8 Responses to Cari Genitori, avete rotto il cazzo

  1. francesco

    17 novembre 2014 at 9:24

    Articolo bellissimo con considerazioni profonde e di una veridicità assoluta.Complimenti! Lei è giovane e,forse,quelle cose le ha vissute molto più soft di chi,come me,ha superato i settanta. Mi consenta di farle mie con la sola aggiunta da mettere al primo posto (non per importanza,ma per …peso):c’era poco,pochissimo da mangiare,a volte quasi niente,ma si viveva in una atmosfera di amicizia e di comunanza ormai scomparse completamente e con la certezza di un domani migliore.

  2. Ern

    17 novembre 2014 at 11:52

    caro, sei veramente sicuro che i nostri coetanei, oggi genitori, sono “cresciuti e diventati grandi”?
    Da spettatrice direi proprio di no!
    Condivido “I genitori di oggi sono per la maggior parte vittime di loro stessi, delle loro paure, delle loro ansie ingiustificate e ingiustificabili, vittime di una società balorda, piena di regole e regolette, di attenzioni maniacali, di assurdi sistemi di protezione che più che proteggere castrano i figli e la sana libertà di crescere in serenità”
    ma non condivido affatto l’elenco dei ricordi.
    Sei proprio sicuro che quell’elenco abbia prodotto, oggi, dei buoni genitori?

  3. Tibisay

    17 novembre 2014 at 12:46

    ahahah…quindi non lo hai comprato il cellulare ai tuoi figli?!?!?!

    Sono d’accordo con te in linea di principio, ma come genitore attento ti posso dire che non è facile crescere un figlio controcorrente….rischi di creare un disadattato!
    Spesso mi sono ritrovata frustata a fare cose che non condividevo pur di non far sentire mio figlio un diverso.

    PS: dallo spicologo ci siamo andati dopo!

  4. Anonimo

    17 novembre 2014 at 14:31

    In questo articolo è già diseducativo il titolo: ma lei è così maleducato da insegnare questo linguaggio ai suoi figli?

  5. colui che non posta più su"i duepunti"

    17 novembre 2014 at 14:35

    “I nostri coetanei” ?
    Siete settantottini? poveretti ! siete ancora disoccupati o sottoccupati e consentite ai vostri figli di condurre una vita superiore alle vostre possibilità magari con il contributo dei nonni; vorrei sentirvi a dir loro e soiprattutto a voi stessi un bel noooo.
    Siete sessantottini ( figli dei fiori) vi siete trasformati ed invece di cambiare il mondo avete plagiato voi stessi trasformandovi in leccaculo della peggior specie.
    Appartenete ad una categoria precedente?
    Aspettate tranquillamente la comare morte e rassegnatevi nel potervi permettere una pasticchetta di viagra una volta al mese se ancora non vi pisciate sotto.
    Io.. io.. che sono cresciuto per strada a pane e strutto, con le bacchettate dei maesteri e cercando di salvare le chiappe ( i ped ci son sempre stati) non posso che far alro che accontentarmi di ricordi e amareggairmi di essere italiano.
    Per carità non iveite cintro di me….sono anche maledettamente gallettaro.

  6. Ern

    17 novembre 2014 at 14:53

    Caro Anonimo, l’articolo non è affatto diseducativo. se posso interpretare le intenzioni del blogger vorrebbe dare una spinta alla riflessione. con me ci è riuscito….
    le è capitato ultimamente di ascoltare una conversazione tra adolescente? le parole usate nel titolo sono da educande…

  7. christian francia

    17 novembre 2014 at 15:30

    Gentile Anonimo delle 14.31,
    come ha detto mirabilmente Michele Serra qualche giorno fa sul quotidiano La Repubblica: “O uno può permettersi di dire “culo” in pubblico, ed è molto raro che questo accada, un privilegio di pochi raffinati o di inarrivabili buzzurri, comunque un’élite; o non lo dica affatto, e parli educatamente”.
    Ecco, modestamente, credo di essere fra quelli che possono permettersi di dire sia “culo” che “cazzo” in pubblico, perchè pretendo di avere delle argomentazioni solide a corredo di quelle parole così icastiche.
    Detto questo, se io rientri nella categoria dei “pochi raffinati”, oppure in quella degli “inarrivabili buzzurri”, questo è rimesso al giudizio inappellabile dei lettori.
    Cordialità.

    P.S.: è una vita che mi vengono contestati i toni e i metodi, ma mai che mi si contestino i contenuti. Sappiano gli alfieri dei toni moderati che per me sono i responsabili della distruzione dell’Italia, per cui ogni giorno di più, su questo blog, leggerà i “cazzo” e i “vaffanculo”, in misura direttamente proporzionale allo sfascio sociale che è drammaticamente in atto. Ove lei ritenga che Teramo, l’Abruzzo e l’Italia veleggino invece in acque tranquille, allora continui a sognare con dolci parole. Io cerco di interpretare lo zeitgeist.

  8. Anonimo

    17 novembre 2014 at 17:00

    Lei, novello Cosimo, è stato preso da una smania inspiegabile di salire sugli alberi,si aggrappera` poi al volo a una mongolfiera e cadra`in mare, mantenendo il primato di non scendere mai dagli alberi.

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