CLAMOROSO: Luciano D’Alfonso deve ritirarsi dalla corsa a Governatore dell’Abruzzo

CLAMOROSO: Luciano D’Alfonso deve ritirarsi dalla corsa a Governatore dell’Abruzzo

di Christian Francia  – 

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Tafazzi: il vero segretario del PD

Le uniche cose che mi vengono in mente, riguardo al Partito Democratico abruzzese e a coloro che lo rappresentano, sono le parole dello scrittore Giovanni Soriano:

1) Si nasce tutti un po’ stupidi; alcuni lo rimangono tutta la vita, altri lo diventano ogni giorno di piú.

2) Il politico, per definizione, non conosce vergogna; la conoscesse, non farebbe il politico.

3) In politica, l’unica cosa davvero pulita è tenersene fuori, e un politico onesto è un politico che non è stato ancora beccato – o un semplice principiante.

Fatto Quotidiano 11.03.2014 - Articolo su D'Alfonso e la Carta di Pisa
Il Fatto Quotidiano dell’11.03.2014 – Articolo su D’Alfonso e la Carta di Pisa

Partendo da questi assunti tutti dovrebbero domandarsi se il partito di Silvio Paolucci, che ha appena eletto Luciano D’Alfonso a proprio candidato presidente per la Regione Abruzzo, sia stupido, scemo o deficiente.

E la stessa cosa dovrebbero domandarsi i partiti abruzzesi di SEL e dell’IDV che fanno parte della coalizione “Insieme il nuovo Abruzzo”.

E gli stessi quesiti dovrebbero porsi tutti i candidati alla carica di consigliere regionale che hanno già offerto la propria disponibilità a correre per la coalizione di centrosinistra.

I motivi per cui è necessario porsi tali domande sono stati sintetizzati sul Fatto Quotidiano dell’11 marzo a pag. 7, all’interno dell’articolo di Antonio Massari.

La coalizione regionale denominata “Insieme, il nuovo Abruzzo”, formata da PD, SEL, IDV e da altri soggetti, nella propria “Carta d’intenti per il cambiamento abruzzese”, formalmente adottata e pubblicata in rete, a pagina 2 ha stabilito che “la questione morale sarà un cardine della coalizione e del suo governo” e s’è impegnata “ad adottare formalmente i contenuti della Carta di Pisa, che sarà parte integrante del Codice Etico della coalizione.

Fatto Quotidiano 11.03.2014 - Titolo di articolo su D'AlfonsoE infatti nel Codice Etico dell’alleanza “Insieme, il nuovo Abruzzo”, accettato e condiviso dai tre candidati alla presidenza della Regione Caramanico, Mascitelli e D’Alfonso, all’articolo 6 si legge che “Il candidato alla presidenza della coalizione si impegna a far adottare formalmente dalla Regione Abruzzo la Carta di Pisa nonché ad assumere i princìpi in essa contenuti, relativo ai codici di condotta etica degli amministratori”.

La “Carta di Pisa” è un “Codice etico per promuovere la cultura della legalità e della trasparenza negli enti locali”, nato per combattere le mafie e la corruzione.

All’articolo 20 della “Carta di Pisa” si prescrive che: “In caso sia rinviato a giudizio (…) l’amministratore si impegna a dimettersi ovvero a rimettere il mandato”.

Chiosa Massari sul Fatto Quotidiano: “Tutto questo lo sa Luciano D’Alfonso che, se dovesse applicare la norma etica – da lui sottoscritta – dovrebbe dimettersi un istante dopo la sua, eventuale, elezione come presidente di Regione: è imputato per corruzione – in appello, assolto in primo grado con formula piena – per una storia di mazzette”.

Proprio per questo motivo D’Alfonso deve ritirarsi dalla corsa a Governatore dell’Abruzzo, pena la perdita di ogni residua credibilità agli occhi di tutti i cittadini abruzzesi.

Con le primarie ha dimostrato di avere un seguito e di essere stato votato, ma eviti di mettere a repentaglio per l’ennesima volta l’immagine già sporca della nostra martoriata Regione.

Del resto la norma è chiara e lui l’ha sottoscritta, per cui non può non condividerla e deve sottostare a quanto ivi prescritto. Se non dovesse farlo sarebbe – per dirlo alla Sciascia – un “quaquaraquà”.

Fatto Quotidiano 11.03.2014 - didascalia su D'AlfonsoMa il fatto di essere un quaquaraquà non impensierisce più nessuno, tanto che lo stesso Massari conclude così: “Ma qui in Abruzzo – come in gran parte d’Italia – la parola dimissioni ha scarso significato. E senza l’abitudine alle dimissioni, la locuzione questione morale, resta lettera morta. D’Alfonso replica: «Riguardo le mie dimissioni per il codice etico, valuterò con il mio partito e la mia coalizione, alla luce della mia assoluzione: terrò conto di ciò che mi diranno»”.

Ma il PD è come Tafazzi, affetto da una sindrome masochistica sin dalla nascita, per cui c’è da scommettere che sceglierà la strada più autolesionistica.

14 Responses to "CLAMOROSO: Luciano D’Alfonso deve ritirarsi dalla corsa a Governatore dell’Abruzzo"

  1. Francesca da Rimini   12 marzo 2014 at 19:21

    Perchè sono due giorni che non si riesce a pubblicare alcun commento?

  2. Redazione   12 marzo 2014 at 19:23

    Purtroppo siamo stati bloccati per problemi di server, adesso siamo di nuovo a posto.
    Chiediamo scusa a tutti i lettori e ai commentatori.

  3. Anonimo   12 marzo 2014 at 23:13

    Avevo letto dei commenti precedenti che mi avevano basito. Qualcuno diceva che i quasi 10.000 votanti di Pescara erano stati un risultato scarso, che d’Alfonso quantomeno doveva richiamare 40.000 persone. Ma ci rendiamo conto? Pescara quanti abitanti fa? Se si rinnoverà il grande astensionismo che c’è stato in sardegna, a pescara potrebbero votare 45.000 o 50.000 abitanti, quindi D’Alfonso prenderebbe con i suoi 40.000 voti alle primarie, tra l’80 e il 90%. Fatevi due conti prima di sparare cavolate!

  4. Saremo in Tanti   13 marzo 2014 at 9:26

    Secondo me sarebbe auspicabile per il bene dell’Abruzzo e di Teramo che si dimettessero rispettivamente sia Luc…no che Man…a
    Per quanto riguarda la corsa al comune di Teramo, continuo a ritenere che se si fosse candidato Cavallari, persona veramente stimata da tutti, tutto il centro sinistra avrebbe fatto quadrato rimandando a casa brucchi assieme alla sua squadra di inca..ci.
    E invece si è preferito inciuciare con ginoble che appoggia il centro destra per il comune di Teramo, suggerendo di fare fuori cavallari e piazzarci manola, in tal modo liberarsi di quest’ultima dalla regione dove pensa ora di piazzarci il mariani di campli. Che pazzia! A Gin….ble perchè non gli fanno amministrare i condomini?
    Io continuo a pensare che c’è ancora tempo per rimischiare tutto. Via D’Alfonso dalla corsa alla regione, via Manola dalla corsa per il comune di Teramo. E poi ci si siede attorno ad un talovo allargato…………..ed ognuno rinunci alle proprie ambizioni più o meno consolidate per lasciar spazio a persone più preparate per amministrare le istituzioni dalle quali tutti noi ci aspettiamo maggior buon governo.

  5. Carlo C   13 marzo 2014 at 12:01

    Lo ripeto da mesi, a Teramo si vince solo se si presenta come candidato sindaco Cavallari, una persona molto capace, una figura di vera rottura con il passato che aggregherebbe tutte le forze di centro-sinistra in un fronte unico. Così difficile da capire?

  6. Mattia   13 marzo 2014 at 13:31

    Cari amici complottisti, vi do una news top secret oggi M (Manola)’ B (Brucchi)’ G (G…ble) e T (Tancredi) si ritrovano alle 2.47 di questa notte nelle catacombe sotto san Domenico incappucciati e dopo il giuramento di fedeltà all ordine tratteranno del tema più importante: il piano segreto complottistico per far perdere M, far vincere al comune B per non scontentare T e accontentare il Gran Maestro dell’Ordine dei Carbonari G. La loggia poi tratterà nell’ordine i seguenti ordini del giorno: microcip sotto pelle, vaccini al mercurio e infine dulcis in fondo le immancabili scie chimiche. Mi raccomando non fattelo circolare, è un complotto perfetto altro che club bildemberg. Ma fatevi vedere da uno specialista.

  7. malcolmX   13 marzo 2014 at 14:27

    Che peccato quel blocco . . . ne avevo dette….
    Quanti quaquaraqua e quanti piglianculo pronti a scansare la coda.Mi preme ritornate su Giovanni Cavallari. Certa gentaglia seguita a dire sui media che il designato candidato sindaco Cavallari si è ritirato per ragioni”personali e di famiglia” ; niente di più falso, ma il buon Giovanni prima o poi come stanno veramente le cose lo dirà.
    Anticipo: mentre il designato candidato sindato si impegnava a Teramo per formare una coalizione coesa e soprattutto credibile, qualcun altro gli tramava contro (i nomi li conosciamo) ed ora che l’effetto Cavallari si è visto sia sabato che domenica gli stanno facendo “alcune promesse” senza però capite che si trovano di fronte ad una persona seria con una grande dignità.Potranni
    o far venire a chicche e sia, Papa compreso,
    ma le elezioni le perderanno perchè i DC veri la Di Pasquale non la voteranno mai……

  8. malcolmX   13 marzo 2014 at 14:29

    Anche in questo momento non mi è stato possibile entrare.

  9. malcolmX   13 marzo 2014 at 14:42

    Repetita iuvant.
    Quanti quaquaraqua e quanti piglianculo pronti a scansare la coda.Mi preme ritornare su Cavallari.
    Certa gentaglia seguita ad affermare sui media che Giovanni si è ritirato dopo essere stato designato,dall’unione comunale del PD, candidato sindaco, per motivi personali e famigliari. NIENTE DI PIU’ FALSO. Cavallari prima o poi dirà quali sono state le vere ragioni della sua mancata accettazione. Posso anticipoare che mentre lui era impegnato in città nella formazione di una coalizione credibile e coesa, altri, nel partito,gli tramavano contro (i nomi si sanno).Ora che “l’effetto Cavallari” si è visto sia sabato che domenica lo stanno accarezzando con lusinghe e promesse senza però capire che si trovano di fronte ad una persona per bene e con la schiena ben dritta.Potranno portare a Teramo “chicche e sia” Papa compreso , ma le elezioni le perderanno perchè i DC per bene e che sono informati la Di Pasquale non la voteranno mai. . . mai. . . .

  10. Il Fatto Teramano   13 marzo 2014 at 18:31

    Quest’articolo è stato letto, fin qui, 2.112 volte.

  11. anonimo   13 marzo 2014 at 19:42

    La sapete l’ultima? per riempire la saletta che si inaugurerà domani sera stanno telefonando a tutti gli iscritti del PD. Raschiano il fondo del barile. Forza Gianluca.

  12. Anonimo   13 marzo 2014 at 20:15

    Ma chi la complottista Di Pasquale è la stessa che è stata sfiduciata dal gruppo consiliare del Pd guidato allora da Cavallari dovendo dimettersi dalla Commissione di garanzia e stava per lasciare il partito di cui era presidente regionale? Smettetela dai. Pensate ai vostri grandi candidati, Cavallari avrà un ruolo centrale nel nuovo governo regionale in rappresentanza di Teramo state sereni e pensate a cosa vostra. All’ anonima ricordo lo strapieno della sala consiliare quando manola fu presentata con tanta gente comune, anche li tutti iscritti al pd?, ha prove concrete di quanto afferma? Credo proprio di no

  13. anonimo   14 marzo 2014 at 9:27

    Caro anonimo delle 20.o5 forse tu vivi sulla luna.
    Manola sfiduciata e fatta dimettere dalla commissione di garanzia? ma dove ti trovi?….
    Le vedrai le prove concrete , le vedrai…….se conosci Cavallari,credo che tu lo conosca, chiedi direttamente a lui.

  14. Il Fatto Teramano   15 marzo 2014 at 18:32

    Articolo letto 3.287 volte. Finora.

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