Ex Comunità Montana Laga: un dilemma che non si vuole risolvere

Ex Comunità Montana Laga: un dilemma che non si vuole risolvere

lagaRiceviamo e pubblichiamo l’appello/denuncia integrale di alcuni lavoratori della oramai Ex Comunità Montana dei Monti della Laga. Un altro esempio di malagestione e ingerenza politica.

 

Cari concittadini “state tranquilli”, il servizio sociale è chiuso, ma abbiamo 10 autovelox a vostra tutela sul nostro territorio. “State sereni!”

Tempo fa gentili signori avevamo gridato il nostro disagio oggi siamo ancora qui ad urlare con più voce. Chi siamo? Siamo noi quelli del servizio sociale, gli ultimi, gli inutili, i non visti, i non professionali, coloro ai quali si può revocare un  contratto di lavoro in cambio di poltrone e consensi elettorali. Si perché ormai la politica imperante nella nostra Italia e soprattutto nella nostra Provincia è il libero baratto.

Oggi 17.03.14, il servizio sociale della ex Comunità Montana Laga è momentaneamente chiuso, riapertura data da definire, componenti equipe professionale? Anche questo da valutare. Oggi due Assistenti Sociali (15 anni circa di esperienza in ambito) ed una consulente psicosociale (6 anni circa di esperienza in ambito), sono tornate a casa dopo l’ultimo contratto di lavoro con una durata di 15 giorni, mentre in uno dei comuni di ambito si agitavano gli animi per un caso sociale, seguito proprio dalle stesse figure soppresse.

Gli organi giudiziari hanno contattato come da prassi le figure professionali, ma le stesse non hanno potuto garantire il loro operato, come sempre è stato, ad un nucleo familiare in grave disagio con dei minori in tenera età, in quanto il contratto di lavoro aveva una durata di soli 15 giorni. Contattato il Commissario liquidatore della ex Comunità Montana Laga, l’arcano non ha avuto soluzione, in quanto il servizio sociale al momento non è in grado di fornire operatori che possano gestire gli eventi. I professionisti rimasti senza contratto di lavoro, si sottolinea, hanno sempre garantito nell’arco degli anni, una copertura del servizio h 24, anche se il precario contratto di lavoro non lo includesse, oltre che nessuna indennità e il misero compenso mensile.

Ma si è pensato bene negli ultimi mesi che tali professionisti non fossero all’altezza di ricoprire tali incarichi e come già scritto nell’articolo precedente, si è indetto un avviso di selezione per figure professionali da inserire in una long list. A questo punto siamo autorizzati a pensare che la lista sia talmente “long”, che non si riesca ad estrapolare dei professionisti in grado di lavorare, come sempre hanno fatto le predette figure sopra menzionate, a compensi da fame, con vessazioni politiche, con la spada di Damocle del ricatto: “ti tolgo il contratto”.

Ma “signori miei stati tranquilli!”, in compenso il servizio sociale è al momento sospeso, ma avete circa 10 autovelox a vostra tutela, su un comune di:

·  Torricella Sicura è un comune italiano di 2.715 abitanti della provincia di Teramo in Abruzzo. Fa parte ed è sede della Comunità Montana della Laga.

 

Fonte Wikipedia

Il Commissario Liquidatore di detta Comunità Montana, avrà ben deciso, forse, unitamente alla Giunta Comunale, o chi per loro, non lo sappiamo, che gli autovelox fossero l’unica salvezza per la popolazione locale, in fondo la casistica parla chiaro, non sono in esubero i casi di tribunalistica minorile o segnalazione di persone indigenti, bensì continui incidenti stradali causati dall’alta velocità in pieno centro cittadino, dove necessariamente doveva essere posizionato un autovelox sul marciapiede, altrimenti signori, come si farebbe a non inciampare sullo stesso marciapiede?

Certo affiancare la banalità dell’autovelox a dei bambini che stanno soffrendo insieme alle loro famiglie, è alquanto cinico, ma signori è estremamente cinico e disumano sperperare soldi pubblici per opere inutili e non garantire una tutela ai nostri figli, ricordiamo ai signori politici che questi bambini saranno i futuri elettori, saranno il nostro futuro e quello che stiamo loro insegnando è semplicemente il nulla.

A.De Gasperi disse: “Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione”.

Noi diciamo: ”Un uomo guarda suo figlio e non ciò che la politica vorrebbe fare di lui.”

Questo è quello in cui noi abbiamo sempre creduto!

 

Dott. Simona Di Vitantonio cell. 340.2981185

Dott. Sabrina Melozzi cell. 346.8613954

Dott. Paola Nunziata Fedele 346.3745591

Dott. Daniela Panocchia 347.0122415

Dott. Maddalena Malizia 339.6505140

8 Responses to "Ex Comunità Montana Laga: un dilemma che non si vuole risolvere"

  1. Cenerentola   17 marzo 2014 at 13:00

    Gentili dottoresse
    mi piacerebbe sapere cosa avete votato alle scorse elezioni…..
    vedete bene cosa farete questa volta.

  2. simona   17 marzo 2014 at 15:56

    Dalla lettera si evince chiaramente cosa e chi abbiamo votato alle scorse elezioni. Sappiamo perfettamente chi e cosa votare alle px elezioni. Ricordo solo che :”Dio ti vede, Berlusconi no!”.

  3. Anonimo   18 marzo 2014 at 14:34

    Considerando la parentela stretta con il governatore Chiodi si capisce bene come abbiate votato e voterete, quindi che aspettare a chiedere aiuto ai parenti? A Teramo non funziona così? La meritocrazia purtroppo non esiste più soprattutto in Abruzzo.

  4. Simona   18 marzo 2014 at 18:10

    Visto che il mio cognome è Di Vitantonio, non vanto parentele politiche tanto meno personaggi blasonati in famiglia e visto che la mia carriera es il mio lavoro sono meritati e sudati, ringrazio x l’osservazione, ma non penso che il consiglio dato da Anonimo sia pertinente, oltre che io ho avuto il coraggio e la purezza di firmarmi senza alcuna remora. Grazie.

  5. Sabrina   18 marzo 2014 at 18:30

    Ricordo ad anonimo che il mio nome è Sabrina Melozzi,nipote di Gabriele Melozzi, martire del Bosco Martese, morto con onore da partigiano. Questo dovrebbe bastare come risposta ad Anonimo, che ha ben pensato, invece di non palesarsi con il suo nome.

  6. Anonimo   18 marzo 2014 at 19:13

    Non mi riferivo a lei in particolare, ma a qualche sua collega, perciò non se la prenda a male.

  7. sabrina   19 marzo 2014 at 11:00

    Sottolineo che il mio nome è Sabrina Melozzi, nipote di Gabriele Melozzi, partigiano morto nella battaglia Di Bosco Martese.
    Penso che ciò basti a fugare qualsiasi incertezza sulla mia professionalità e personalità. Grazie gentile Anonimo

  8. Serafino   23 marzo 2014 at 19:10

    L’onestà morale delle persone non si misura con il grado di parentela nei confronti di questo o di quello, ma guardando la loro vita ed il loro operato. Conosco personalmente le operatrici del sociale in questione e affermo che si tratta di professioniste molto serie, non legate alla politica (purtroppo per loro), moralmente impeccabili e con un curriculum di altissimo valore. La loro qualità umane e professionali sono d’altronde comprovate da centinaia di utenti che per anni hanno ricevuto il loro servizio, svolto sempre con grande sacrificio e spirito di abnegazione. Trovo sconcertante che la politica cancelli con un colpo di spugna il loro ruolo e penso che a loro debba andare tutta la solidarietà delle persone per bene che hanno a cuore certi valori. Le emergenze sociali sul territorio gridano giustizia e la politica deve dare risposte certe e rapide, perché la gente che soffre non può aspettare.

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