Quegli 80.000 euro che il dirigente-avvocato-locupletato della Provincia di Teramo non avrebbe dovuto percepire

Quegli 80.000 euro che il dirigente-avvocato-locupletato della Provincia di Teramo non avrebbe dovuto percepire

soldi nel cessoSiamo stati inondati da messaggi di indignazione per quei 266.331,10 euro percepiti nel 2013 dal Dirigente dell’avvocatura provinciale di Teramo Antonio Zecchino. Dobbiamo premettere che è sbagliato dare libero sfogo all’invidia sociale, specie senza valutare l’utilità che ciascun dirigente pubblico è in grado di produrre (magari c’è anche il caso di colui che produce introiti esponenzialmente maggiori rispetto a quanto guadagna).

Anche se, a giudicare da quanto trapela dalle Pubbliche amministrazioni, una valutazione sulla locupletazione ingiusta di molti dirigenti andrebbe fatta. E andrebbe discussa la enorme discrasia fra il libero mercato (dove tre dirigenti Tercas vengono messi alla porta senza nemmeno salutarli) e il posto fisso negli Enti Pubblici che non è più difendibile a prescindere, ma solo su parametri oggettivi di produttività.

Nel caso specifico, è certamente il caso di sottoporre ad approfondita analisi il ruolo e i costi delle avvocature pubbliche, perché alle condizioni odierne sarebbe di sicuro conveniente utilizzare i servizi legali forniti da professionisti esterni, con massima qualificazione e specializzazione settoriale, spendendo cifre enormemente minori.

L’avvocatura provinciale di Teramo, qualora divenisse un ufficio di consulenza e patrocinio legale per tutti i 47 Comuni della provincia, avrebbe di sicuro ragion d’essere per il futuro, ma così com’è, con costi generali e professionali che superano il mezzo milione l’anno, senza contare gli incarichi legali che vengono in ogni caso affidati a professionisti esterni (con i relativi costi), è un ufficio non efficiente, i cui professionalizzati dipendenti ben potrebbero essere maggiormente utili in altri servizi vitali per l’Ente, e il dirigente-avvocato ben potrebbe essere utilizzato per la gestione di un settore operativo. Stesso discorso vale per l’avvocatura comunale.

Di certo il nuovo Presidente Renzo Di Sabatino, che è avvocato pure lui, non tarderà a sviluppare le opportune riflessioni in merito, augurandoci che decida per il meglio (ma senza sperarlo più di tanto).

Ciò che invece chiediamo formalmente e subito a Renzo Di Sabatino è come mai non sia stata mai applicata la deliberazione della Giunta Provinciale n. 354 del 7 agosto 2009, che non ci risulta essere mai stata revocata dall’Amministrazione.

Quella delibera ha ad oggetto: “Atto di indirizzo alla delegazione trattante di parte pubblica dell’area dirigenza per la correlazione tra compensi professionali e retribuzione di risultato”.

A dispetto dei formalismi, richiamando una previsione contenuta nel contratto dei dirigenti che prevede di correlare i compensi professionali da avvocato (e quelli di cui alla legge Merloni) con le retribuzioni di risultato dei dirigenti, la Giunta provinciale ha chiesto alla delegazione trattante di parte pubblica (presieduta dal segretario/direttore generale Gianna Becci) di rapportare tali compensi professionali dei dirigenti con le rispettive retribuzioni di risultato, in particolare diminuendo queste ultime all’aumentare dei primi, fino a giungere all’azzeramento della retribuzione di risultato di coloro che percepissero compensi professionali superiori al 160% della retribuzione di risultato stessa.

Orbene, se si considera che il dirigente-avvocato Antonio Zecchino ha percepito 136.183,78 euro nel 2013 per le sole parcelle professionali dovute alle controversie conclusesi favorevolmente per l’Ente, se ne evince che ogni anno lo stesso dirigente percepisca mediamente somme infinitamente maggiori rispetto a quelle spettantigli a titolo di retribuzione di risultato.

Ne consegue che dal 2009 ad oggi l’avvocato Zecchino non avrebbe mai dovuto percepire tale voce retributiva, e invece sembra proprio che abbia percepito quasi 80.000 euro di risultato, come dettagliato nella seguente tabella:

Retribuzione di risultato

del Dirigente provinciale Antonio Zecchino

ANNO DI RIFERIMENTO

EURO

2009

5.938,68

2010

5.453,18

2011

15.733,84

2011 (risorse avanzate)

4.831,58

2012

22.366,85

2012 (risorse avanzate)

3.024,81

2013

21.758,69

TOTALE

79.107,63

Sarebbe opportuno che il Presidente della Provincia Renzo Di Sabatino si affrettasse a capire come mai l’eccellente segretario/direttore Gianna Becci, che anche a lui deve essere parsa brava quanto a Gianni Letta visto che ha inteso confermarla sia come direttore che come dirigente, non abbia mai dato seguito a quella deliberazione, forse l’unica saggia e intelligente mai firmata dal bidello ex Presidente Valter Catarra.

Magari nel corso del suo mandato appena iniziato potremmo risparmiare ai cittadini altri 80.000 euro non dovuti.

Mauro Baiocco

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