Occupazione dell’ex Oviesse. ENRICO MELOZZI & MAURO BAIOCCO: Processateci pure, “quando c’è l’onestà possiamo fare anche a meno dell’innocenza”

Occupazione dell’ex Oviesse. ENRICO MELOZZI & MAURO BAIOCCO: Processateci pure, “quando c’è l’onestà possiamo fare anche a meno dell’innocenza”

10406958_1574192872809004_5889647441112315165_nSi è scritto tanto sull’occupazione dell’ex Oviesse, e più ancora si è detto. La nostra (di tutti coloro che coraggiosamente ci hanno messo la faccia, il corpo e l’anima) è stata una impresa futurista dettata dall’urgenza di dare amore e vita ad una città che sta perdendo entrambi. Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto in quei luoghi, nel gennaio e febbraio del 2014. Il nostro gesto era uno slancio di infinita passione, il tentativo – forse un po’ naïf – di riaffermare il valore dell’arte e di sostenere che su quel valore si possono costruire speranza, economia, futuro.

 In molti ci hanno creduto, si sono emozionati con noi, hanno portato numerosi i loro figli in quei luoghi, i loro bambini (cioè il futuro della nostra società) hanno vissuto il fremere della musica, delle arti visive, delle rappresentazioni teatrali, di quanto è nutrimento del corpo e dell’anima.

Dopo nove mesi dalla insensata operazione di sgombero, voluta dalle autorità cittadine, la realtà ha dimostrato quanto fosse idiota il tentativo di ripristinare una situazione funerea e cimiteriale. Solo la serranda fucsia ricorda il palpito vitale che il sindaco e le istituzioni preposte hanno voluto pervicacemente soffocare.

L’arte naturalmente non muore e rinasce dovunque ci sia un cuore sensibile, ma il tempo ha dimostrato come fossero ridicole quelle dichiarazioni sulla necessità che i locali dell’ex Oviesse dovessero tornare alla loro destinazione commerciale. Dove sono gli imprenditori che dovrebbero pagare l’affitto alla collettività? Quale uso è stato fatto di quei luoghi in questi nove mesi? Sono tornati ad essere ricettacolo della polvere, quella stessa polvere alla quale torneranno il sindaco Brucchi e i suoi scherani: memento homo, quia pulvis es et in pulvis reverteris.

Intanto l’ennesimo tentativo di risveglio, l’ennesimo sussulto di dignità, è stato soffocato a Teramo. Ma noi sentiamo di dover ringraziare la città intera, che ci è stata vicina, che ci ha sostenuto con parole e opere, che ha voluto condividere con noi momenti ed emozioni, che ci ha fatto sentire affetto e amore. E sentiamo di doverlo fare proprio oggi che veniamo rinviati a giudizio per quei fatti, per eccesso di amore per la nostra città.1962383_1475998079295151_1714884512_o

Così come sentiamo di dover ringraziare tutti quei monumenti viventi della teramanità che hanno speso davanti a quei luoghi parole commoventi: Grazia Scuccimarra, Elso Simone Serpentini, Pier Luigi Montauti, Sandro Melarangelo, Piero Chiarini, Antonio Topitti, Gigi Ponziani, Walter Nanni e tantissimi altri.

È stato bello provarci, e siate certi che continueremo a provarci sempre a salvare Teramo da chi ci amministra solo per condurci alla catastrofe definitiva.

 Oggi che siamo imputati per quella occupazione che rivendichiamo, oggi che veniamo condotti alla sbarra per aver fortemente voluto un risveglio che le autorità hanno interpretato come una violazione di diritti privati, mentre tentavamo strenuamente di difendere l’interesse pubblico che è sempre più orfano, l’unica cosa che ci sentiamo di dover comunicare sono le parole di un artista, del Komandante Vasco Rossi: «Sono innocente, processatemi pure. Quando c’è l’onestà posso fare a meno dell’innocenza».

Vasco Rossi - Sono innocente 4Infatti, per una coincidenza davvero divertente, il rocker-filosofo di Zocca ha pubblicato proprio ieri il suo nuovo album, intitolato “Sono innocente”. E presentandolo ha pronunciato parole anche a nome nostro, a dimostrazione che l’arte non ha confini: «Io non so se c’è ancora qualcuno che oggi mi vuole processare ma anche se fosse la cosa ormai non mi preoccupa più. (…) chi mi giudica corruttore di menti giovanili non ha capito niente (…) La realtà fa schifo, è questa, ma siamo uomini e dobbiamo andare avanti, la vita è piena di gioia (…) ho sempre fatto tutto con la consapevolezza di farlo. Rifarei tutto e alla fine sono sempre rimasto in piedi come Rocky».

Il brano che dà il titolo all’album, nel testo, contiene una frase significativa: “ma qui qualcuno è sempre pronto a giudicare”. Però Vasco, e noi con lui, non ha più paura di nessun giudizio, da chiunque esso provenga: «Ma se volete, dite anche che sono colpevole. Quando c’è l’onestà posso fare a meno dell’innocenza».

Altri, dell’innocenza non possono a fare a meno, né possono fare a meno di una presentabilità e di una falsa reputazione di persone dabbene, semplicemente perché sono disonesti. E la loro disonestà ha condannato Teramo al tramonto.melozzi 1

Enrico MELOZZI & Mauro BAIOCCOmauto-baiocco_151245

3 Responses to "Occupazione dell’ex Oviesse. ENRICO MELOZZI & MAURO BAIOCCO: Processateci pure, “quando c’è l’onestà possiamo fare anche a meno dell’innocenza”"

  1. Giuseppe Labro   5 novembre 2014 at 18:58

    Ma come po ess nu cazz d chi !!!!

    Ciao a tutti oggi ho appreso la notizia che sono stati rinviati a giudizio i ragazzi dell’occupazione all’OVIESSE.
    Sono un vecchio caprone Teramano dove oramai l’esperienza della vita mi ha imparato a capire cosa è il bene o il male e per questa situazione mi domando:
    MA STJ UAJUN CHE CAZZ HA FATT D MAL?
    Come si fa a portare in tribunale dei ragazzi che hanno fatto un’occupazione pacifista, ragazzi che hanno la voglia e il desiderio di voler vedere una città che vive nell’ordine e nella cultura, ragazzi che se vai a vedere hanno solo da perdere a sposare questa causa ma lo fanno perché amano il posto dove sono nati e combattono per fare in modo che la città torni ad una decenza culturale.
    Qualsiasi persona normale non avrebbe dato peso a questo tipo di presunto reato, ma siccome viviamo a CORLEONE qualcuno se lo era segnato al dito perché è cosi che funziona in una città mafiosa dove regnano quei quattro cinque cognomi del cazzo che credono che tutto sia rimasto come una volta. Ma il vento cari mafiosetti del cazzo è cambiato.
    Vorrei sapere chi ha letto gli atti, come li ha ragionati e pensati e sopratutto chi li ha consigliati a procedere.
    Cari ragazzi questo è un altro passo falso nei confronti della Teramo che produce e che ci crede e non quella fatta dai Tancrediani e affiliati che pensano solo ai cazzi loro.
    Teramano ricordati che questi ragazzi che hanno occupato l OVIESSE lo hanno fatto pure per te e non credere ai Tancrediani, quelli per noi hanno solo preparato chili di vasellina.
    Una volta a piazza Garibaldi c’era una bellissima fontana ora grazie ai Tancrediani ci sta una cacata arrugginita e nessuno ha il coraggio di dirlo.
    Ragazzi dell’occupazione dell’OVIESSE grazie per quello che avete fatto grazie di aver risvegliato nella gente come me la speranza che a Teramo si può fare cultura e che non è fatta solo di gente avida .

    Giuseppe Labro.

  2. anonimo   6 novembre 2014 at 10:16

    Sono basito! I giudici archivieranno tutto. Loro con quel gesto hanno solo cercato di riaffermare il valore dell’arte, e questo non dovrebbe essere un reato.
    Altri dovrebbero essere processati…..

  3. Alberto Granado   6 novembre 2014 at 12:21

    Cari i miei Melozzi e Baiocco….
    Je lu sapav che jav a finì ccuscì…
    Proprio non volete uniformarvi?
    Guardate che se continuate così non pottrete mai comprarvi una mercedes cafona e farvi fare un vestitino su misura pure voi…magari blu…così da cercare di mascherare la vostra pochezza dietro una cravatta…così da cercare di nascondere la vostra somma ignoranza dentro ad una macchinona inutile.
    …ma forse mi sbaglio…forse non ne avete bisogno.
    RISPETTO PER CHI CI METTE LA FACCIA
    RISPETTO COMUNQUE
    Che città prona che è quella in cui viviamo…inchinata davanti ad omini piccoli piccoli piccoli…
    SOLIDARIETA’
    BRAVI

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