Gianluca Pomante ufficializza l’appoggio a Manola Di Pasquale per il ballottaggio: “Io scelgo”. La solitudine di Brucchi abbandonato dai suoi.

Gianluca Pomante ufficializza l’appoggio a Manola Di Pasquale per il ballottaggio: “Io scelgo”. La solitudine di Brucchi abbandonato dai suoi.

Gianluca Pomante foto webHo sempre visto la competizione come un’esperienza positiva. Perdere significa apprendere una lezione, per non ripetere in futuro gli stessi errori. Perdendo si migliora e si impara ad apprezzare pienamente la vittoria, perché si è consapevoli di quanta fatica e quante delusioni comporti raggiungerla.
La competizione politica mi ha entusiasmato fino a quando è stata contatto con la gente, confronto con gli altri candidati, progettazione di una città futura.
Mi entusiasma molto meno oggi.

Gianluca Pomante durante un incontro con i cittadini

Ora che il mio gruppo, non senza perplessità, si è espresso per l’appoggio a Manola Di Pasquale, viene lasciata a me la scelta definitiva di formulare e sottoscrivere quell’accordo.
Una scelta che sarà comunque criticata, che sarà comunque fonte di polemiche, che sarà comunque oggetto di quella flagellazione mediatica che solo chi ha bisogno di consigli anche per scegliere il colore dei calzini può riservare a chi, invece, decide e se ne assume la responsabilità.
Una scelta che permetterà, in caso di vittoria, di spingere la politica verso un vero rinnovamento, di vigilare dall’interno, di attuare il nostro programma per la città, ma che, in ogni caso, non sarà indolore e priva di conseguenze.
L’analisi politica impone di appoggiare Manola Di Pasquale perché diversamente, senza prendere decisioni, si consegnerebbe la vittoria a Maurizio Brucchi.
Al contrario di chi preferisce astenersi per non doversi assumere alcuna responsabilità (pur sapendo di aver ugualmente scelto), io rispetterò la volontà degli arancioni e di tutti quelli che ci hanno contattato per spingerci ad appoggiare Manola Di Pasquale.
Io scelgo, anche se questo scatenerà critiche e illazioni. Io scelgo perché tocca a me. Io scelgo perché gli ostacoli si affrontano. Io scelgo, perché è troppo comodo fare il leader solo quando conviene.
Io scelgo per dare una speranza a quelle persone che hanno creduto negli “arancioni”, nelle nostre idee, nei nostri sogni. So bene che questa decisione potrà decretare la mia fine politica, come il gladiatore scende nell’arena sapendo che anche una vittoria gli permetterà solo di scegliere come morire. Ma sottrarsi agli eventi sarebbe da codardi.
La domanda, invece, che da qualche giorno mi ronza nella testa, è un’altra: ne vale la pena?
Vale la pena continuare a lottare per una città che non ha voglia di cambiare?.
Il candidato sindaco Gianluca PomanteÈ opportuno continuare a battersi contro una società che vuole restare simile a sé stessa e non ha alcuna voglia di migliorarsi? Tre cittadini su quattro hanno preferito la “sicurezza” della vecchia politica a qualsiasi innovazione.
Oggi alcuni gridano all’incoerenza, alla svendita degli ideali, alla cessione dei voti in cambio delle poltrone, ma questi “alcuni”, il 25 maggio, dov’erano?.
Dov’erano quando Teramo, anziché cogliere l’opportunità di cambiare davvero, confermava le vecchie logiche?. Dov’erano quando le matite barravano simboli ormai obsoleti e carichi di compromessi? Dov’erano quando alle ideologie di partito si contrapponevano gli ideali di compagini civiche che sognavano la democrazia partecipativa e s’illudevano di poter contare sulla forza dell’idee?
Il comportamento dei galoppini prezzolati che in queste ore cercano di denigrare chi, comunque, vorrebbe un cambiamento, anche se piccolo, anche se diverso, conferma l’atteggiamento vile e servile nei confronti di chi è duro con i deboli e misero con i forti. Di chi sfugge al confronto, di chi fornisce risposte evasive, di chi oppone il “muro di gomma” ad ogni pietra lanciata, che rimbalza soffocata a poca distanza.
Il teramano medio si comporta come i prigionieri del “Mito della Caverna” di Platone, che pur liberi, dopo una vita passata in catene senza poter vedere la realtà, ne hanno paura e preferiscono restar dentro la caverna anziché uscirne.
Dante descrisse gli ignavi, nel terzo canto dell’Inferno, come quelle persone che, durante la vita, non agirono mai, senza mai osare avere una idea propria, ma limitandosi ad adeguarsi sempre a quella del più forte.
Io scelgo, Voi fate un po’ come Vi pare.

Gianluca Pomante

8 Responses to "Gianluca Pomante ufficializza l’appoggio a Manola Di Pasquale per il ballottaggio: “Io scelgo”. La solitudine di Brucchi abbandonato dai suoi."

  1. Cicí e Cocó   31 maggio 2014 at 23:32

    Ma come si fa a continuare a votare Brucchi e Di Pasquale con uno così in circolazione? Basta, io mi trasferisco. Non ne posso più.

  2. Massimo   1 giugno 2014 at 1:54

    Caro Gianluca, durante la campagna elettorale te ne ho dette di cotte e di crude soprattutto per il tuo gran rifiuto a primarie di coalizione del centrosinistra che ti avrebbero visto facilmente prevalere sulla Di Pasquale e poi su Brucchi (se oggi ci fossi stato tu, il ballottaggio sarebbe soltanto una formalità). Meglio tardi che mai… La scelta di appoggiare Manola rappresenta la più alta forma di amore che nutri verso Teramo non lasciandola in preda a feroci rapaci clientelari astenendoti e voltandoti dall’altra parte. Spero che ad essere illuminati saranno soprattutto i tuoi elettori, quelli degli altri competitor esclusi dal ballottaggio, indecisi e astenuti, e i tanti altri che non si fanno spaventare da cassandre di “anatre zoppe” e da chi propaganda il tanto peggio tanto meglio ma votino Manola convintamente. Il PD non ha scampo, non potrà fare come gli pare e piace ma grazie a voi che agirete da sentinelle dovrà rispettare i patti altrimenti andrà a casa. Forse finalmente la nostra Teramo può cambiare…

  3. Lino   1 giugno 2014 at 22:14

    Ci state facendo una brutta figura!!!!!

  4. Piergiorgio   2 giugno 2014 at 11:06

    brutta figura ?? pur di levarmi Brucchi dalle scatole, io, avrei appoggiato pure Vanna Marchi.
    Altri 5 anni di sta gente e da Teramo se ne vanno pure gli immigrati…

  5. Permaloso   2 giugno 2014 at 13:44

    Se qualcuno crede che la destra a Teramo abbia lasciato solo Brucchi, si sbaglia, si sbaglia e si sbaglia di grosso.
    Quelli sono come gli zingari, di giorno si ubriacano e si pigliano a botte, ma la notte vanno a rubare tutti insieme!
    E la notte, per la destra, é domenica 8 giugno!

    Boia chi molla!

  6. Mattia Michetti   2 giugno 2014 at 14:05

    Gianlu dimostri più intelligenza e amore per Teramo tu che i tanti Ferrari Carboni ecc finti elettori e candidati fantoccio che su facebook già vengono acclamati dagli elettori di Brucchi. Questi sarebbero i nuovi politici del futuro? Gente che quando Brucchi sta per per vincere decidono una strategica astensione per spalanxarli le porte di Piazza Orsini per alrtti 5 anni per poi salire anche loro sul carro del vincitore Brucchi? Dovrebbero solo ringraziarti costoro per un po di visibilita che hanno ricevuto da te prima di fornarsene tra le braccia del loro amato Brucchi che tanto vogliom far rivincere.

  7. Poltrone & sofà   3 giugno 2014 at 16:29

    Confesso di non essere molto competente in fatto di bizantinismi politici… ma credo (spero) di esserlo in fatto di comportamenti eticamente corretti:
    come è possibile mischiarsi con personaggi di tal fatta se fino a 5 minuti fa si è predicata una differenza sostanziale?

    Vanità? Bisogno di poltrona? Semplice ottusità? Assenza di neuroni o collegamenti tra essi?

    Sicuramente dispregio della nostra intelligenza.

  8. anonimo   5 giugno 2014 at 9:24

    P&s- solamente assenza di testosterone.

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