Amicizie pericolose: il Ministro Madia con Valentina Di Zio, figlia del re abruzzese dei rifiuti (che è sotto processo)

Amicizie pericolose: il Ministro Madia con Valentina Di Zio, figlia del re abruzzese dei rifiuti (che è sotto processo)

di Christian Francia

Marianna Madia e Valentina Di Zio mano nella mano
Marianna Madia e Valentina Di Zio mano nella mano

–  Qualche giorno fa, sul sito dell’autorevole settimanale L’Espresso, è apparso un articolo dai toni preoccupati, che reca il seguente titolo: “Amicizie pericolose per Marianna Madia. Una foto con la figlia del re della spazzatura” (http://espresso.repubblica.it/palazzo/2014/11/13/news/amicizie-pericolose-per-marianna-madia-e-la-foto-con-la-figlia-del-re-della-spazzatura-1.188007?ref=HEF_RULLO).

Il sommario dell’articolo spiega: “Alla cena di raccolta fondi del partito democratico la ministra è stata immortalata con Valentina Di Zio, responsabile delle relazioni esterne del colosso di famiglia Deco. Che vede il padre, proprietario, sotto processo per peculato, abuso d’ufficio e turbativa d’asta.

Il contenuto dell’articolo evidenzia una confidenza elevata e un livello di intimità parecchio evoluto fra le due: Mano nella mano, il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, e Valentina Di Zio, figlia del monopolista della spazzatura abruzzese Rodolfo, proprietario del colosso Deco e sotto processo per peculato, abuso d’ufficio e turbativa d’asta nella maxi inchiesta della procura pescarese sui rifiuti. I Di Zio possiedono sei discariche delle sette presenti in Abruzzo e si occupano dello smaltimento di parte del pattume romano. Un giro d’affari enorme, che è finito più volte sotto la lente d’ingrandimento della magistratura. «Io sono apolitico; finanzio tutti», diceva l’imprenditore in una conversazione intercettata dagli inquirenti. E proprio i suoi rapporti con il PDL (quando governava la Regione) lo hanno fatto finire nei guai insieme a esponenti del centrodestra. Ma oggi l’aria sembra essere cambiata, tanto che Valentina Di Zio, responsabile delle relazioni esterne dell’azienda, ha partecipato alla cena di raccolta fondi organizzata da Renzi. Sorridente con il ministro Madia, sotto il logo del PD”.

Direi che la sintesi del settimanale L’Espresso è perfetta e che non ci sia bisogno di aggiungere altro, se non rammentare che l’inchiesta Rifiutopoli concerne l’ex partito del PDL, il quale aveva ricevuto – per il tramite di Paolo Tancredi – un contributo elettorale di 20.000 euro proprio da Di Zio, contributo che secondo i PM avrebbe costituito il “corrispettivo dell’attività di convincimento degli amministratori regionali a modificare la legge regionale sui rifiuti”, al fine di favorire la costruzione di un termovalorizzatore da affidare alla società di Di Zio.

Nel frattempo che il padre si difende nelle aule penali, la figlioletta Valentina cura le pubbliche relazioni della prospera azienda di famiglia, tenendosi teneramente mano nella mano con il Ministro Marianna Madia.

Ovviamente non è vietato farsi ritrarre in atteggiamenti che palesano un’affettuosa amicizia con una dirigente d’azienda il cui padre/datore di lavoro è sotto processo per reati che infamano e coprono di vergogna proprio la Pubblica Amministrazione di cui Marianna Madia è Ministro.

Potrebbe essere semplicemente inopportuno, ma soldi, affari, conflitti di interesse, massoneria, poteri occulti e indifferenza per l’interesse pubblico sono tutte cose che al PD piacciono da morire.

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