Provincia di Teramo: la storiaccia della pensione illegittima dell’Ex Direttore Generale

Provincia di Teramo: la storiaccia della pensione illegittima dell’Ex Direttore Generale

Pensioni d'oro 4–  È di ieri la divulgazione del “Rapporto 2014 sui sistemi pensionistici” elaborato dall’OCSE (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), in base al quale l’Italia viene collocata al primo posto assoluto tra i Paesi industrializzati (con largo margine sul secondo) per spesa pensionistica sul totale della spesa pubblica (sul totale delle uscite dello Stato, la previdenza pesa il 32%).

All’interno di tale gigantesca spesa previdenziale vi sono le famigerate pensioni d’oro. E a Teramo, in particolare, ce n’è una che oltre ad essere dorata ha tutti i crismi dell’illegittimità: quella dell’ex Direttore Generale della Provincia Francesco Grue.

1) Come è noto, nel 2010 la Provincia di Teramo subì per mesi un’ispezione ministeriale i cui esiti furono notificati alla fine di luglio 2010 direttamente dal Ragioniere Generale dello Stato. L’ispettore, fra le numerose illegittimità riscontrate (che denotavano un malcostume generalizzato all’interno dell’Ente, con centinaia di migliaia di euro erogati in maniera del tutto illegittima ai dipendenti), ebbe a soffermarsi sulle “illegittimità varie relative all’incarico di direttore generale della Provincia”, prima fra le quali: “proroga dell’incarico per un periodo successivo al mandato del Presidente della Provincia, in violazione dell’art. 108 del TUEL, e conseguente indebita corresponsione del relativo compenso per il periodo de quo”.

2) In pratica, accadde che l’ex Presidente Ernino D’Agostino uscì inopinatamente sconfitto dalle elezioni provinciali del 2009, vinte a sorpresa da Valter Catarra. Francesco Grue era Direttore Generale della Provincia continuativamente sin dal 2000. L’art. 108 del TUEL dispone al comma 2 che La durata dell’incarico (di Direttore) non può eccedere quella del mandato del presidente della provincia”. Quindi l’11 giugno 2009, giorno della proclamazione del nuovo Presidente, l’incarico direttoriale di Grue veniva inesorabilmente a scadenza.

3) Grue chiese di essere collocato in pensione, cosa che avvenne il 30 giugno 2009, cioè 19 giorni dopo la scadenza dell’incarico da direttore. La illegittimità rilevata dall’ispettore si sostanzia nel fatto che Grue percepì lo stipendio da direttore anche per quei 19 giorni nei quali era di fatto rientrato nel suo status originale di dirigente a tempo indeterminato della Provincia. Infatti, nella relazione si legge che “essendo detto incarico, come detto, cessato l’11.6.2009, lo status giuridico, a far data dal 12.6.2009 a tutto il 30.6.2009, doveva essere quello di dipendente provinciale rientrato dall’aspettativa nel ruolo dirigenziale (…) Conseguentemente va evidenziato che per il periodo indicato (11.6.2009 – 30.6.2009) il predetto Dott. Francesco Grue doveva percepire una retribuzione come dirigente dell’Ente e non quella di Direttore Generale, come sembra avvenuto, dovendo considerarsi quest’ultima destituita di ogni base giuridica per la sua liquidazione”.

Pensioni né d'oro né di ferro4) Ma il fatto più grave fu che, pur essendo impossibile ignorare la norma decadenziale contenuta nell’art. 108, la Provincia provvide a collocare in pensione Grue nello status di Direttore Generale, piuttosto che nello status di dirigente semplice, compiendo la ulteriore e più grave illegittimità concernente la “documentazione relativa alla pratica di pensionamento”, in tal modo consentendo l’erogazione di una pensione molto più alta rispetto a quella alla quale avrebbe avuto diritto (si parla di quasi 6.000 euro al mese effettivamente percepiti, a fronte di circa 3.300 euro al mese ai quali avrebbe avuto effettivamente diritto).

5) Di conseguenza, la Provincia venne invitata dalla Ragioneria Generale dello Stato “al sollecito recupero di quanto indebitamente erogato e parimenti a fornire adeguate notizie sulla correttezza o meno della documentazione inviata all’INPDAP nel prospetto delle retribuzioni percepite contenute nella pratica di collocamento a riposo ed in quella riguardante l’indennità di fine rapporto e degli eventuali provvedimenti correttivi del calcolo effettuato, con l’avvertenza che, anche in tal ultimo caso, le somme indebitamente erogate debbono considerarsi produttive di danno all’erario”.

6) L’allora Presidente Catarra decise di incaricare il Segretario Generale Gianna Becci delle operazioni di ripristino della legalità e di recupero delle erogazioni effettuate in violazione di legge. Da quel momento, cioè dall’agosto 2010, non si hanno notizie di quanto sia successo per quattro lunghissimi anni, cioè fino al 27 giugno 2014, giorno nel quale viene adottata la determinazione dirigenziale n. 55 a firma della Dott.ssa Becci (ecco il testo integrale: Determina B6 n. 55 del 27.06.2014 – Rideterminazione pensione Grue).

Tale determinazione reca il seguente oggetto: Collocamento a riposo per dimissioni volontarie Dott. G. F. – Verifica amministrativa e contabile presso la Provincia di Teramo eseguita dal MEF – Illegittimità della proroga incarico di Direttore Generale dall’11.06 al 30.06.2009 Ricognizione delle conseguenze di determinazione pensionistica – Atto vincolato di rideterminazione del calcolo indispensabile ai fini del collocamento a riposo a tutela delle ragioni patrimoniali dell’Ente e dell’erario in genere”.

A dispetto del titolo difficile, il Segretario Generale Gianna Becci determinava di “dover procedere, tanto con effetto ricognitivo quanto con effetto dispositivo, alla rideterminazione dei calcoli ai fini del collocamento a riposo del Dirigente Dott. F.G., ferma restando la precedente decorrenza degli effetti pensionistici a far data dall’01.07.2009, qualificando ai fini sia giuridici che economici tale collocamento a riposo per come avvenuto nella qualificazione di Dirigente a tempo indeterminato di questa Amministrazione, e non già nella erronea qualificazione di “incaricato delle funzioni di Direttore Generale dell’Ente”, come risulta invece dalla Determinazione XII Settore n. 159/2009”.

Contestualmente, la Becci disponeva “di procedere alle relative comunicazioni e relative trasmissioni dei modelli pensionistici di rito, all’uopo ricalcolati, all’I.N.P.S. e al diretto interessato”.

Qui finiscono le notizie e iniziano le supposizioni: pare che anche il TFR, cioè l’indennità di fine rapporto percepita da Grue dopo il pensionamento, sia stato superiore a quello che avrebbe dovuto percepire; pare che l’INPS abbia proceduto a ridurre la pensione mensile dell’ex direttore generale, sembra pure che l’INPS abbia scritto alla Provincia per ottenere il recupero di quanto maggiormente erogato durante questi cinque anni al pensionato in questione per colpa della Provincia che aveva sbagliato nel calcolare la qualifica di Grue al momento del pensionamento (si vocifera una cifra di circa 270.000 euro in più illegittimamente erogati, che dovranno essere in qualche modo recuperati alle casse dello Stato).

Domande:

1) Perché, commesso l’errore (in buonafede?) nel 2009 di collocare in pensione l’ex direttore in maniera erronea, non si è rimediato l’anno successivo – all’esito delle risultanze dell’Ispezione ministeriale – visto che l’illegittimità era palese ed incontrovertibile?

Totò-e-io-pago2) Per quale motivo si sono lasciati trascorrere altri quattro anni, aggravando di mese in mese il danno erariale che andava producendosi?

3) Chi ha sbagliato e chi doveva controllare? La Corte dei Conti perché non è intervenuta prima, visto che era a conoscenza di tutti gli adempimenti?

4) Chi pagherà per tutta questa storia? Non andrà mica a finire che i cittadini teramani pagheranno di tasca loro i danni all’erario che l’INPS giustamente pretende, danni verificatisi per colpa esclusiva della Provincia?

14 Responses to "Provincia di Teramo: la storiaccia della pensione illegittima dell’Ex Direttore Generale"

  1. Fabrizio   9 dicembre 2014 at 8:17

    Purtroppo Teramo possiede un’infelice caratteristica: ha un cancro a capo di ogni struttura importante, pubblica e privata. Si parli, piuttosto, di come il super dirigente abbia piazzato la figlia al ruzzo ed il genero alla provincia di Teramo. Da vomito!

  2. evviva!   9 dicembre 2014 at 8:25

    Come avrà fatto quel genio della figlia di francesco grue ad entrare al ruzzo e quell’enfant prodige del genero a “piazzarsi” in provincia. Fossi in loro sotterrerei il capo dalla vergogna.

  3. Fabrizio   9 dicembre 2014 at 11:31

    Non so se è più scandalosa questa notizia o come sono stati “piazzati” la figlia ed il genero del super dirigente in questione. Mi viene il vomito…

  4. Anonimo   10 dicembre 2014 at 12:12

    Chi è il dirigente che ha firmato tale atto e quindi ne è responsabile? Non vorrei che anche questa volta siano sempre i cittadini a doverci rimettere. Chi ha sbagliato deve pagare di tasca propria!!!

  5. anonimo   11 dicembre 2014 at 11:04

    La storiaccia è chiara, non c’è nulla da aggiungere.
    L’anonimo articolista, con il coraggio che lo contraddistingue, ha raccontato i fatti a quanti non riescono per le vie brevi ad informarsi di cosa succede nella nostra Teramo.
    Appare lapalissiano che le responsabilità sono tutte in capo all’allora dirigente preposto al disbrigo delle carte per il collegamento a riposo del personale della Provincia di Teramo che, erroneamente (non si capisce al momento se in buona fede o non) lo collocò in pensione con la qualifica di direttore generale e non con quella che risulta dalle carte, di dirigente.
    Diamo per scontato che chi doveva vigilare sulla legittimità degli atti posti in essere dall’Amministrazione provinciale, per tramite dei propri dirigenti e funzionari, non sapesse o non si fosse accorto della illegittimità palese di questo atto. Ma all’esito delle risultanze dell’Ispezione ministeriale, la buonafede non si può più riconoscere in capo al Segretario Generale nonché Direttore Generale dell’Ente Provincia il quale, doveva provvedere immediatamente a porre in atto tutti gli strumenti tesi al recupero delle somme elargite erroneamente così come è stato fatto ultimamente.
    C’è da dire che la figura del Segretario Generale negli enti pubblici, è stata istituita a posta per vigilare sulla correttezza degli atti che vengono posti in essere dalle amministrazioni.
    Ora la domanda che si pone l’articolista, se la pongono tutti i teramani onesti ed in buona fede, e si chiedono: “perché il segretario direttore generale dell’ente provincia di Teramo, venuto a conoscenza della illegittimità palese di quell’atto viziato posto in essere dall’allora dirigente proposto a quel servizio, non provvide immediatamente a sanarlo?”.
    Ci si continua a domandare: “è in buona fede il segretario-direttore generale che non ha provveduto a sanare quell’atto? O quell’atto non lo ha potuto correggere per eventuali presunte pressioni politiche?”
    Se l’attuale Presidente della Provincia è una persona seria (e io ritengo che lo sia), deve immediatamente aprire un’indagine su questa vicendaccia, magari istituendo una commissione ad hoc, con il precipuo obiettivo di accertare eventuali responsabilità in capo a persone che guadagnano lauti stipendi a carico di noi teramani onesti che paghiamo fino all’ultimo centesimo le tasse.
    Penso che oltre al Presidente della provincia, trattandosi di un danno erariale, ci siano altri organi preposti all’accertamento di queste eventuali responsabilità. Mi viene in mente la procura, la corte dei conti.
    Ma voglio essere fiducioso che sia il presidente della provincia a risolvere questo caso: i panni sporchi si lavano in famiglia.
    Presidente, se accerta delle responsabilità, non faccia sconti a nessuno. Chi ha sbagliato paghi, anche perché non sono proprio sicuro che queste persone ai vertici, abbiano meritato e meritato lo stipendio che hanno percepito finora e continuano a percepire.

  6. Anonimo   14 dicembre 2014 at 11:36

    Com’è possibile che sia accaduto tutto questo?
    Ma qual’è il compito del Segretario Generale in un ente pubblico? E qual’è, invece, il compito del Direttore Generale?
    Se il Direttore Generale servisse a qualcosa, dovrebbe essere nominato un dipendente con mansioni e scopi previsti dalla legge. Ma se la carica viene cumulata a quella del Segretario Generale, come fa questa persona a svolgere il lavoro di due? E’ incredibile!.
    Ma chi le ha fatte queste leggi? Bisognerebbe tagliargli la testa. A già! la testa non ce l’ha a chi la tagli?
    Ma se il dirigente che ha riempito le carte per mandare in pensione il collega Grue ha sbagliato, perché il segretario-direttore generale non ha aperto una procedura disciplinare nei suoi confronti per accertarne le responsabilità e, se del caso, licenziarlo? Occorre non guardare più in faccia a nessuno. Chi sbaglia deve pagare, secondo le norme vigenti nella struttura.

  7. anonimissimo   14 dicembre 2014 at 12:12

    Questa storia ha dell’incredibile?
    A distanza di 5 anni e mezzo, il segretario generale o, peggio, direttore generale, si ricorda di scrivere all’INPS per far rettificare una pensione di un ex dipendente della provincia, fatta, a suo tempo, elargire in modo superiore a quella dovuta.
    Azzardo delle considerazioni:
    a) se la vicenda non si è prescritta per il dirigente posto in pensione con un conteggio di contributi in modo errato, non dovrebbe essere prescritto neanche il reato commesso dal dirigente che elaborò il modello pensionistico in modo sbagliato;
    b) chi la quantifica la pena per il dirigente in questione?
    c) perché il segretario generale dell’ente non ha sporto denuncia nei confronti del dirigente incapace di riempire i modelli per il collocamento a riposo dei dipendenti? Anche questo signorino mi pare abbia delle colpe, o no?! Non si possono usare due pesi e due misure;
    d) Perché il segretario-direttore generale ha tirato fuori questa storia solo ora, e non allora, magari sottoponendo prima all’attenzione del Presidente, cioè del potere politico?
    Alla luce di questo ritardo è lapalissiano che è colpevole anche il segretario. E il segretario chi lo punisce? Come va punito?

  8. by   14 dicembre 2014 at 12:23

    Che storia! Da semplice cittadino che paga le tasse prima del giorno della scadenza, faccio una sola considerazione: al momento l’attuale Presidente della Provincia, anziché aprire un’inchiesta, al fine di chiarire ai suoi concittadini le responsabilità che sono emerse a capo di alcuni e che devono ancora emergere a capo di altri, ha rinnovato l’incarico alla segretaria attualmente in carica, non solo da segretario generale, ma anche da direttore generale. Complimenti. Presidè, ma costei non c’azzecca proprio niente in questa storiaccia?

  9. tessitore   14 dicembre 2014 at 12:27

    Alla luce di come finisce questa storia, se nessuno dei responsabili degli errori commessi ci esce ammaccato, giudicherò se questo presidente è peggio dell’altro.

  10. lubr   14 dicembre 2014 at 12:43

    Il Segretario Generale di un ente pubblico è posto lì dalla legge proprio per vigilare sulla correttezza degli atti pubblici che i dipendenti-dirigenti pongono in essere durante lo svolgimento delle loro funzioni proprie.
    Ora c’è da chiedersi una cosa sola: “perché il segretario ha scritto all’INPS solo ora, quando la cosa era nota dal 2010, dalla relazione recapitata alla Provincia dall’Ispettore del Ministero?”
    Il Segretario generale della provincia è sicuramente colpevole. Voglio sapere chi lo deve punire e come va punito. Non so che tipo di reato ha commesso, so solo che mentre commetteva questo reato percepiva un lauto stipendio immeritatamente e pagato anche con i soldi delle mie tasse. Per favore chi sa risponda, so che questo blog è seguito da molti.

  11. terz   14 dicembre 2014 at 12:52

    Ma l’ex presidente della provincia proprio non c’azzecca niente con questa storia? Non è che è stato proprio lui a non far favellare prima la segretaria generale? In questo caso avrebbe più colpa lui che lei? Ma lei come può giustificare che non ha parlato perché tenuta zitta da lui senza carte scritte? Lui negherà certamente! Di conseguenza la colta, a mio debol parere, è del segretario generale che non ha denunciato prima…..e forse per qualche convenienza personale.

  12. franca pompei   28 luglio 2016 at 23:48

    ANNO 2016.

    Mi sono imbattuta ,per caso, in una vicenda pur sempre inquietante. Dico pur sempre perche’ il nostro paese di soprusi e illegalita’ e’ pieno.Sono una teramana attualmente residente in altra citta’ del paese.Cosi da cittadina incuriosita da questo scandalo condotto in modo cosi’ pulito chiedo oggi:come e’ andata a finire il caso GRUE? Grazie in caso di risposta. FRANCA POMPEI

  13. Monicelli   16 novembre 2017 at 1:09

    ANNO 2017

    Tutto tace, nessun colpevole, nessun errore, i potenti possono qualsiasi cosa, ” perché io so io, e voi non siete un cazzo”. Noi dobbiamo solo pagare in silenzio le tasse, ci dobbiamo spaccare la schiena per arrivare alla fine del mese. Mi viene da vomitare. Spero che il bravo giornalista riprenda in mano e aggiorni questo articolo, forse è l’unico che può fare qualcosa.

  14. Franco Freati   19 dicembre 2017 at 13:05

    Ma che mi dite che il caso Grue è rimasto così? Non ci posso credere.Non avete messo fitme?ma che state a fare.

Leave a Reply

Il Fatto Teramano è l'unico sito che ti permette di commentare senza registrazione ed in forma totalmente anonima. Sta a te decidere se includere le tue generalità o meno. Nel momento in cui pubblichi il tuo commento dichiari di aver preso visione del nostro disclaimer e di accettarne le regole. Per inviare il tuo commento aiuta il sito a verificare la tua esistenza trascinando un'icona secondo le indicazioni e clicca su Commento all'articolo.

 

Your email address will not be published.