L’Abruzzo è ultimo in Italia per l’occupazione: dimostrato che Paolo Gatti è un incapace. Si ritiri dalla politica

L’Abruzzo è ultimo in Italia per l’occupazione: dimostrato che Paolo Gatti è un incapace. Si ritiri dalla politica

di Christian Francia

Mio Dio, cellanguli ovunque
Vignetta di Average Teramano Guy

–  Paolo Gatti ha già dichiarato che si ritirerà dalla politica attiva, ma è urgente che lo faccia subito perché sotto le sue amorevoli cure il già devastato Comune di Teramo (di cui egli è sindaco) potrebbe diventare un deserto. Ma andiamo per ordine.

1) Sono dieci anni che sostengo che Paolo Gatti è un grandissimo incapace, da sempre dedito alle clientele e alla raccolta del consenso, ma totalmente inetto nella gestione amministrativa degli enti pubblici dove ricopre incarichi fin da bambino, con l’ausilio imprescindibile del padre factotum e del codazzo di capre politiche al seguito (prima fra le quali Rudy Di Stefano).

In particolare, la gestione regionale Chiodi-Gatti 2008-2014 è stata la più disastrosa della storia plurimillenaria dell’Abruzzo. Ricordo che fino a tre mesi fa Gatti era l’assessore regionale al Lavoro, vale a dire colui che presiedeva la delega più importante per la salvaguardia dell’occupazione e dell’economia.

Ebbene, oggi che siamo finalmente liberi dal giogo gattiano (in Regione, ma non a Teramo), possiamo procedere ad analizzare minuziosamente i risultati oggettivi di cotale asino politico.

2) Il quotidiano Il Tempo del 2 settembre 2014 titola: “Persi 36mila posti di lavoro. Dato peggiore in tutta Italia. Abruzzo fanalino di coda per l’occupazione”. Il Messaggero pubblica un articolo simile.

È l’economista Aldo Ronci a sintetizzare le cifre nell’ultimo rapporto elaborato su dati Istat: “Nel primo semestre del 2014 sono stati persi 36.410 posti di lavoro. In valore percentuale, la regione ha subito un decremento del 7,3%, il risultato peggiore in Italia”. Il settore dei servizi perde l’abnorme numero di 25.088 unità, mentre l’industria registra una flessione di 9.933. Il commercio, gli alberghi e i ristoranti perdono 2.855 lavoratori, mentre l’agricoltura e le costruzioni sono le uniche a segnare un incremento rispettivamente di 1.215 e 251 unità.

Ronci stila alcune considerazioni essenziali sull’economia abruzzese: Tutti gli indicatori economici più significativi (il PIL, l’export e l’occupazione), riferiti agli ultimi tredici anni, sono, in valore percentuale, di gran lunga inferiori a quelli italiani determinando importanti spread negativi”.

3) Gli ultimi cinque anni e mezzo della Regione sotto la guida di quella che l’Huffington Post ha definito “Una Giunta di mandrilli” e che lo scrivente ha etichettato “Bordello Teramo” (http://www.ilfattoteramano.com/2014/01/29/bordello-teramo/) sono stati quanto di peggio si potesse prevedere per i cittadini abruzzesi.

Tutti i dati economici della nostra regione fotografano una catastrofe epocale: disoccupazione alle stelle, fallimenti record, fondi inutilizzati, sprechi enormi, ammortizzatori sociali a valanga, industria abbandonata, ambiente e turismo disintegrati, tasse esplose, servizi scadenti, mobilità passiva sanitaria enorme, tutte le associazioni di categoria inviperite contro la gestione del centrodestra, ecc., ecc.

4) Aldo Ronci aggiunge impietoso: La regione Abruzzo, considerata sul finire del secolo scorso la più progredita del mezzogiorno, negli anni 2000, anche per effetto della cessazione degli aiuti straordinari, entra in crisi, presenta un’economia che si trova in piena recessione, cresce meno del resto del Paese e finisce di essere la “locomotiva del Mezzogiorno”. Ribadisco: è vero che in Italia c’è la crisi, ma per gli abruzzesi gli effetti sono molto più gravi per colpa degli incapaci che ci hanno governato (Chiodi e Gatti su tutti, a seguire Di Dalmazio, Venturoni, Morra e Mazzarelli, solo per citare i teramani).

Ronci prosegue: “Il rallentamento della crescita economica abruzzese dimostra che ci troviamo di fronte a una crisi strutturale (…) La foto impietosa dell’occupazione in Abruzzo nel primo semestre 2014 è la seguente: 36.000 occupati in meno con un decremento del 7,3% a fronte di un incremento nazionale dello 0,2%; 10.000 dipendenti in meno nell’industria; 25.000 dipendenti in meno nei servizi. La pesantissima flessione di 36.000 occupati corrispondente al 7,3%, che posiziona l’Abruzzo all’ultimo posto della graduatoria nazionale associata all’altro dato allarmante sul PIL, pubblicato recentemente dalla Svimez, che assegna all’Abruzzo per il 2014 una previsione di decrescita del Pil dello 0,4% contro una crescita a livello nazionale dello 0,6%, sono un campanello d’allarme che confermano che la nostra Regione è in piena recessione.

5) Altri giornali online titolano: “drammatica fotografia dell’economia regionale”; “ultimo posto della graduatoria nazionale”; peggior risultato in Italia”. Di chi le colpe? Per mia forma mentis sono abituato ad attribuire a ciascuno le proprie responsabilità e, in questo caso, quelle politiche di Chiodi e di Gatti sono smisurate.

picasion.com_b8e4ba1e1dffdb91095f4b3d0aa3b6c9Nel dettaglio il report di Ronci segnala i dati ufficiali (e sottolineo ufficiali), non quelli che un bugiardissimo Gatti ogni tanto spara dalle sue utenze facebook per mandare in sollucchero il codazzo dei suoi adulatori. Ecco i numeri Istat: “Nel IV trimestre 2013 gli occupati erano 499.920 mentre nel II trimestre 2014 scendono a 463.510 subendo, nel I semestre 2014, una flessione di 36.410 unità. In valore percentuale, l’Abruzzo, ha subito un decremento degli occupati del 7,3%. Tale risultato è stato: di gran lunga peggiore del valore medio nazionale che ha segnato un incremento dello 0,2%; il peggiore tra le regioni italiane per cui l’Abruzzo si è posizionato all’ultimo posto nella graduatoria nazionale”.

6) Chiodi e Gatti continuano a propagandare le loro doti, ma queste cifre dovrebbero indurli a chiedere perdono in ginocchio di essersi offerti di guidare l’Abruzzo spacciandosi per persone politicamente qualificate: se sprofondiamo molto di più di tutte le altre regioni, se le regioni che fanno peggio hanno perso il 2,6% (Toscana) e il 2,3% (Campania) degli occupati, mentre l’Abruzzo sprofonda del 7,3%, c’è una sola considerazione che si può e si deve fare: che costoro sono soltanto dei grandissimi incapaci.

Incapaci di far funzionare la macchina amministrativa regionale; incapaci di realizzare infrastrutture; incapaci di migliorare la vita delle imprese; incapaci di snellire la burocrazia; incapaci di alleggerire la pressione fiscale; incapaci di migliorare la formazione, la qualità del lavoro, la scuola; incapaci di migliorare l’accesso al credito.

Paolo Gatti è proprio l’ultimo in Italia, il peggio del peggio, un residuato politico d’altri tempi, un vecchio di 39 anni che adesso, non potendo più muovere una paglia alla Regione, si diverte a sfasciare quel poco che è rimasto del Comune di Teramo, dopo avere certosinamente inginocchiato pure la Provincia di Teramo laddove – è bene ricordarlo – è il responsabile politico dei 3,3 milioni di euro di danni del disastro Teramo Lavoro Srl (per il tramite dell’attuale assessore comunale ai tributi Eva Guardiani, la quale infatti si è subito distinta per avere innalzato ai massimi la tassazione comunale), oltre ad imprecisati milioni di risarcimenti chiesti dagli ex lavoratori della società, senza contare i danni umani e professionali di 110 famiglie di ex dipendenti rimaste senza lavoro, e senza contare i danni sociali delle disfunzioni dei servizi all’impiego e delle politiche del lavoro che la Provincia di Teramo dovrebbe garantire alla cittadinanza (http://www.ilfattoteramano.com/2014/04/15/clamoroso-eva-guardiani-e-paolo-gatti-politicamente-colpevoli-dei-milioni-di-euro-di-danni-causati-dalla-societa-teramo-lavoro-srl/).

7) Gatti ha dichiarato formalmente tre mesi fa il ritiro dalla politica a Maurizio Di Biagio: “Ma un giorno Gatti sarà sindaco? «No, questo è un mestiere difficilissimo» replica l’ex assessore regionale che anzi vede all’orizzonte profilarsi l’abbandono della politica attiva «che deve necessariamente avere un termine». «Sono ormai sedici anni che svolgo questo mestiere, ora mi tocca defilarmi e fornire consigli, dando spazio a chi vorrà crescere, è pure giusto che sia così»”.

Lo consigliamo caldamente di smettere prima che Teramo scompaia dalla carta geografica grazie al suo tocco magico, dato che il primo atto del suo assessore comunale ai tributi Eva Guardiani è stato quello di bastonare a sangue i magri portafogli dei teramani con una tassazione astronomica.

E poi, detto fuori dai denti, Gatti non solo è dannoso per la cittadinanza come il punteruolo rosso per le palme, ma ci costa uno sproposito come stipendio da consigliere regionale, come stipendi dei suoi collaboratori regionali, come stipendi pieni pienissimi dei suoi quattro assessori comunali (Di Stefano, Guardiani, Lucantoni e Romanelli), come gettoni di presenza della sua pletora di inutili consiglieri comunali di Teramo (anche per questo le aliquote sono al massimo).

8) Alle condizioni drammatiche dell’economia odierna (come ampiamente descritto dagli economisti sulla scorta dei dati ufficiali) è disdicevole che ci sia ancora chi – come Paolo Gatti – passi una vita a fare politica a spese dei cittadini senza mai aver lavorato un solo giorno, come ha fatto fino ad oggi l’ex assessore regionale al Lavoro che non ha mai avuto un lavoro (ossimoro unico in Italia) e pure per questa ragione ha disintegrato il tessuto regionale del lavoro.

Allo stesso modo è necessario formalizzare che la responsabilità dell’omicidio dell’economia abruzzese e soprattutto la sua e dell’altro mandrillo Gianni Chiodi (la cui carriera politica è già finita e i cui penosi comunicati sono oramai solo flatus vocis).

Prendano entrambi atto dei propri limiti, chiedano umilmente perdono delle loro infinite manchevolezze, carenze, colpe, lacune, mancanze, deficienze, pochezze e si ritirino a vita privata dopo aver ridotto alla disoccupazione, alla povertà e all’emigrazione decine di migliaia di abruzzesi. 

One Response to "L’Abruzzo è ultimo in Italia per l’occupazione: dimostrato che Paolo Gatti è un incapace. Si ritiri dalla politica"

  1. Katia   4 settembre 2014 at 10:45

    Grazie per aver detto in modo chiaro e preciso ciò che penso e sostengo da molto tempo

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