Brucchi: “Voglio una città dove sia bello vivere”. Va bene, ma dicci qual è che facciamo i bagagli. (Cit.)

Brucchi: “Voglio una città dove sia bello vivere”. Va bene, ma dicci qual è che facciamo i bagagli. (Cit.)

Brucchi verdeVoglio una città dove sia bello vivere”. La frase pronunciata dal sindaco Maurizio Brucchi nel corso dell’inaugurazione della sua sede elettorale è ormai sulla bocca di tutti. A distanza di più di 24 ore, in molti non hanno ancora capito se Brucchi, nella ricerca affannosa di una qualche frase ad effetto, non si sia reso conto di quello che ha detto o se abbia invece deliberatamente invitato tutta la cittadinanza ad abbandonare Teramo e a trasferirsi magari da qualche altra parte.

Uno dei sindaci meno amati d’Italia, piuttosto che chiedere scusa all’intera città per i danni prodotti dalla sua amministrazione negli ultimi cinque anni, è ancora lì a parlare di progetti futuri. Incredibile ma vero.

L’ennesimo esponente di una dinastia politica fatta di figli di papà, lobby, interessi economici e raccomandazioni, piuttosto che dimettersi e sparire definitivamente dalla scena politica cittadina ha ancora la faccia tosta di sostenere in pubblico certe affermazioni e di presentarsi nuovamente alle elezioni.

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foto di Marco De Dominicis

In città e sui social network la frase pronunciata da Maurizio Brucchi non è certo passata inosservata: oggetto di battute sarcastiche a non finire e di critiche, anche molto feroci, da parte di decine e decine di teramani: “Prima hai contribuito a distruggerla – scrive Marco, postando la foto della locandina de Il Messaggero –  ora solo perché ti servono i voti te ne esci con queste immani stronzate? Ci manca solo che dici che rifarai l’asfalto a tutta la città e che rimetterai a posto la fontana di piazza Garibaldi, poi siamo a posto”. “Medicina ai medici, politica a chi la sa fare” commenta Patrizia, mentre Franco scrive un laconico “Ha sempre fatto il contrario di quello che ha detto quindi questa volta siamo rovinati”.

Deciso anche l’attacco del musicista e compositore Enrico Melozzi che scrive sulla sua pagina di Facebook: “Noi la volevamo più bella, tu la volevi più brutta. Ora la vuoi più bella ma il sindaco sei già tu… ma riprenditi”.

Anche l’autore e attore comico teramano Marko Ferrari non si è fatto scappare l’occasione per una battuta su Facebook che sembra anche la sintesi perfetta del malessere che in tanti, tantissimi, soprattutto tra le classi produttive e tra più giovani, vivono in città: Brucchi: voglio una città dove sia bello vivere. Va bene, ma dicci qual è che facciamo i bagagli”.

L’ennesima gaffe di un sindaco tra i peggiori che la storia di Teramo ricordi. 

9 Responses to "Brucchi: “Voglio una città dove sia bello vivere”. Va bene, ma dicci qual è che facciamo i bagagli. (Cit.)"

  1. serena   16 marzo 2014 at 19:01

    Sarebbe stata una frase adatta x un nuovo, diverso ed innovativo Candidato Sindaco…non adatto a chi ha malamente gestito questa città. Uno dei suoi punti cardine del suo programma e’ rivolto alle politiche giovanili …forse xe’ l’assessore Gatti ha trovato fondi x l’impreditoria giovanile? Ma in tutti questi anni i giovani? Nel dimenticatoio…
    E questo abbandono della nostra Teramo e dei teramani lo dobbiamo solo a chi ha governato che siano essi di maggioranza o minoranza.
    É giunta l’ora di voltare pagina x Teramo e per i teramani

  2. marco   16 marzo 2014 at 20:08

    se i bagagli li facesse lui sarebbe già a metà del suo intento…

  3. Saremo in Tanti   16 marzo 2014 at 20:42

    Solo a sentire il suo nome mi vengono i brividi.

  4. Anonimo   16 marzo 2014 at 21:06

    Le dinastie non esistono solo in politica, ma anche all’interno di Enti pubblici nei quali molto spesso si constata fra coloro che ci lavorano la presenza di parenti di chi nel medesimo Ente ci ha lavorato o ancora ci lavora. Non credo di dire una fesseria sottolineando che anche in questo caso si tratta di quanto citato nell’articolo, ovvero di “figli di papà”, di “raccomandazioni”, di “lobby” e di “interessi economici” (e non solo economici). Dico ciò perché spero che questo sito sempre attento a simili ingiustizie, possa interessarsi a questo fenomeno semmai attraverso una vera e propria inchiesta rendendo noti i nomi di coloro che sono stati assunti in Enti comunali, provinciali e regionali, che hanno un vincolo di parentela con chi negli stessi Enti come ho detto ci lavora o ci ha lavorato. Ma che sia fatta presto quest’inchiesta però, eh? E soprattutto – ammesso che questa mia richiesta venga presa in considerazione – non ad elezioni finite.

  5. anonimo   16 marzo 2014 at 23:49

    Eppure ho una brutta sensazione, Teramo sarà l’ unica parte dove il centrodestra vincerà. Regione e ancora di più Pescara il centrosinistra non avrà problemi e vincerà anche con un notevole percentuale di distacco.

  6. Mauro   17 marzo 2014 at 10:33

    “Inganniamo noi stessi così spesso che potremmo farne la nostra professione quotidiana”.

    STEPHEN KING,da Duma Key, 2008

  7. Anonimo   17 marzo 2014 at 13:01

    Le dinastie non esistono solo in politica, ma anche all’interno di Enti pubblici nei quali molto spesso si constata fra coloro che ci lavorano la presenza di parenti di chi nel medesimo Ente ci ha lavorato o ancora ci lavora. Non credo di dire una fesseria sottolineando che anche in questo caso si tratta di quanto citato nell’articolo, ovvero di “figli di papà”, di “raccomandazioni”, di “lobby” e di “interessi economici” (e non solo economici). Dico ciò perché spero che questo sito sempre attento a simili ingiustizie, possa interessarsi a questo fenomeno semmai attraverso una vera e propria inchiesta rendendo noti i nomi di coloro che sono stati assunti in Enti comunali, provinciali e regionali, che hanno un vincolo di parentela con chi negli stessi Enti come ho detto ci lavora o ci ha lavorato. Ma che sia fatta presto quest’inchiesta però, eh? Soprattutto sia fatta – ammesso che questa mia richiesta venga presa in considerazione – non ad elezioni finite.

  8. Anonimo   17 marzo 2014 at 14:28

    Bisogna fare solo una cosa: togliere da tutte le province dell’Abruzzo tutti quei politici, amministratori,dirigenti che occupano le poltrone da anni, che fanno solo il loro tornaconto, che si riempiono le oramai strapiene tasche, e cambiarli con gente nuova, magari donne come ha fatto Renzi al governo!

  9. anonimo   18 marzo 2014 at 14:48

    o Brucchi ma vattene no da Teramo ma dall’Italia !!!!!!!!!

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