Manola Di Pasquale: “Christian Francia è un povero uomo”

Manola Di Pasquale: “Christian Francia è un povero uomo”

di Christian Francia

PD torno subito
Il PD è momentaneamente assente da Teramo. Si prega di richiamare fra qualche anno.

– La città di Teramo è piena di uomini poveri, ma uno solo è un povero uomo: io. Eppure, da quel che leggo, la povertà mentale alberga in una fetta preoccupante della popolazione, priva oramai di qualsiasi strumento culturale per comprendere il mondo che la circonda.

Accade quindi che si finisca, specie sotto elezioni, per iscriversi ad una tifoseria che assume contorni fideistici, per cui il santo del momento è sempre innocente qualsiasi cosa accada.

Gianni Chiodi è un adultero reo confesso? Ha sottratto soldi pubblici per sue attività personali e private? E allora? Sono problemi della moglie. Perfettamente d’accordo, ma c’è una piccola questione politica: i cittadini hanno il diritto di sapere che il loro governatore – al quale affidano la gestione amministrativa di una fetta rilevante della loro vita, come ad esempio la sanità – non è stato sincero con la propria moglie. Questo fatto dovrebbe indurre tutti a sospettare che Chiodi possa fare altrettanto con gli abruzzesi, cioè ingannarli e mentire loro (cosa che politicamente è acclarata). Per altro verso, è perfino elementare pretendere l’accertamento delle spese pubbliche di Chiodi, per conoscere se il governatore abbia utilizzato i nostri soldi per le sue serate private o meno.

Luciano D’Alfonso è stato prescritto da un Tribunale perché è stato accertato che abbia commesso dei gravi reati di natura corruttiva? È quanto mai opportuno che i cittadini pretendano da lui che rinunci alle prescrizioni per esigere di essere assolto nel merito nei successivi gradi di giudizio. Solo così potrebbe mostrarsi degno della fiducia della gente che deve votarlo.

Ed anche per Luciano c’è una piccola questione politica: i cittadini hanno il diritto di sapere che il loro futuro governatore – al quale affidano la gestione amministrativa di una fetta rilevante della loro vita, come ad esempio la sanità – ha tenuto determinati comportamenti che fino ad ora non hanno condotto ad una condanna, ma che sono ampiamente indicativi di un modus operandi assolutamente immorale e criticabilissimo sotto tutti i profili.

Questi fatti, accertati nella sentenza penale di primo grado del processo “Housework”, dovrebbero indurre tutti a sospettare che D’Alfonso possa di nuovo comportarsi in maniera censurabile nei rapporti con imprenditori e fornitori della Pubblica Amministrazione (così come ha fatto per lunghi anni). E, soprattutto, gli abruzzesi dovrebbero essere terrorizzati dal fatto che – nell’ipotesi venisse condannato penalmente nel secondo grado del processo “Housework” o negli altri processi cui egli attualmente è sottoposto – D’Alfonso dovrebbe dimettersi dalla carica di governatore facendo precipitare l’Abruzzo nuovamente nel caos, come già tristemente avvenuto nel 2008 con Del Turco.

Persino Papa Francesco, di solito buonissimo e tenerissimo con tutti, ha appena lanciato un grido di terrore: “I peccatori pentiti sono perdonati. I corrotti no”.

Gli esempi sono numerosi, eppure in tutti i casi c’è uno stuolo di fedeli che invoca la purezza del capo, che rifiuta anche solo di pensare che il proprio santo possa essere sfiorato dal peccato, che scommetterebbe la casa che la loro guida spiritual-politica è esente da vizi e da colpe. Beati loro.

Io purtroppo sono politicamente ateo, per cui ritengo assolutamente doveroso sottoporre coloro che si candidano a governarci ad ogni giudizio morale, politico e comportamentale che dimostri il grado di affidabilità del soggetto che devo incaricare del governo della Cosa Pubblica, che dimostri la sua caratura morale, la sua rettitudine, la sua credibilità personale e la sostanza della sua reputazione.

Ieri mi è capitato di dover rendere nota una sentenza della Corte dei Conti (si badi: una sentenza e non una diceria) che è stata pubblicata da un mese nel silenzio generale dei media e dell’informazione e che concerne il legittimo consorte dell’avvocato Manola Di Pasquale.

Due sono i profili di pubblico interesse:

1) il soggetto in questione è un pubblico dipendente, quindi da cittadino ho tutto l’interesse a conoscere chi sperpera il denaro pubblico con danni a carico della collettività;

2) il condannato è il marito del candidato sindaco di Teramo Manola Di Pasquale, la qual cosa offre certamente spunti di riflessione per un giudizio sulle condotte professionali del dipendente pubblico e sulla moralità che le stesse evidenziano.

Invece di subire in silenzio lo scrutinio morale e professionale delle condotte del marito, inopinatamente Manola reagisce accusandomi con queste parole: “Christian Francia tu invece sei un povero uomo”. Gli amici la sostengono come possono, con la solidarietà pelosa che si concede a chi comunque rappresenta un centro di potere.

Vorrei far presente a Manola che:

a) le sentenze sono pubbliche proprio perché la legge prescrive che i cittadini debbano sapere come viene amministrata la giustizia in loro nome;

b) le vicende professionali pubbliche di suo marito, se ed in quanto incidenti sulle tasche dei cittadini, sono di interesse collettivo;

c) lei in qualità di candidato sindaco ha l’obbligo di sottoporsi alla valutazione politica e morale degli elettori, valutazione che contempla la vita pubblica anche dei suoi famigliari.

Sono principi acclarati in tutte le moderne democrazie occidentali, ma non nel “Regno Birbonico di Teramo”, dove è possibile leggere su facebook fandonie e castronerie a difesa di Santa Manola.

Schermata 2014-03-27 a 17.24.421) “Il dibattito politico non si può imbarbarire fino a questo punto”, “la privacy su questi procedimenti ed all’interno degli Enti locali questi fatti vengono dati in pasto a chiunque in barba alla L. 241/90”. Cosa ci azzecca la legge sul procedimento amministrativo? E cosa c’entra la privacy? Quanto all’imbarbarimento, è esattamente la sindrome che colpisce il tifoso fideisticamente ispirato dal suo capo politico.

2) “Giustissimo fare giornalismo d’inchiesta anche duro ma non si può essere assertori della Costituzione senza rispettarla e soprattutto conoscerla: ARTICOLO 27 COMMA 2: “L’imputato non considerato colpevole sino alla condanna definitiva” (ripreso dall’art.648 codice procedura penale). Una questione di diritto e sopratutto di civiltà”. Intanto non è un processo penale quello dinanzi alla Corte dei Conti, ma comunque io non ho parlato di presunta colpevolezza, bensì di un uomo condannato, quale egli oggi è dopo la condanna.

3) “Gesù come Rocco venne accusato e inchiodato, ma io caro Rocco ti schioderò ti voglio bene”. Odore di santità.

4) “Signora Manola io non la conosco personalmente purtroppo la gente è abituata ad infangare”. Io non infango nessuno, è la Corte dei Conti a farlo a nome del popolo italiano. I cittadini hanno solo il diritto di essere informati, ma i media non lo fanno.

5) “Rocco è la persona più onesta del mondo”. Può essere, ma oggi è semplicemente un condannato. Nei successivi gradi di giudizio si vedrà.

6) “Purtroppo cara Manola viviamo in una terra di gente malata, il loro male (mi riferisco a chi cerca di infangare) è la debolezza e siccome lo sanno, non avendo altri mezzi, infangano. Il problema che io personalmente trovo stomachevole è che siccome vedono una tua possibile vittoria, infangano la tua famiglia allo scopo di fare a te un danno verso la cittadinanza e toglierti qualche voto”. La Corte dei Conti è proprio perfida, cerca di difendere il bene pubblico da chi lo attenta, ma avrebbe dovuto astenersi quando a fare danni alla collettività è un parente stretto di chi è candidato sindaco.

7) “non ti curar di lor ma guarda e passa… Sei molto avanti!”. Addirittura viene citato Dante contro di me. Dante che collocò una schiera immensa di persone all’Inferno.

8) “Questi modi di clamorosi e a volte eccessivi suoni, non aiutano un eventuale collaborazione futura, ne mina le basi. Meglio un minimo di riflessione prima di sparare cannonate che potrebbero essere solo a vuoto e non hanno nulla a che vedere con una visione politica, producendo solo un suono fastidioso alle orecchie. Calma”. Quindi, nel caso fosse conveniente in futuro allearsi con il PD, sarebbe stato meglio occultare la notizia, tanto i cittadini sono dei gonzi e non meritano di decidere con la loro testa. Quanto al suono fastidioso alle orecchie, è esattamente quello che sento quando leggo queste stronzate su facebook.

9) “Mi fanno ridere tutti questi perbenisti che sono in giro, ma vorrei dire loro ma per venti anni siamo stati rappresentati da un elemento a dire poco squallido, uomo giudicato, rigiudicato e plurigiudicato, e ancora c’è lo vediamo in tv… ma per favore!!!!! Lei vada per la sua strada, e a certi commenti non vale la pena rispondere, la mamma dei cretini è sempre incinta”. Mi madre sarebbe incinta, quindi avrò un fratellino a 40 anni.

10) “Rocco non ruberebbe neanche una patatina”. Può essere. Per adesso la Corte gli attribuisce un danno causato alle casse pubbliche pari ad € 240.000,00 (leggasi: duecentoquarantamila/00). Mi sembra un poco più grave di una patatina.

Buona fede a tutti. Ma fatevi vedere da un esorcista, perché molti di voi la democrazia e lo stato di diritto li hanno imparati al bar, fra uno stuzzichino e un boccale di birra. Un po’ di rispetto per le sentenze non guasterebbe. Le sentenze si leggono senza professioni di fede. Saluti da un povero uomo.

27 Responses to "Manola Di Pasquale: “Christian Francia è un povero uomo”"

  1. Giustizia per gli altri   28 marzo 2014 at 8:32

    Ma la Signora non ha studiato diritto? Dimenticavo quello vale solo per Berlusconi e sodali…

  2. io   28 marzo 2014 at 10:07

    quel che questo più che esaustivo articolo non rivela è che la politica ha ormai creato una vastissima rete di opinioni sbagliate. dall'”io non l’ho interrotta” in base al quale un politico può mentire alla comunità sapendo di mentire e di ingannare, alla ormai celeberrima “macchina del fango sui familiari” in base alla quale le mogli o i mariti cornificati o ladri, i figli raccomandati e laureati in albania, le serate di coca e trans, i puttanizi con le minorenni non sono e non possono essere oggetto dell’interesse morale e critico della comunità.
    questa vastissima rete di opinioni riesce a far passare in secondo o anche in terzo piano le ruberie, le tangenti, i privilegi legali e illegali, le accuse di associazione mafiosa, le case pagate all’insaputa e gli affitti sponsorizzati da amici altrettanto sponsorizzati.
    questa vastissima rete di opinioni ha permesso ai politici di poter compiere di tutto e di farlo senza problemi perché la gente normale è ormai notevolmente sotto la casta.
    la gente normale non può criticare, non può esporsi, non può sapere, non può pretendere di sapere anzi! gli conviene assecondare, difendere a spada tratta, argomentare in favore.
    è l’unico modo che ha se vuol rimanere con l’acqua alla gola anziché affogare.
    è questa “distanza” che dobbiamo combattere. prima e con maggior forza della casta.

  3. Ex elettore PD   28 marzo 2014 at 10:22

    Articolo stupendo. Risposta di alto livello alle bassezze della Di Pasquale e dei suoi tifosi.Bravo!

  4. Picchiatello   28 marzo 2014 at 10:23

    Chi è senza peccato scagli la prima pietra……oggi a me domani a te!

  5. anch'io   28 marzo 2014 at 10:29

    Su Chiodi sbagli. Il problema non è il costo della stanza d’albergo, ma la ricattabilità che deriva dal suo comportamento. Non sapremo probabilmente mai il perché della nomina della signora, se per bravura, se per amore o se perché lo teneva per le…

  6. Anonimouse   28 marzo 2014 at 11:06

    In questo caso è stato riconosciuto, in attesa di auspicata sentenza favorevole in secondo grado, un danno recato al pubblico da un soggetto che riveste per lavoro un ruolo pubblico, e che in questa veste è stato condannato, che è pure consorte pubblico di un personaggio pubblico che mira a rappresentare la cittadinanza intera.
    Mi dovete spiegare dove sbaglio ovvero cosa ci sia di privato in questa vicenda.

  7. saremo in Tanti   28 marzo 2014 at 12:47

    Manola rivendica che questa storiaccia è una vicenda privata e non era giusto, o perlomeno opportuno, che Chri()stian, venutone a conoscenza, la divulgasse a tutta la cittadinanza in rete.
    Amica mia, ma sei tu che aspiri a diventare sindaco di Teramo non Chri()stian!?
    Riporto quanto detto da Chri()stian in risposta a Manola: “..sono politicamente ateo, per cui ritengo assolutamente doveroso sottoporre coloro che si candidano a governarci ad ogni giudizio morale, politico e comportamentale che dimostri il grado di affidabilità del soggetto che devo incaricare del governo della Cosa Pubblica, che dimostri la sua caratura morale, la sua rettitudine, la sua credibilità personale e la sostanza della sua reputazione”.
    Ora, capisco che questa storia, resa pubblica solo da Chri()stian, le ha dato qualche fastidio, ma non si può avere la botte piena ed il marito ubriaco.
    Io ho letto due volte la sentenza, vi assicuro che è molto circostanziata, ben fatta, ben studiata, complimenti ai giudici. Il fatto non è solo grave, è gravissimo. Manola purtroppo, messa nei guai da questa brutta vicenda del marito, ora si fa da parte dalla politica attiva, cerca di uscirne fuori alla meglio facendolo difendere, non difendendolo e quando sarà, dopo il 3° grado di giudizio, se potrà dire che il marito è stato assolto per non aver commesso il fatto, potrà riapparire sulla scena politica ed aspirare a diventare anche sindaco di Teramo. Ora no, se non lo capisce…saranno i Teramani a farglielo capite da dentro le cabine.
    Questo è quello che penso.
    Buona giornata a tutti i Teramani.

  8. Anonimo   28 marzo 2014 at 14:23

    Povera donna…

  9. elettore Pd   28 marzo 2014 at 14:27

    secondo me si dovrebbe ritirare immediatamente dalla corsa a sindaco e lasciare spazio a altri. Così abbiamo sistematicamente perso. La sua assenza ieri a Telep è un anticipo della sua ritirata.

  10. #Manolastaiserena   28 marzo 2014 at 16:22

    #Manolastaiserena

  11. Ex ex ex elettore del PD   28 marzo 2014 at 16:23

    Ma quando ve la date una ripulita? Fate pena.

  12. Giovannino   28 marzo 2014 at 16:24

    Manola ritirati…

  13. Tristezza   28 marzo 2014 at 21:13

    PD: Poveri dentro

  14. iscritto PD   28 marzo 2014 at 23:31

    Manola staiserena! Saremo tutti conte. Ti faremo diventare Sindaco e tuo marito segretario particolare del sindaco come Vinicio Ciarroni.

  15. Andrea F.   28 marzo 2014 at 23:35

    Manola è imbarazzante……

  16. E-lettrice   29 marzo 2014 at 0:23

    CF sei una delle poche voci libere in questa città di giullari di corte!

  17. Permaloso   29 marzo 2014 at 2:01

    Ma il PD aveva Giovanni Cavallari, persona stimatissima e inattaccabile sotto qualunque aspetto… Perché lo hanno dimissionato?

  18. Avvilito   29 marzo 2014 at 10:06

    Oggi sul Centro Manola minaccia querele: querelasse la Corte dei Conti e suo marito!

  19. anonimo   29 marzo 2014 at 10:36

    Concordo con Avvilito.

  20. Tibisay   29 marzo 2014 at 11:55

    Oltretutto a me sembrerebbe inopportuno che lei facesse simultaneamento il Sindaco (poveri noi) e il difensore del marito…..

  21. Facciamoci 4 risate   29 marzo 2014 at 12:05

    Qui non si sta parlano di un indagato, ma di un CONDANNATO! O la Signora non sa leggere le sentenze? Quale falsa notizia vi sarebbe? Non sono teramano, ma resto veramente senza parole.

  22. Anonimo   29 marzo 2014 at 14:59

    tibisay, a parte il concetto in sé (dov’è il nesso visto che la difesa della Di Pasquale è relativa a presunti reati del marito commessi in circostanze che con Teramo città non c’entrano niente?), mi lasci dire che il suo italiano scritto è imbarazzante…

  23. malcolm x   29 marzo 2014 at 17:12

    Vedrete querelerà, minaccera di querele. . . .
    O picchiatello, come tu stesso di definisci, di persone per bene che possona scagliare la prima pietra sapassi quante c’è ne sono….

  24. anonimo   29 marzo 2014 at 17:34

    Se manola vuole querelare il Fatto Teramano, significa che vuole mettere il bavaglio alla stampa libera. Ne sarà capace? In bocca al lupo.
    Il Fatto Teramano è una realtà teramana e dei Teramani. E’ l’organo di informazione senza cappucci, senza maschere. I Cittadini leggeranno da questo blog solo articoli veritieri, anche se crudeli a volte per qualcuno. Chi ci capita, capita. Occorre comportarsi bene e non temere mai.

  25. Anonimo   30 marzo 2014 at 15:41

    Potrai essere anche un povero uomo, ma la tua preparazione paragonata alla sua ti permette anche di sputargli in faccia. Complimenti per la tua intelligenza. A che ora vai a letto la notte? Da dove le peschi queste notizie? E’ veramente clamoroso. Se ti presenti ti voto. So che stai organizzando una lista di Teramo 3.0 per Pomante, in bocca al lupo!

  26. Utopico   2 aprile 2014 at 11:32

    LA cosa che più mi rende sgomento è che qualcuno purtroppo avrà il coraggio di votarla e ancor di più che c’è gente che prova a difenderla, difendendo l’indifendibile!!!
    E poi ci aspettiamo un cambiamento??? Il cambiamento se non arriva nelle nostre teste e coscenze in primis, non potrà arrivare mai nella stanza dei bottoni!!!

    #manolafaccistaresereniritirati!!!

  27. Anonimo   2 aprile 2014 at 21:30

    Vedo che a volersi tenere Brucchi a Teramo nonostante la facciata sono moltissimi sopratutto tanti che si dichiarano addirittura del Pd o iscritti. Smettela lo hanno capito pure le pietre che avete una paura fottuta del Pd e di Manola che è brava, seria e capace se no sti attacchi quotidiani non si spiegano e che siete solo dei poveri fantocci messi li da Brucchi e Gatti per dilaniare la coalizione e far rivincere le destre. Sul padrino di una vostra lista indagato non parlate mentre sul marito di manola che non è indagata, con possibilità di appello per ribaltare la sentenza del marito, sembra che sta donna debba essere messa a rogo. Ma chi ha fatto opposizione fino ad oggi? Chi era e dove è stato finora Pomante? Chi lo ha scelto? Lo ha votato qualcuno a candidato? fatevi un esamino di coscienza… Caro fr spero non ti sarai offeso per un banale povero uomo visto che ogni tuo articolo ha una punta di veleno verso ogni politico teraman spesso a limite dell’insulto ad eccezione dei cocchi Pomante e Cost.

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