave a Reply

Il Fatto Teramano è l'unico sito che ti permette di commentare senza registrazione ed in forma totalmente anonima. Sta a te decidere se includere le tue generalità o meno. Nel momento in cui pubblichi il tuo commento dichiari di aver preso visione del nostro disclaimer e di accettarne le regole. Per inviare il tuo commento aiuta il sito a verificare la tua esistenza trascinando un'icona secondo le indicazioni e clicca su Commento all'articolo.

 

Your email address will not be published.