Rubrica “Fermati a riflettere”: Questo periodo per cosa sarà ricordato?

Rubrica “Fermati a riflettere”: Questo periodo per cosa sarà ricordato?
Ernesto Albanello
Ernesto Albanello

Innanzitutto per i tanti talenti che non hanno potuto esprimersi, poi per i tanti soldi che hanno preso la via delle tasche dei mediocri, poi per una immagine decadente impressa alle nostre città che a malapena i graffitari sono riusciti a rianimare, poi per una mobilità che ha spinto le persone più acculturate ad organizzarsi in flussi diretti nelle nazioni più avvedute che si sono fatte quattro conti e si sono dette : “che pacchia! Tutta la formazione a carico dei Paesi che mollano le intelligenze migliori ed a noi dei “prodotti finiti” pronti per l’inserimento!” Salvo non rendersi conto che se il Sud del mondo viene progressivamente impoverito delle intelligenze che possiede, è poi il Nord del mondo chiamato a fornire esaurienti risposte!

 Questo periodo sarà ricordato per le inaudite violenze che si sono abbattute sulle donne, per una fraintesa convinzione che la libertà dei costumi debba necessariamente coincidere con disponibilità : evidentemente ancora molta strada dovrà essere percorsa prima che si instauri nella mente e nell’animo dell’uomo che uno scambio di affetto si conquista con la dolcezza, con la comprensione, con l’ascolto, con la vicinanza emotiva.

Questo periodo sarà ricordato per la disattenzione verso i bambini, per la incapacità di vedere in loro la curiosità, la creatività, l’entusiasmo, la gioia di vivere, la necessità di essere ospitati in un ambiente sicuro e protetto e non necessariamente stimolante secondo il canone dell’adulto, che poi significa tirare a fare tardi e coinvolgere in questo il minore, che ha bisogno del riposo e del sostegno di entrambi i genitori;

Questo periodo sarà ricordato per la emarginazione della persona anziana, per l’allungamento dato agli anni senza che questo abbia coinciso con una estensione della vita meritevole di essere vissuta, con la conseguenza che valori come la conservazione della dignità a chi rischia di perderla rappresenta una intenzione astratta e non praticata;

Questo periodo sarà ricordato per gli esodi imponenti di africani letteralmente cacciati dalle loro nazioni teatri di guerra e ricche di scenari di estrema indigenza che non sono state in grado di costruire qualche opportunità né  con l’aiuto dei Paesi europei e nord americani, né attraverso la capacità di investimento delle loro energie.

Questo periodo sarà ricordato per una campagna rigogliosa e lussureggiante lasciata in abbandono perché i prodotti della terra, portati sul mercato,  sono sistematicamente deprezzati al punto da non coprire le spese di trasporto, così come sarà ricordato per il dissesto idrogeologico, l’incuria nelle tenuta dei fiumi, l’urbanesimo senza regole;

Questo periodo sarà ricordato per le case farmaceutiche pronte a conseguire vantaggi economici pretendendo profitti inauditi a giustificazione delle ricerche su cui si sono “profuse”, adducendo alle stesse i costi esosi dei brevetti e conseguenti diritti in esclusiva, per debellare vecchie e nuove malattie da contrastare a vantaggio di chi può permetterselo.

…….  e Teramo, come la ricorderemo questa nostra città?

I talenti che scappano alla ricerca di spazi più stimolanti e di opportunità più appetibili vanno via da questa città, non si organizzano neppure in società o in cooperative per animare quel tanto che è stato trascurato e che potrebbe rianimarsi, restituendo al capoluogo aprutino una sua identità che, non dimentichiamolo, è storicamente e culturalmente legata alla osservazione del firmamento (perché non ideare un comitato di “amici dell’Osservatorio di Collurania”?) ed al benessere animale (l’Istituto Zooprofilattico e la Facoltà di Medicina Veterinaria fanno di questa città un luogo di eccellenza nello studio della salute degli animali a scopo produttivo ed alimentare come per  compagnia ( quante iniziative potrebbero essere sviluppate nella direzione di persone anziane e bambini che trarrebbero dagli animali, stimoli per una migliore qualità di vita?)

L’uomo e la donna non trovano in Teramo una condizione ottimale per vivere in armonia: questa città “vanta” una posizione alta in classifica tra le città in cui si celebrano il maggior numero di separazioni e di divorzi : né sono mai state intraprese iniziative per preparare le coppie ad una civile coesistenza (se si eccettuano i corsi per fidanzati promossi dalle parrocchie per la verità abbastanza accelerati ed indirizzati solo a coloro che intendono suggellare la propria unione secondo un rito religioso) ma cosa si fa per chi pensa di convivere o si sposa solo con rito civile? Quanta preparazione c’è e quanto si potrebbe fare per costruire una sana emotività, una matura affettività, un consapevole senso di responsabilità anche in ambito genitoriale? Non va dimenticato che mentre per intraprendere un attività commerciale occorrono licenze e autorizzazioni o per adottare un bambino è di rigore rispondere ad una serie severa di requisiti (giusto!) nulla si fa nell’affidare ad una micro azienda sociale chiamata famiglia che ha in sé anche una valenza patrimoniale e di coesistenza sociale.

 Le persone anziane ma ancora vitali mentalmente e fisicamente cosa trovano a Teramo? Quali opportunità sono loro offerte perché con soddisfazione vivano le proprie giornate altrimenti povere di interessi ? Certamente le opere di volontariato, ma in alcuni casi quelle persone in avanti negli anni avvertono il bisogno di avere qualcuno che si prenda cura di loro, senza necessariamente essere “spedite” in una Casa di Riposo: esistono una miriade di possibilità che possono essere messe in campo perché una persona in avanti negli anni non sia parcheggiata a casa davanti al televisore e neppure reclusa in un istituto per anziani dove si spengono gli interessi alla vita ed allora è inutile essere “imbottiti di farmaci” per allungare una esistenza che rischia di perdere senso giorno dopo giorno, no !?!?

Potremmo proseguire ma non vorrei intristirvi ….. io penso che qualcosa possa e debba essere fatto perché non avvenga quello che in un racconto è eloquentemente descritto : “un uomo anziano dalle mani tremanti aveva una ciotola di latte, ma le sue mani malferme la fecero cadere ed il liquido si versò sugli abiti: il figlio ebbe uno scatto d’ira e scagliò con forza contro il muro quella ciotola che si spaccò. Il nipote raccolse quei frammenti e cominciò ad incollarli. Il genitore di quel bimbo chiese allora cosa stesse facendo. Il bambino rispose : “sistemo la ciotola per quando vecchio lo diventerai tu!”

 Ernesto Albanello

 

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