Rubrica “Fermati a riflettere”: L’accelerazione

Rubrica “Fermati a riflettere”: L’accelerazione
Ernesto Albanello
Ernesto Albanello

Di Matteo Renzi si potrà essere stimatori o detrattori ma indubbiamente è incontestabile da tutti i fronti che ha dato una accelerazione al modo di concepire la politica come non si vedeva da tempo.

Sono finiti i “giri di valzer”: una cosa se è vecchia, lo si dice senza tanti giri di parole.

Azioni finalizzate a privilegiare qualcuno impiegandolo in qualcosa di cui è privo delle necessarie competenze, è una cosa, oggi, del tutto patetica.

Un capo della Protezione Civile come Bertolaso sarebbe surreale oggi, in relazione al modo a dir poco “strabico” che ha avuto occupandosi di regate veliche, di terremoti, come quello de L’Aquila, ma anche di chiacchierate palestre della Roma-bene

Avete compreso politici locali ? Insistere, essere ostinati nel riproporre modalità per privilegiare qualcuno solo perché è amico, appare come qualcosa non al passo con i tempi.

 Vi ricordate Berlusconi quando amava ripetere “il teatrino della politica”? Glielo avete sentito più ? No !?!?

Il perché è evidente! La politica, con Renzi, ha assunto una nuova impostazione : quella del non badare tanto al rischio dei contraccolpi e delle conseguenze se a qualcuno si dice che è “fuori dal tempo”!

Vi ricordate solo due anni fa? Se una persona non teneva nel debito conto che una dichiarazione resa pubblica, se “sconveniente”, avrebbe innescato malumori o borbottii anche presso aree politiche amiche e minimo che gli sarebbe successo era che veniva fatta precipitare nelle retrovie, oggi la medesima persona, viene considerata come “una che sa il fatto suo” e che le cose “non le manda a dire”.

Cosa accade adesso? Che certe zone d’Italia hanno le lancette dell’orologio sintonizzate nel “sentire politico odierno”, mentre altre zone vivono di una politica francamente patetica, perché inesorabilmente datata.

Tutto questo somiglia davvero ai soldati giapponesi che continuavano a combattere quando la seconda guerra mondiale si era conclusa!

Noi ci accorgiamo in ogni momento che questa accelerazione è nelle cose, che ha una escalation travolgente e si ha l’impressione che tutti riescano , all’unisono, ad adeguarsi ad un nuovo modo di intendere la politica.

Renzi ha saputo impostare una visione dinamica al punto che ogni proposta di governo viene resa plateale e non ci sta ad attendere l’effetto sulla opinione pubblica, per renderne operativa una nuova. Tutto procede a ripetizione in vista di un risultato finale che, costi quello che costi, va raggiunto.

Mi pare chiaro che ora neppure i sondaggi appassionano più di tanto perché il governo in carica non è assolutamente intenzionato a fare correzioni di rotta, se lo 0,5 di flessione è da ricollegarsi all’ultimo provvedimento.

Teramo ed il suo territorio sembra ancora lontano da questa correzione di rotta: non si ha il sentore  che i politici teramani anticipino i tempi. Ci sarebbero molteplici interventi per sanare la situazione economica locale, ad esempio fondendo i piccoli comuni, pur tutelandone la storia, le tradizioni e la cultura, ma una cosa è incrementare la polizia locale rendendola anche più efficiente, attraverso organici sovraccomunali, altra cosa è accontentarsi di mantenere minuscoli municipi che poco o nulla possono restituire ai propri cittadini.

Forse continuiamo a perdere di vista che siamo solo un milione e trecentomila a risiedere in un territorio che se la smettesse di essere polverizzato in minuscoli municipi, avrebbe tutto da guadagnare.

L’Abruzzo, per la dimensione che ha, può senz’altro accelerare e questo significa non aspettare le sommosse popolari per rendersi conto che una situazione è allo stremo per cui  non è più il caso di procrastinare.

Non mi pare che sia su questa lunghezza d’onda né il governo regionale, né le giunte dei quattro comuni capoluogo.

Questa regione deve dare una eloquente dimostrazione che intende liberarsi delle zavorre di un modo stantio e antiquato di fare politica.

La lettera di Gianni Letta per sensibilizzare il Presidente della Provincia Walter Catarra  sulla nomina della Direttrice di quell’ente Gianna Becci ricorda le confidenziali missive che il Ministro Gaspari con le quali venivano prospettati “casi umani”.

Penso sia tempo che determinati repertori del passato siano assolutamente archiviati.

Ernesto Albanello

 

 

 

 

 

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