FACCE DI CARTA: analisi semi-seria delle immagini elettorali. Prima puntata – Comunali di Teramo e Pescara

FACCE DI CARTA: analisi semi-seria delle immagini elettorali. Prima puntata – Comunali di Teramo e Pescara

di Walter Nanni – Le campagne elettorali, attraverso manifesti, locandine, santini, slogan e spot pubblicitari, ci raccontano più di quanto possiamo immaginare della vita e delle idee dei candidati. Supportati da grafici e addetti ai lavori spesso improvvisati, i politici farebbero di tutto pur di attirare l’attenzione. I risultati sono, nella maggior parte dei casi, disastrosi o quasi.

In questa rubrica, con un po’ di sana cattiveria e senza guardare al colore politico, cercherò di analizzare con voi la comunicazione dei candidati. Partiamo dalle comunali, a Teramo e Pescara.

 

Teramo.

Io con teMAURIZIO BRUCCHI: “Io con te” è il classico slogan politico mutuato dal titolo di canzoni e film che cerca di strizzare l’occhio all’elettore instaurando un rapporto pseudo confidenziale. Si presta a sottotesti ironici e a prese per i fondelli (vedi “Io con te raderò al suolo Teramo”) non è adatto per un candidato che cerca riconferme e che avrebbe, con una sintesi, dovuto raccontare perché i cittadini dovrebbero votarlo ancora.Io con te - raderò Grafica e foto non sono male ma il progetto generale non convince: troppo finto. Lo spot video del Sindaco Brucchi che va in giro per la città di nascosto, coperto dal cappuccio, a fare il writer è degno della rubrica “I nuovi mostri” di Striscia la Notizia.

Terribile da ogni punto di vista. Dopo averlo visto sono stato dieci minuti a chiedermi: “Ma perché? Perché?”. Ancora oggi non trovo risposta. Voto: 4Brucchi

Manola Di P

MANOLA DI PASQUALE: “Teramo cambia” è uno slogan abbastanza efficace anche se abusato e già piuttosto vecchio, un po’ come se fosse la prima idea venuta in mente. Leggendolo, la prima domanda che viene in mente è: ma cambia in meglio o in peggio? Basterebbe questo per capire che c’è un difetto. La grafica è ben curata anche se gli accostamenti cromatici (verde/rosso – viola/rosso) sarebbero da esposto alla Procura della Repubblica: maltrattamento per gli occhi dei cittadini! L’utilizzo, poi, di tanti colori trasmette confusione e il candidato non è mai facilmente riconoscibile. Disattese alcune tra le più elementari regole di comunicazione.

ManolaStendiamo un velo pietoso sulla maggior parte degli slogan visti sui manifesti grandi (i 6×3), tipo: “Tra il dire e il fare c’è di mezzo il fare” oppure “Chi ha idee non aspetti tempo“… vi prego, avrei preferito una coltellata.  La foto della Di Pasquale “buca”, è efficace, anche se la postura è un po’ invasiva: sempre meglio non fare scatti dall’alto verso il basso, schiacciano la prospettiva.

Voto: 5. Con qualche accorgimento potrebbe arrivare alla sufficienza piena.

PomanteGIANLUCA POMANTE: Il manifesto che ho visto lungo una strada di Teramo mi sembra l’unica vera novità fin qui: una bella idea con un bel significato. Una sintesi che racconta abbastanza bene anche il candidato. Peccato per i caratteri usati non adatti per un manifesto che devi poter leggere in tre secondi dall’auto e per i colori sbiaditi. Dopo aver visto la foto con i guantoni da boxe presente sul suo sito (con slogan annesso) ho dovuto prendere uno Xanax. Ansiogeno. Voto 6

CordoneGRAZIELLA CORDONE: Il suo manifesto è, oggettivamente, il più bello in città, da ogni punto di vista. Foto, postura, grafica, idea: tutto giusto. Anche lo slogan “Era ora” (che ricorda un po’ il “Finalmente” di Pomante) è interessante e incisivo. L’unico limite, paradossalmente, è rappresentato proprio dalla bellezza del tutto: più che un manifesto di un candidato sembra la pubblicità di un dentifricio: nella parte bianca a sinistra basterebbe scrivere “Cordodent”. Voto 7

 

Pescara.

AlessandriniMARCO ALESSANDRINI: Ogni volta che il candidato sindaco di Pescara del PD fa affiggere un nuovo manifesto per la città, nel mondo un grafico pubblicitario muore. Questo che vedete credo sia il più brutto 6×3 della storia: slogan, colori, foto (in bianco/nero?) caratteri…non si salva nulla. Voto:  Ø

 

 

Testa 2 okGUERINO TESTA: Più che un manifesto elettorale quella di Testa sembra una pubblicità per la Pescara Calcio. Inadatto e un po’ paraculo. Voto 4

 

 

 

MasciaLUIGI A. MASCIA: “La città ha cambiato carattere” è una buona idea ma evidenzia un’imbarazzante mancanza di contenuti. Lo slogan “Sindaco di parola” ricorda un più simpatico “Sindaco a parole”. Voto: 5

 

 

bimboENRICA SABATINI: Il manifesto del M5S è molto efficace, ben fatto, comunicativo e porta con se un messaggio molto forte. A me, personalmente, non piace quando vengono utilizzati bambini per comunicazioni politiche: la trovo una cosa non giusta per mille motivi. Voto: 6 e ½

 

Nei prossimi giorni mi occuperò anche delle comunicazioni politiche per le Regionali e per le Europee… Sto già raccogliendo il materiale!

Se vedete qualcosa di strano in giro, scattate una foto e inviatemela a walternanni.staff@gmail.com

A presto

One Response to "FACCE DI CARTA: analisi semi-seria delle immagini elettorali. Prima puntata – Comunali di Teramo e Pescara"

  1. anonimo   18 aprile 2014 at 8:51

    Interessante come Mascia insista nell’avere trasformato Pescara in una “smart city”.
    Chissà se conosce il vero significato del termine.
    L’Osservatorio Nazionale Smart City su 110 Comuni analizzati ( capoluoghi di provincia) Pescara è al 90 posto, e questo è tutto dire. Non risulta neanche essere iscritta all’osservatorio, stessa cosa Teramo.

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