Intervista a Pietro Ferrari, collaboratore del fattoteramano, sul suo ultimo libro “Fascismi” (che ha già aperto un dibattito)

Intervista  a Pietro Ferrari, collaboratore del fattoteramano,  sul suo ultimo libro “Fascismi” (che ha già aperto un dibattito)

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“Fascismi – analisi, storie, visioni” (Edizioni Radio Spada, Milano, 2014, 100 pp.). Cliccare qui per leggere la scheda del libro.

Il libro – come accennato ieri – sta già facendo parlare di sé: Il libro di Ferrari sul fascismo non è uscito e già ha aperto il dibattito

RS. Ciao Pietro, questo è il tuo primo libro con le Edizioni Radio Spada. Perché hai pensato di pubblicare con noi? Ci puoi fare una breve panoramica delle tue (tante) pubblicazioni precedenti?

PF. Ciao a tutti. Ritengo che il target di RS sia ampio e certamente comprende gli ambienti che hanno affrontato la “questione fascista”. Qualche anno fa iniziai a raccogliere spunti per il libro, tratti dalla bibliografìa che negli anni della mia militanza giovanile ho avuto modo di raccogliere: il fascismo è qualcosa con cui bisogna fare i conti. Le mie precedenti pubblicazioni con diversi editori, sono state: una miscellanea di scritti “impolitici”, racconti ed aforismi adolescenziali ed una successiva raccolta di prose poetiche; ho pubblicato anche piccoli saggi che hanno trattato come temi l’Europa, il medioevo come categoria metastorica, la globalizzazione e il mercatismo, l’immigrazione e il terrorismo islamico, la geopolitica e le guerre in Afghanistan ed Iraq dopo l’Undici Settembre.

RS. Veniamo a questo libro. Ogni capitolo è ricco di informazioni e scegliere quali argomenti trattare in questa breve intervista non è semplice. Ne abbiamo notati tre in particolare tra i molti che ci hanno colpito. Il capitolo 2 lo intitoli “Il fascismo introvabile, onnipresente e misterioso”. L’ossimoro introvabile-onnipresente è curioso. Ci vuoi dare qualche anteprima?

PF. Certamente. Il fascismo è stato storicamente un “ossimoro plausibile”, per poi diventare un archetipo sia per chi lo ama che per chi lo odia: uno strumento retorico di demonizzazione o un rifugio emotivo, in un’epoca priva di Grandi Racconti macropolitici mobilitanti. L’epoca fascista è il tabù di una nazione che ancora non riesce a metabolizzare la sua storia.

RS. Non è di minore interesse la domanda che hai usato come titolo del capitolo 5 “Il fascismo fu di destra o di sinistra?”. Ai nostri lettori cosa possiamo dire in merito?

PF. Il fascismo tentò in chiave hegeliana di superarle entrambe. Dobbiamo molto a Renzo de felice e a tutta la storiografìa ingiallita e impolverata, quella reietta e scomunicata dai benpensanti. Se il primo fascismo può essere etichettato come “di sinistra” mentre quello del regime come “di destra”, per poi tornare ad essere a Salò ancora “di sinistra”, questo non basta per una definizione rigida: senza lo squadrismo non ci sarebbe stato nessun regime, ma senza il regime e i balilla, non ci sarebbe stata la giovinezza volontaria di Salò. Le varie fasi, dettate anche da necessità storiche contingenti, sono tutte state dirette dal Capo del fascismo. Mussolini unì attorno a sé i percorsi ideologici e quelli pragmatici ed il problema attuale del mondo “post-neo-fascista” è quello di negare la complessità storica per potersi scegliere “un” fascismo e “l’altro” no. In realtà non esiste un Ufficio che può dare la patente di fascismo o ritirarla a chi si ritiene fascista “indebitamente”.

RS. Il capitolo 16 parla invece di “Mafia e fascismo”. Hai sfatato qualche certezza di alcuni “professionisti dell’antimafia”?

PF. Ci sono state diverse dichiarazioni del giudice martire Giovanni Falcone, che riconoscevano i meriti del fascismo contro la mafia, per non parlare del suo collega, in ufficio e nel martirio, Paolo Borsellino che era stato un militante del Fuan all’Università. L’epiteto “professionisti dell’antimafia” credo fu usato da Leonardo Sciascia, proprio per schernire coloro che fanno dell’antimafia una semplice e retorica battaglia partitica o ideologica neo-giacobina. Costoro sono gli stessi per cui l’unica massoneria cattiva era quella della P2, mentre le altre rimangono ottime.

RS. In questi anni hai tenuto conferenze che hanno fatto saltare i nervi tanto agli “antifascisti” ortodossi quanto ai “fascisti” nostalgici. Lo rifaresti? Questo libro è anche una risposta ai tanti interrogativi sollevati?

PF. In realtà ho notato che i nervi saltano per motivazioni che attengono prettamente alla psicologìa, se non alla psichiatrìa, ma per qualsiasi argomento: fascismo, cattolicesimo, revisionismo storico, medioevo, bioetica, immigrazione, signoreggio, etc.

RS. Cosa vorresti dire ad un giovane che oggi si definisce “fascista”?

PF. Gli direi di studiare e di apprezzare quanto di importante vi fu nelle storie dei protagonisti, di avere un atteggiamento nel contempo disincantato ma fervente nell’oggi, di non scambiare il fascismo con un assoluto e di approfondire anche le epoche storiche precedenti. Gli direi anche di essere critico, perché il fascismo è stato un fenomeno politico e una visione del mondo, che non necessariamente vanno difese in tutto e per tutto.

RS. E ad uno che si dice “antifascista”?

PF. Gli direi di valutare quanti equivoci ci sono nell’antifascismo, quanto il fascismo sia stato volutamente ridotto ad un codice semplificativo per dare un nome a tutto ciò che c’è di negativo nella storia umana. Ad entrambi direi di leggere con attenzione quanto avvenuto in Italia durante gli Anni di Piombo, affinché non ci siano altre generazioni che si disintegrano a vicenda mentre, oggi, gran parte di quel mondo che entrambi volevano cambiare, se la ride nel vederli neutralizzarsi.

Fonte: Radio Spada

9 Responses to "Intervista a Pietro Ferrari, collaboratore del fattoteramano, sul suo ultimo libro “Fascismi” (che ha già aperto un dibattito)"

  1. Camilo Cienfuegos   3 giugno 2014 at 13:45

    Il fascismo è la vergogna, la miseria e la più grande macchia del nostro paese.
    Una macchia che il mondo intero riconosce.
    L’Antifascismo è un dovere, oltre che un Ideale di Libertà e Democrazia.
    Non ci sono altre parole da utilizzare, non ci sono studi revisionistici che tengano, non c’è niente.
    Il fascismo è un’ideologia vigliacca e prostrata ai potenti.
    L’Antifascismo è quel movimento spontaneo, che ci ha regalato la Costituzione, che ci ha dato la libertà e che ha dato anche al sig. Ferrari la possibilità di esprimere le sue idee.
    Punto, e basta.

  2. Radio Spada   3 giugno 2014 at 15:09

    Camillo! Non potevi fare un commento più banale e scontato? Sai la gente – con così poca retorica – magari non capisce. Semplifica un po’: non tutti sono alla tua altezza.

  3. Anonimo   3 giugno 2014 at 18:13

    Adesso capisco perché il signor. Ferrari è saltato dalla sedia quando si trattava di appoggiare Manola garantendo con la desistenza dal voto l’appoggio a Brucchi. Uno che fa del fascismo l’apoteosi umana si commenta da se. Lei e il Carboni avete fatto bene a dire come la pensavate e a togliervi di mezzo. Noi siamo democratici e gli ex repubblichini non li vogliamo….

  4. Francesco   3 giugno 2014 at 20:30

    L’ultimo commento è ridicolo: ora chi la pensa diversamente dal vetero politico Pomante non ha diritto di rispetto? A Pomante piacciono gli yes man e dimostra di essere già il vecchio…

  5. Anonimo   3 giugno 2014 at 21:43

    No caro Francesco, yes man siete voi, i vari Ferrari, Codirenzi e Carboni che già vi state riciclando per Brucchi. Quando si sta in un partito o movimento si discute, ci se le suona anche duramente per far valere le proprie idee ma poi quando la maggioranza sceglie la linea politica da seguire si marcia uniti e compatti come in una squadra di calcio. Troppo comodo fare i Razzi e gli Scilipoti quando l’avversario sta per vincere. E poi scusa con chi elogia il fascismo che ha ridotto l’Italia in macerie senza citare le leggi razziali ecc IO NON VOGLIO AVERE NULLA A CHE FARE, CHIARO??

  6. Camilo Cienfuegos   4 giugno 2014 at 8:48

    Il mio commento è perfettamente degno dell’argomento.
    E’ banale, dire che il fascismo è ciò che di peggio l’Italia ha mostrato nella sua storia.
    E’ scontato, ripeterlo ancora ed ancora.
    Purtroppo, ultimamente, si sentono diversi sedicenti intellettualoidi che cercano di convincerci che gli asini volano, Cicciolina è vergine, berlusconi è una brava persona, e che quel pavido di mussolini…”ha fatto delle cose buone”!!!!
    Pure bernardo provenzano avra dato una carezza ad un bambino qualche volta!
    E mo per favore, andate a studiare un pò di storia, poi ne riparliamo.
    P.S. Teramo, ha una Medaglia D’Oro al Valore Civile, guadagnata per la Resistenza, per la lotta ai fascisti.
    Quindi, certi argomenti, trattateli con calma e rispetto…siamo suscettibili.

  7. Camilo Cienfuegos   4 giugno 2014 at 9:01

    …e comunque, Radio Spada, il mio commento non è per nulla retorico.
    E’ perfettamente comprensibile.
    Voi così vicini alla chiesa cattolica, che tanti gerarchi nazisti ha protetto e nascosto, dovete fare un pò di autocritica non credete?!?
    Adesso avete un Papa che parla e si comporta come Sandro Pertini!
    Quindi abbiate rispetto per la Resistenza.

  8. Pietro Ferrari   4 giugno 2014 at 11:04

    Anonimo, lei è talmente anonimo che l’anonimato sarà il suo massimo risultato, il destino che lei stesso si infligge. Trovare un nesso tra uno studio sui fascismi e la scelta libera di astensione per il ballottaggio a Teramo, è da manuale di psichiatria. Si curi, prenda tisane depurative e magari si chieda come mai due notissimi esponenti teramani dell’area ex missina, un politico e un professore, invece fanno campagna elettorale per il PD della mia collega Di Pasquale. Le dico cosa mi accingerò a riciclare: chiunque vincerà, sarà da me contattato e stimolato sull’argomento della moneta complementare, cioè la battaglia che conduco trasversalmente da anni.

  9. Radio Spada   4 dicembre 2014 at 11:43

    Un’altra lieta notizia per le Edizioni Radio Spada: dopo le Big Three (le Università di Princeton, Harvard e Yale) e la Biblioteca bavarese, anche l’Ateneo di Padova (Biblioteca della Fac. di Scienze Politiche) ha inserito nel proprio catalogo il libro di Pietro Ferrari “Fascismi” (di cui sarà a breve disponibile la seconda edizione) acquistabile on line oppure, a Teramo, presso la Libreria Tempo Libero in Corso Cerulli.

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