Assunzioni Regione Abruzzo: il Comitato idonei RIPAM ci risponde, ma sbaglia

di Christian Francia

–  Mi dispiace dover replicare a 700 persone che soffrono e lottano per avere un lavoro (la qual cosa sarebbe pure un loro diritto costituzionale), ma purtroppo la realtà dei fatti resta immutata: Sandro Mariani ha firmato una porcata sottoscrivendo la risoluzione urgente con la quale si impegna il governatore ad utilizzare le graduatorie del concorso RIPAM “nella ipotesi di un’eventuale copertura di posti in organico, sia per assunzioni a tempo indeterminato che determinato, nell’ambito dell’Ente Regione Abruzzo”.

Stessa porcata ha sottoscritto il Consiglio regionale quando ha deciso – dimostrando dilettantismo o malafede – di approvare tale disgraziata risoluzione.

Ieri, in risposta al mio articolo del giorno precedente sull’argomento (http://www.ilfattoteramano.com/2014/12/04/sandro-mariani-firma-unaltra-porcata-nuove-assunzioni-alla-regione-abruzzo-tramite-graduatorie-ripam-la-regione-approva/#comments), il “Comitato Vincitori e Idonei Concorso Ricostruzione Ripam-Abruzzo ha ritenuto di dover esprimere “piena solidarietà al Capogruppo PD Sandro Mariani, per i toni spesso irridenti e per l’attacco gratuito e infondato contenuto nell’articolo summenzionato”. In aggiunta il Comitato mi chiede “di fare un passo indietro e di documentarmi prima di fare affermazioni non corrispondenti al vero”.

Vorrei intanto chiarire che io non attacco nessuno, esprimo opinioni politiche e giuridiche (tutte fondate e studiate) per cercare di spiegare ai cittadini come viene amministrata la Cosa pubblica in loro nome. E siccome, nel merito della questione, si dà il caso che io non sia un giornalista, bensì un avvocato con specializzazione universitaria in diritto amministrativo, direi che qualche titolo per parlare della vicenda l’ho maturato. E invece di fare un passo indietro ne faccio sei avanti, respingendo perentoriamente al mittente l’accusa di non dire il vero (attività precipua dei politici).

1) Orbene, il Comitato Idonei RIPAM sostiene che “il merito sia un valore da rivendicare in tutte le sedi”. Quindi anche su questo blog. E allora denuncio formalmente la palese violazione della invocata meritocrazia, violazione avvenuta con l’approvazione della suddetta risoluzione urgente (cioè la porcata).

Affinché vi sia il rigoroso rispetto del merito, è necessario che in pari tempo si rispetti il supremo principio europeo e costituzionale dell’imparzialità della Pubblica Amministrazione (art. 97 Cost.). E dove sarebbe l’imparzialità nel favorire del tutto discrezionalmente una graduatoria di idonei ad un concorso specifico per la ricostruzione, rispetto alle migliaia di idonei di tutte le graduatorie vigenti relative a pubblici concorsi?

Perché la Regione dovrebbe attingere proprio da tale graduatoria e non piuttosto da tutte le altre? Forse gli altri concorsi sono meno meritocratici? Oppure a quello RIPAM hanno partecipato le migliori intelligenze su piazza? È evidente la volontà discriminatoria a scapito di tutti gli idonei esistenti, e questa non può essere meritocrazia, perché ben potrebbe esserci una infinità di migliori professionalità all’interno delle numerose graduatorie ad oggi in essere.

Quella approvata dal Consiglio si chiama tecnicamente “Conventio ad excludendum” (si privilegiano gli idonei RIPAM e si discriminano tutti gli altri, ben più numerosi ma non costituiti in comitato). Per cui la risoluzione approvata dal Consiglio regionale viola l’art. 97 della Costituzione ed è da ritenersi quantomeno inopportuna nell’ottica del perseguimento dell’imparzialità.

Quando e se la Regione dovesse assumere personale, dovrebbe giocoforza bandire nuovi concorsi proprio per garantire imparzialità e meritocrazia.

(segue sotto)

Sandro Mariani - non so chi sono, non so che faccio, cerco i voti e me ne compiaccio
Sandro Mariani, capogruppo del PD in Consiglio regionale

2) Il Comitato Idonei RIPAM sostiene poi, del tutto fantasiosamente, che il metodo dei quiz a crocette (utilizzato in tale concorso) “garantisce l’assoluta trasparenza ed oggettività di giudizio delle prove scritte, al contrario di procedure quali temi ed elaborati che lasciano ampio margine di valutazione”, aggiungendo che in tale maniera “si svolgeranno tutti i futuri concorsi di tutte le amministrazioni pubbliche (art. 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modifiche)”.

Dispiace dover contraddire tali convinzioni, ma innanzitutto il citato art. 35 del TUPI non dice affatto quanto sostenuto, né gli somiglia. E voglio augurarmi che mai i pubblici concorsi debbano fare ricorso agli esecrandi ed esterofili quiz a risposta chiusa.

Circa la trasparenza e l’oggettività di giudizio, poi, è vero l’esatto contrario: si conoscono decine di casi nei quali le schede di risposta vengono riconsegnate in bianco, per poi essere anonimamente riempite di crocette e divenire prova di una bravura del tutto inesistente. Parimenti, vi sono altrettanti casi nei quali le schede d’esame effettivamente riconsegnate vengono sostituite con schede prive di errori, alle quali evidentemente non è possibile nemmeno effettuare una perizia calligrafica, dato che le crocette sono anonime per definizione.

Le vie della corruzione sono infinite, e in Italia più infinite che negli altri Paesi del mondo, per cui l’oggettivo e trasparente metodo delle crocette mi mette i brividi, mentre risulta molto più complesso truccare elaborati in cui si richiede uno svolgimento tecnico-pratico, pur se il candidato venga preventivamente in possesso delle tracce, per il motivo semplice che in un tema si valuta anche la grammatica, l’esposizione, la proprietà di linguaggio, tutti indici di preparazione, di cultura, di capacità tecniche e amministrative, che sono fondamentali per chi deve ricoprire ruoli pubblici e rappresentare il meglio delle professionalità esistenti.

3) Circa il fatto che la legge consenta alle Amministrazioni, facoltativamente, “di superare gli schemi procedurali rigidi del D.P.R. 487/1994, adottando procedure più snelle volte a garantire la selettività, la trasparenza e l’imparzialità delle selezioni”, non vuol dire affatto che il Legislatore ritenga desueti gli elaborati tecnico/amministrativi e/o le soluzioni di problematiche tecnico/pratiche (che anzi rimangono la via maestra per la selezione dei migliori).

4) Sotto altro aspetto, il Comitato degli Idonei RIPAM non può non sapere che, proprio nel caso che la Regione decidesse di effettuare delle assunzioni a tempo indeterminato, dovrebbe previamente applicare l’istituto della mobilità per acquisire prioritariamente personale da altri enti pubblici, e solo all’esito di una mobilità infruttuosa potrebbe procedere ad attingere personale dall’esterno. Ed è evidente che allo stato attuale sussiste un enorme bacino di dipendenti in transito dalle sopprimende Province.

5) Ma è nella valutazione squisitamente politica che si palesa la porcata firmata da Sandro Mariani, perché il capogruppo del PD in Consiglio regionale – evidentemente privo di qualsiasi sapienza amministrativa – non poteva non conoscere ciò che è talmente notorio da essere stato propalato dinanzi alle telecamere dallo stesso Luciano D’Alfonso (vedasi il video sopra evidenziato).

Big Luciano auspica il trasferimento definitivo dei dipendenti regionali in eccesso ai Comuni che soffrono una cronica carenza d’organico, con queste testuali parole: “Rilevo che ci sono delle porzioni di risorse umane in più rispetto alla nostra naturale funzionante dotazione. Noi dobbiamo riorganizzare, non aumentare, e su questo fronte vedo tanti Comuni sul territorio che hanno dei difetti di risorse sia finanziarie che umane. Su questo fronte dobbiamo fare quello che fanno le persone normali: togliere dove c’è in più e mettere dove c’è di meno”.

Dato che la Regione ha quasi duemila dipendenti che costano annualmente alla comunità abruzzese qualcosa come 130 milioni di euro, non credo sia possibile confutare il ragionamento di D’Alfonso, per cui appare quantomeno azzardato presentare a farsi approvare una risoluzione che prevede di privilegiare una categoria di idonei nel caso di necessità assunzionali che allo stato attuale sono del tutto contrarie alle valutazioni presidenziali.

6) Con riferimento al Movimento 5 Stelle, cui lo scrivente non è né poco né punto vicino, il Comitato Idonei RIPAM chiede ai Consiglieri Regionali M5S – che hanno meritoriamente votato contro la porcata – “di rivalutare la posizione assunta alla luce delle informazioni che vorranno acquisire”, in quanto “la risoluzione approvata rappresenta un cambiamento di rotta, un atto di trasparenza e di buona amministrazione”.

Nell’interesse di tutti i cittadini abruzzesi (e senza per questo volerne ai rispettabili Idonei RIPAM), auspico l’esatto contrario: che il M5S continui nel perseguimento di tutti i risparmi possibili, nell’ottica di una riduzione sempre crescente della spesa pubblica e di un efficientamento dell’intera macchina burocratica (cosa che mi pare sia contenuta nel programma del movimento).

In tale ottica, l’idea stessa di perdere del tempo per adottare una risoluzione definita “urgente” e dagli effetti pratici sostanzialmente nulli, non fa che scoraggiare ancora di più i cittadini e indispettire il governatore.

Il vero motivo di tale operazione ridicola risiede nelle pressioni che legittimamente 700 idonei esercitano sui consiglieri regionali, i quali hanno pensato bene di passare all’incasso di un consenso elettorale facile. E visto che la forza “risolutiva” di una “risoluzione” è inesistente, i consiglieri potranno sostenere di aver fatto la loro parte e di essere vicini agli idonei, tanto ci penserà D’Alfonso a spegnere ogni entusiasmo ed ogni speranza di assunzione.

12 Responses to "Assunzioni Regione Abruzzo: il Comitato idonei RIPAM ci risponde, ma sbaglia"

  1. Giorgio   6 dicembre 2014 at 11:31

    Non conosco bene i contorni della vicenda, ma quanto zelo e quanta attenzione contro una semplice risoluzione priva di alcun valore giuridica (così dite entrambi)!!Preoccupiamoci delle cose serie e di cose che hanno valore giuridico che in Abruzzo stiamo messi davvero male… che il pd meno l faccia schifo si sa, ma se M5S Abruzzo (che ho pure votato e non mi vergogno a dirlo) fa battaglie campali contro risoluzioni fine a se stesse siamo messi proprio bene… Tra scontrini, rendiconti e scie chimiche e battaglie contro i Mulino a vento come questa diventiamo ridicoli come movimento

  2. Simona Armento   6 dicembre 2014 at 11:33

    Avvocato ESPERTO di diritto amministrativo, (ancora meglio),che prima di scrivere si è informato e documentato ma poi scrive
    “PARE che il concorso si sia svolto a crocette”
    Il bando è un atto pubblico, in cui è riportata tutta la metodologia con cui si è svolto il concorso e se lei si fosse veramente informato avrebbe potuto semplicemente fare una ricerca su google e trovarlo….( i PARE sono più da chiacchiere da bar che da articolo di giornale);

    2) Nel suo articolo originale paventa l’illeggittimità del concorso e poi qui ammette: “Circa il fatto che la legge consenta alle Amministrazioni, facoltativamente, “di superare gli schemi procedurali rigidi del D.P.R. 487/1994, adottando procedure più snelle volte a garantire la selettività, la trasparenza e l’imparzialità delle selezioni”, non vuol dire affatto che il Legislatore ritenga desueti gli elaborati tecnico/amministrativi e/o le soluzioni di problematiche tecnico/pratiche (che anzi rimangono la via maestra per la selezione dei migliori).”

    Quindi come lei stesso ammette il concorso non è illeggittimo…

    A CHI LEGGE: fatevi una domanda, datevi una risposta….

  3. Laila Ferrauti   6 dicembre 2014 at 13:58

    Per fare una buona informazione bisogna fornire ai lettori le fonti, pubblichi integralmente, in prima pagina e con la stessa evidenza che dà ai suoi articoli anche la replica del Comitato. Mi chiedo tra l’altro come mai chi scrive si preoccupa molto nello specifico del destino dei dipendenti provinciali, chissà. Gli idonei vogliono che si affermi il merito e sarebbe auspicabile che ciò avvenisse in tutti i settori non solo nella PA. Tutto il resto si commenta da solo.

  4. Andrea   6 dicembre 2014 at 14:20

    Gentile Simona, si trattava di un concorso straordinario fatto per un evento straordinario. Perché mai oggi noi cittadini dovremmo accollarsi la spesa di 400 unità circa, che NON HANNO VINTO il concorso, ma sono risultati IDONEI per assumerli a TEMPO INDETERMINATO? E per tutti gli altri idonei d’Italia cosa dovremmo fare allora? Assumiamo tutti tanto la macchina pubblica è una vacca da mungere per benino!

  5. Andrea   6 dicembre 2014 at 14:22

    Basta assunzioni negli enti pubblici! Razionalizzare piuttosto il personale già esistente (che è già eccessivo)!

  6. jonni   6 dicembre 2014 at 15:43

    Non credo che la risoluzione parlasse di assumere 700 idonei ma solo di evitare gli eventuali concorsi superflui per i profili professionali già presenti nelle graduatorie ripam. Non commentate a vanvera. Razionalizzare i dipendenti pubblici, ma signor Andrea lei ha mai lavorato presso un ente locale? La maggioranza dei dipendenti pubblici, vincitori di chissà quale concorso, se tale si possa definire, sarebbe da prepensionare o licenziare

  7. Iniziate a stancare   6 dicembre 2014 at 16:25

    Siamo stanchi delle clientele. State diventando lo scendiletto di Mariani , inoltre i meriti non si rivendicano facendo pressioni sui consiglieri regionali, anche se con il PD funziona sempre…
    Mentre male che D’Alfonso a Sandrino non lo pensa per niente…!!!!!

  8. Marco P.   6 dicembre 2014 at 17:28

    “La maggioranza dei dipendenti pubblici, vincitori di chissà quale concorso, se tale si possa definire, sarebbe da prepensionare o licenziare”… Allora perchè coloro che figurano nella graduatoria RIPAM dovrebbero essere diversi? Figli di un Dio Maggiore rispetto agli idonei di altre graduatorie? E basta!!!

  9. jonni   6 dicembre 2014 at 18:12

    Perché è stato un concorso vero, con decina di migliaia di partecipanti..non fatto in casa

  10. Christian Troy   6 dicembre 2014 at 20:05

    Caro avvocato,

    se si indicono nuovi concorsi ci si lamenta del perchè non si attinga da graduatorie esistenti. Se, invece, si è intenzionati a farlo ci si lamenta del fatto che non si indicono nuovi concorsi.

    La polemica è la principale causa di paralisi del sistema politico-amministrativo.

    L’immobilità del sistema politico-amministrativo è il principale costo della cosa pubblica.

    Le graduatorie Ripam sono scaturite da un processo di selezione pubblica per il quale la Pubblica Amministrazione ha sostenuto un costo. L’Economia insegna che a fronte di un investimento ci si aspetta sempre un ritorno, altrimenti non ha senso impiegare capitali e risorse. Pertanto, le graduatorie vanno utilizzate, ai fini del rispetto del principio di buon andamento della Pubblica Amministrazione, quale unico ritorno plausibile su un investimento sul capitale umano.

    E questo lo dico al di là delle chiacchiere pseudo legali-amministrative-giuridiche-blablabla.

    Troppe polemiche, troppi avvocati, troppi giornalisti, troppe chiacchiere.

  11. Tazzi   7 dicembre 2014 at 1:57

    Ma scusate ma questo signore di cosa parla? Il Mit, la regione Abruzzo, alcune province e alcuni comuni abruzzesi hanno delegato il formez per fare sto cosiddetto concorsone. Quindi le graduatorie A del concorso ripam Abruzzo, fin quando non scadono, sono quelle a cui devono fare riferimento per nuove assunzioni gli enti locali abruzzesi che hanno delegato il formez! Sarebbe pure superfluo parlarne in quanto la legge già lo prevede, ma visto che dopo la pubblicazione delle graduatorie, molti comuni e uffici pubblici abruzzesi che si occupano di ricostruzione le hanno ILLEGGITTIMAMENTE (queste si) ignorate per ovvi motivi clientelari, mi sembra un atto dovuto, questo dei consiglieri del PD, ribadire ciò che la legge (125/2013) già prevede e che sistematicamente è stato ignorato.

  12. WYATTEARP   7 dicembre 2014 at 14:44

    Conosco i concorsi pubblici e non, conosco i dipendenti di enti pubblici, conosco il metodo dei concorsi a “crocette”, conosco il “metodo degli idonei”.
    Non conoscevo affato il metodo del comitato degli idonei.
    Lei dott. Francia parla di “conventio ad excludentun” a mio avviso parole inutili per chi non vuol o non è in grado di capire, cosi come, almeno io, non riesco a comprendere cosa c’entra con una classifica di idonei (non vincitori), che “il merito sia un valore da rivendicare in tutte le sedi”.
    Nei concorsi seri, a volte e non sempre, agli idonei viene attribuito un “bonus” per un’eventuale prova simile.
    Non so se Lei conosce il metodo dei “cumpigni de bicchiire”.
    Tanti auguri compresi quelli di Natale.

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