PD e Forza Italia inaugurano il festival abruzzese della mistificazione

mercanteIl M5S, pur essendo la prima forza numerica dell’opposizione regionale, è rimasto ufficialmente non rappresentato all’interno dei cinque componenti l’Ufficio di Presidenza della Regione Abruzzo laddove, come è noto, sono stati eletti presidente Giuseppe Di Pancrazio (Centrosinistra), in qualità di vice presidenti del Consiglio Lucrezio Paolini (Centrosinistra) con 15 preferenze e Paolo Gatti (Forza Italia) con 10 preferenze; e laddove sono stati eletti in qualità di consiglieri segretari Alessio Monaco (Centrosinistra) con 16 voti e Giorgio D’Ignazio (NCD) con 9 voti.

Considerato che l’intera coalizione di centrodestra conta 7 consiglieri in totale, risulta evidente come sia Gatti che D’Ignazio abbiano beneficiato di alcuni voti provenienti dalla maggioranza, la quale ha dato il primo segnale di contiguità con il centrodestra e di chiusura al dialogo verso il M5S.

Il consigliere del PD Camillo D’Alessandro ha dato avvio al festival della mistificazione con le seguenti dichiarazioni: “Appare singolare che se il PD o il centrosinistra avesse favorito l’elezione di un membro del M5S andava bene, anche con l’astensione, mentre se avesse favorito l’elezione di un consigliere di Forza Italia è considerato un inciucio”.

D’Alessandro omette deliberatamente di ricordare che ogni consigliere regionale può esprimere un solo voto per l’elezione del Presidente del Consiglio, dei due Vice Presidenti e dei due Consiglieri Segretari. Per tale motivo, avendo la maggioranza una consistenza numerica tale da determinare i risultati, ben avrebbe potuto consentire l’elezione di un Vice Presidente di centrodestra e di un Consigliere Segretario del M5S.

Il fatto che il centrosinistra abbia garantito tre voti a Gatti (del centrodestra) per la Vice Presidenza e due voti a D’Ignazio (sempre del centrodestra) quale Consigliere Segretario, indica inequivocabilmente la volontà discriminatoria nei confronti del M5S.

Per tali motivi, appare del tutto inutile nonché ipocrita l’impegno assunto da D’Alessandro di voler modificare il regolamento del Consiglio regionale affinché sia garantita la presenza di ogni coalizione all’interno dell’Ufficio di Presidenza. Il regolamento non è responsabile di quello che resta uno sgarbo istituzionale che avrebbe potuto essere evitato se solo lo si fosse davvero voluto.

A questo punto insistiamo nell’auspicare che venga almeno assegnata al M5S la presidenza della Commissione di Vigilanza, sebbene giungano nuovamente segnali preoccupanti in senso contrario: infatti il Capogruppo di Forza Italia Mauro Febbo, con riferimento all’ipotesi pure circolata di una candidatura del collega Lorenzo Sospiri alla carica di Consigliere segretario, ha precisato che “Come partito abbiamo preferito scegliere lui per la Presidenza della Commissione di Vigilanza, alla luce della grande esperienza amministrativa che ha maturato in tanti anni a diversi livelli”.

Tralasciando ogni considerazione sui guai giudiziari, o presunti tali, nei quali Sospiri risulta attualmente impelagato e sull’opportunità o meno di far presiedere un organo di controllo così importante ad un consigliere indagato, sarà bene evidenziare che lo Statuto indica chiaramente che la Commissione di Vigilanza è “presieduta da un Consigliere tra quelli indicati dall’opposizione”, per cui ancora una volta la maggioranza risulterà decisiva con la preponderanza dei propri voti.

Il centrosinistra, pertanto, si faccia carico delle proprie responsabilità ed eviti che quella che ad oggi si è già rivelata come una “conventio ad excludendum” fra la maggioranza e il centrodestra per l’estromissione istituzionale del M5S, si trasformi in un vero e proprio “pactum sceleris” volto a sovvertire la rappresentatività sancita dagli elettori abruzzesi.

Riccardo MERCANTE – Portavoce M5S Regione Abruzzo

2 Responses to "PD e Forza Italia inaugurano il festival abruzzese della mistificazione"

  1. anonima   2 luglio 2014 at 19:33

    Inciucioni.Dopo l’ammucchiata nazionale passano a quella regionale.
    Non ci resta che la speranza di essere invasi dai nordafricani.

  2. Anonimo   5 luglio 2014 at 23:27

    e di cosa ci meravigliamo? il M5S combatte contro tutti, mai nessuna alleanza. Tra Grasso e Schifani, l’ordine era di astenersi, ben sapendo che avrebbe favorito la vittoria di Schifani, per fortuna qualche M5S siciliano ascolto la propria coscienza e vinse Grasso. Con Schifani Presidente del Senato forse Berlusconi non decadeva. Cosa si aspettano? che qualcuno degli altri partiti per compassione gli conceda una poltrona?

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