Mostra: LIBERTY Uno stile per l’Italia moderna

Mostra: LIBERTY  Uno stile per l’Italia moderna

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Grande successo di pubblico per la mostra in corso a Forlì, ‘Liberty. Uno stile per l’Italia Moderna’, allestita ai musei di San Domenico.

Il Liberty è uno stile internazionale e universale. Si diffonde, tra l’ultimo decennio del XIX secolo e lo scoppio della Grande Guerra, in diversi paesi, nei quali assume declinazioni diverse: Art Nouveau (in Francia e Belgio), Jungendtstil (in Germania), Modern style (in Inghilterra). È, inoltre, universale poiché coinvolge sia le arti maggiori che le minori, come le arti applicate, l’arredamento d’interni, la grafica, i manifesti, la ceramica.

In Italia si sceglie il termine Liberty, derivato dal grande magazzino londinese di Arthur Lasenby Liberty. Liberty, ovvero “libertà” dal naturalismo positivista, dalle suggestioni tardoromantiche e dall’accademismo di stampo purista.

La voce, in italiano Libertà, corrisponde all’essenza dell’Arte Nuova, che vuole intelletti liberi non aggiogati ai vecchi stili […] L’Arte Nuova vuol delle conoscenze libere e degli artisti che pensano e si riscaldano alla fiamma della bellezza” (Alfredo Melani, L’arte nuova e il cosiddetto stile Liberty, nella rivista “L’Arte decorativa moderna”).

liberty 3Nel Liberty domina la linea avvolgente, il dinamismo, la sinuosità. La linea “si sdoppia e si moltiplica, poi, come l’eco di un’onda, in fasci di linee che si diramano in parallelo o a ventaglio, in svolgimenti liberi” (Art Noveau, Lara-Vinca Masini). liberty 4

Linea enfatica, delicata, determinante, aggressiva. E poi morbidi corpi di donne diafane, che si piegano docilmente ad assumere forme plastiche, insieme a fiori e piante, pesci, uccelli e insetti.

“Il giovane artefice dovrebbe vivere in mezzo alle piante, ai fiori, innamorarsene, inviscerarseli finché gli riesca di estrarne il succo decorativo, il quale sublimato insieme con lo spirito estetico, si condensa in un’opera originale e profonda. Apriamo dunque anche per gli ornatisti, nei nostri Istituti di belle arti e nelle nostre scuole d’arte applicata alle industrie, la trionfale porta della natura” (Camillo Boito, in “Arte italiana decorativa e industriale”).

La mostra di Forlì, curata da Maria Flora Giubilei, Fernando Mazzocca e Alessandra Tiddia, con la direzione generale di Gianfranco Brunelli, si presenta come un’ampia panoramica sul Liberty (come mai si era vista in Italia), che, dopo Wildt e il Novecento, chiude “un trittico dedicato alla Modernità”.

Evidente nella mostra il richiamo a Botticelli, modello per i preraffaelliti e artista che anticipa  “il simbolismo e offre lo spunto per un decorativismo legato agli elementi floreali e che allunga i corpi delle donne e li avvolge di un’eleganza fatta propria da Previati tanto quanto da Beardsley, da Bistolfi e Andreotti”.liberty 8

liberty 7Non a caso Gabriele D’Annunzio scrive nel romanzo “Il Piacere”: “Le rose folte e larghe stavano immerse in certe coppe di cristallo che si levavan sottili da una specie di stelo dorato slargandosi a guisa d’un giglio adamantino, a similitudine di quelle che sorgon dietro la Vergine nel tondo di Sandro Botticelli alla Galleria Borghese”.

Lo scrittore abruzzese comprende, per primo in Italia, lo stretto legame tra oggetti (di cui Andrea Sperelli, protagonista del Piacere, si circonda per officiare il culto erotico), merci e mondo interiore.

L’esposizione si apre con La principessa Sabra (1865), capolavoro giovanile di Burne-Jones “per rappresentare l’eredità preraffaellita e quel sogno di un nuovo Rinascimento, che ebbe a condizionare nel bene e nel male lo svolgimento del Liberty” e si chiude con Sartorio, Previati, De Carolis nel segno di Michelangelo.

Volteggiano leggiadre le danzatrici di Edoardo Rubino (La Danza, 1902) insieme a quelle di Gaetano Previati (La danza delle ore, 1899).liberty 2

Nutrita la sezione dedicata ai manifesti (con opere di Marcello Dudovich, Adolf Hohenstein, Leopoldo Metlicovitz, Plinio Nomellini) e alle riviste, come “Novissima”, “Emporium”, “Italia ride”, che raccoglievano i migliori grafici e disegnatori del tempo.

All’interno della mostra un omaggio alla città di Faenza, attraverso le opere di Domenico Baccarini, artista carismatico, prematuramente scomparso.

Il Liberty rappresenta la gioia seducente di un’epoca, la Belle Epoque, che aveva fatto sognare tutto il mondo occidentale, ubriaco di progresso, modernità, bellezza.

Maria Cristina Marroni

Forlì // fino al 15 giugno 2014Liberty. Uno stile per l’Italia moderna

a cura di Maria Flora Giubilei, Fernando Mazzocca, Alessandra Tiddia

MUSEI DI SAN DOMENICOPiazza Guido da Montefeltro 12

199 151134mostraliberty@civita.it www.mostraliberty.it

 

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