Meglio un “selfie” o il ricordo di un bacio? La parola ai nostri lettori

Meglio un “selfie” o il ricordo di un bacio? La parola ai nostri lettori

fotografie

Sul quotidiano La Repubblica del 2 aprile 2014, a pagina 28, è stata pubblicata la seguente lettera di Giuseppe De Silva:

“Platone affermava: «L’invenzione della scrittura avrà l’effetto di produrre la dimenticanza delle anime». Cosa direbbe dell’uso sfrenato della funzione “photo” sui cellulari? Il telefonino è sempre più spesso deputato a ricoprire il ruolo di testimone per ogni accadimento. La nostra memoria non è più una condizione della mente, quell’archivio delle emozioni dove andare a frugare per rivivere le sensazioni. Il compito di Ricordare viene delegato ai pixel della foto scattata da chi preferisce “mettere in pausa” la sua percezione emotiva per affidarla ad una scheda sim. La differenza? A distanza di quarant’anni, è stagliato nella mia mente un bacio con una compagna di scuola di fronte al mare della mia Posillipo. Non sono sicuro che un frettoloso “selfie”, recuperato dalla mia pagina Facebook, potrebbe darmi lo stesso turbamento”.

Tutti oggi viviamo in simbiosi permanente con i nostri cellulari, che fungono da computer, navigatori, archivi di memoria e naturalmente da macchine fotografiche.

 Al pari del Sig. Giuseppe, anche io ho trascorso la mia adolescenza senza telefonini, una adolescenza che rivive nella mia mente senza supporti elettronici di ausilio. Una adolescenza dove le uniche fotografie sono quelle stampate delle feste comandate, dei compleanni, delle occasioni speciali. Per il resto ci si telefonava dal fisso e ci si dava appuntamento alla tale ora all’incrocio fra il Corso e via Carducci. Ricordi analogici, non digitali. Che non è detto siano migliori.

Certo che tutti coloro che sono nati e cresciuti con un telefonino in mano non possono nemmeno pensare ad una vita senza elettronica, anzi, una vita dove “elettronica” indicava la musica da discoteca.

Peraltro i “selfie” a sfondo erotico di alcune quindicenni teramane, foto inviate a coetanei che le hanno pubblicate sulla rete, hanno provocato pochi giorni fa un vasto dibattito nella nostra città (con il vescovo che ha richiamato tutti al senso di responsabilità, esperti che vedono i “selfie” come prodotti della cultura del fare che schiaccia la cultura dell’essere, ecc.).

Voi cosa ne pensate della suggestione del lettore di Repubblica? Siete d’accordo o in disaccordo con lui?

Il dibattito è aperto, fateci pervenire le vostre considerazioni.

Maria Cristina Marroni

9 Responses to "Meglio un “selfie” o il ricordo di un bacio? La parola ai nostri lettori"

  1. Antonio   6 aprile 2014 at 4:29

    Una vecchia foto spontanea e non questi tristi autoscatti.

  2. Antonio   6 aprile 2014 at 10:21

    Selfie, selfie, selfie

  3. Mandrake   6 aprile 2014 at 10:30

    Per me che ho un’età, i ricordi più belli sono ovviamente quelli della mente. Però ho l’impressione che per chi sia nato nell’era della tecnologia avanzata il cellulare rappresenti una estensione della propria percezione.

  4. Tibisay   6 aprile 2014 at 12:47

    Trudy mi ha preceduto!
    Trovo che l’uso eccessivo di internet ci faccia perdere il senso delle cose.
    Ed anche la capacità di relazionarci con il prossimo.
    Esiste un mondo vero che è molto molto più bello.

    Io ho un ricordo bellissimo della mia adolescenza: vivevo a Roma e l’estate la passavo a Tortoreto.
    Ma per non abbandonare i mieci amici romani, scrivevo un’infinità di lettere. E loro a me.
    Il postino mi lasciava almeno una lettera ogni due giorni ed era un’emozione incredibile!
    altro che un’email!!!!

  5. Tibisay   6 aprile 2014 at 12:48

    Tr udy mi ha preceduto!
    Trovo che l’uso eccessivo di internet ci faccia perdere il senso delle cose.
    Ed anche la capacità di relazionarci con il prossimo.
    Esiste un mondo vero che è molto molto più bello.

    Io ho un ricordo bellissimo della mia adolescenza: vivevo a Roma e l’estate la passavo a Tortoreto.
    Ma per non abbandonare i mieci amici romani, scrivevo un’infinità di lettere. E loro a me.
    Il postino mi lasciava almeno una lettera ogni due giorni ed era un’emozione incredibile!
    altro che un’email!!!!

  6. Tibisay   6 aprile 2014 at 12:49

    Trudy mi ha preceduto!
    Trovo che l’uso eccessivo di inte rnet ci faccia perdere il senso delle cose.
    Ed anche la capacità di relazionarci con il prossimo.
    Esiste un mondo vero che è molto molto più bello.

    Io ho un ricordo bellissimo della mia adolescenza: vivevo a Roma e l’estate la passavo a Tortoreto.
    Ma per non abbandonare i mieci amici romani, scrivevo un’infinità di lettere. E loro a me.
    Il postino mi lasciava almeno una lettera ogni due giorni ed era un’emozione incredibile!
    altro che un’email!!!!

  7. Giulia Francia   6 aprile 2014 at 15:05

    Ho letto l’articolo, francamente attratta dalla presenza, nel titolo, di questo neologismo (tra l’altro osceno) prestato dai cugini inglesi, che vedo ormai scritto ovunque da tre settimane circa.

    Ma la mia domanda è: ci si ricorda del dramma (ammesso che possa essere definito tale) dei “selfie” solo perché si è coniata una nuova parola ?
    Questi “selfie” esistono dall’invenzione di facebook nel lontano 2008, se non erro.
    Chiedo perché anche l’Economist pubblica articoli sui “selfie”, Le Monde segue, l’Huffington Post non ne parliamo… Anche la Meloni si “selfa” con quella rincitrullita della Le Pen…. ed ora anche voi !

    Quest’ansia “neonata” è ridicola.

    Detto ciò, le foto non hanno mai ucciso, anzi… io ne ho a palate e le riguardo sempre con molto piacere. E mi ricordo anche di tutti i miei baci.

  8. Evviva l'epoca pretecnologica!   7 aprile 2014 at 1:13

    Come era più bello quando la tecnologia non era invasiva. Sarà perchè a quel tempo eravamo giovani…

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