Muore giovane chi è caro agli dei: Ayrton Senna

Muore giovane chi è caro agli dei: Ayrton Senna

 

senna 2Quella del 1° maggio 1994 fu una “fottuta gara”, come ebbe a dire Gherard Berger. Ero presente a quel Gran Premio, con mio padre, Christian Francia, Massimo Micaletti e Alessandro Bonolis. Andavo sempre a Imola. Fu una giornata triste, come tutte quelle in cui muore una persona giovane.

Il pilota brasiliano Ayrton Senna, tre volte campione del mondo, all’età di 34 anni, morì a causa di un incidente alla curva del Tamburello.

Quel giorno Ayrton Senna avrebbe voluto rendere omaggio al pilota austriaco Roland Ratzenberger, morto il giorno precedente sulla stessa pista durante le prove del GP, avrebbe voluto vincere il Gran Premio di San Marino e sventolare la bandiera austriaca che si era infilato dentro la tuta.

Destino beffardo. Ratzenberger era nato lo stesso anno di Senna e nonostante non fosse un campione aveva trasformato l’amore per le corse nella propria ragione di vita. Al debutto molto tardivo in F1 era riuscito a coronare il suo sogno dopo tante rinunce.

Quella maledetta domenica di 20 anni fa, all’obitorio c’erano la faccia serena di Ratzenberger e quella gonfia e ferita di Senna. Il campione osannato dal mondo e lo sconosciuto appassionato di corse. Il fuoriclasse e il pilota anonimo. Accomunati da un unico destino.

Senna il giorno prima era andato a controllare di persona luoghi e cause degli incidenti occorsi sulla pista, il sabato pomeriggio aveva rinunciato alle prove ed era molto depresso, aveva un brutto presentimento e voleva rinunciare alla corsa. Non lo fece.senna 1

Preferì, invece, passare alla storia dello sport lasciando un segno. Per i Greci la tomba era il “segno” “unico baluardo capace di pietrificare colei che pietrifica la linfa della vita”. E i Greci cantarono, attraverso la poesia, gli eroi, coloro che non indietreggiano, che, pur avendo paura, portano a compimento il proprio destino. “Anche la pietra delle tombe può sgretolarsi, ma non le parole, unico vero segno che non si sbriciola: chi entra nel canto per le sue gesta sul campo sarà ricordato per sempre.” Anche ad Achille era stata presagita una morte prematura, ma da eroe. Il famoso tallone, unico suo punto mortale, portò a compimento un destino di gloria.

“Oggi come ieri merita la tomba e il canto chi muore da eroe, chi muore sul campo della sua lotta quotidiana, da campione o da gregario, chi dà la vita onestamente, anche nel silenzio di un’officina, di un’aula, di una cucina, di un ospedale.” Esiste forse un eroismo più prosaico e umano?

Furono gli infermieri a trovare la bandiera dell’Austria nella tuta di Senna, perché il campione era soprattutto un uomo e aveva identificato se stesso in quell’anonimo pilota che il giorno prima era morto inseguendo la sua passione.

 Maria Cristina Marroni

One Response to "Muore giovane chi è caro agli dei: Ayrton Senna"

  1. Anonimo   1 maggio 2014 at 23:38

    Bellissimo articolo, complimenti.

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