Libro: La Collina, rileggendo San Patrignano

Libro: La Collina, rileggendo San Patrignano

La-collina-DeloguIl 30 gennaio 2014 esce il libro “La collina” di Andrea  Delogu e Andrea Cedrola ; dopo quattro giorni già la prima ristampa ed è subito polemica. Nel testo Andrea Delogu racconta la sua vita di bambina a San Patrignano, centro di recupero tossicodipendenti, fondato da Vincenzo Muccioli, morto nel 1995. Su quella collina la vita si svolgeva con ritmi diversi da quelli che normalmente scandiscono la vita nella società; da quel luogo non si poteva uscire, ma per la Delogu bambina quel posto era da favola: Riccardo, Vincenzo Muccioli, era per lei un dio, per quanto i genitori la avvertissero che la realtà era ben diversa. Non si muoveva foglia che Riccardo non volesse; lui dettava regole ferrea, lui aveva consentito il matrimonio tra i genitori di Andrea, lui dava ordini alla stessa bambina, lui infliggeva punizioni anche rigide e spietate in caso di deroga dalle norme; ogni tanto qualcuno veniva portato in macelleria e selvaggiamente picchiato, ma ciò che veniva deciso era comunque giusto. Questo non si vedeva nella collina e di questo non si parlava, ma per la piccola Andrea Riccardo rimaneva un dio benevolo, che  la proteggeva, benché vedesse sui visi di ragazzi disperati vistose ecchimosi. Col tempo è cresciuta la percezione che qualcosa non andasse per il suo verso e, ormai adulta, ha voluto raccontare la sua storia che si intreccia con quella dei suoi genitori, ma anche di tutti i “salvati e sommersi” nella battaglia contro l’eroina.

Nonostante l’infanzia trascorsa in comunità, Andrea è giovane donna solare ed entusiasta della vita, e riconosce di essere stata felice in quella comunità, e di aver  capito solo dopo ( è andata via a dieci anni) che quel dio era uno spietato padre-padrone. Quel locus amoenus , dove si viveva senza soldi, senza vizi, senza differenza tra le persone, a contatto con la natura, ha assunto i contorni più realistici di una prigionia, che, anche se ha salvato molte vite, ne ha perse molte per strada. Quel Riccardo perfetto diventa “un visionario” che concentra in sé troppo potere e ne fa abuso. Ivan, il padre di Andrea, per salvarsi, decide di andare via; di qui il trasferimento della famiglia a Rimini, con tutta la sofferenza della bambina per il distacco da quel “mondo perfetto”; ora, da adulta, riconosce la giustezza della scelta del padre che l’ha salvata proprio mentre stava crescendo. E racconta la sua storia senza rabbia e rancore: i genitori hanno sbagliato insieme a molti; nascere negli anni ’70 è come nascere in guerra. Per diciotto anni ha taciuto, aveva paura; solo oggi è riuscita a trovare il coraggio di parlare, rintracciando molte persone che hanno condiviso quell’esperienza. Ora si è finalmente liberata e inizia la vera vita, fuori di quella “collina”.

Quando si parla di San Patrignano si gioca col fuoco , tanto scotta l’argomento con le sue molte vite coinvolte e altrettante interpretazioni. Tutti ricordiamo le immagini di San Patrignano ,alla morte di Vincenzo Muccioli, immagini di dolore autentico delle centinaia di ragazzi disperati, ma nondimeno il pensiero corre al caso di Roberto Maranzano(nell’opera della Delogu  Sebastiano), il ragazzo che a San Patrignano venne ucciso di botte e poi gettato in una discarica, a centinaia di chilometri di distanza, a Napoli, la sua città. All’inizio si pensò ad un regolamento di conti della malavita, poi qualcuno uscì dall’omertà, e Muccioli venne condannato ad otto mesi per favoreggiamento, gli esecutori dell’omicidio dai sei ai dieci anni, ma mi sembra di ricordare che alla fine nessuno scontò il carcere. Nel corso del processo emersero dati inquietanti : suicidi, violenze, umiliazioni. Il figlio di Maranzano si batte da sempre perché “ venga restituita la dignità a suo padre e agli altri che da quella collina non sono usciti vivi”,ed alta si leva la sua voce del figlio di Muccioli contro il testo della Delogu, accusandola di infamare la memoria del padre benefattore dell’umanità, mentre si divide l’opinione pubblica gettando fango o incoronando d’alloro Vincenzo Muccioli.

La Delogu si difende precisando di non aver aggiunto nulla, ma che tutto quanto raccontato è agli atti, e la polemica continua…

Giovanna Albi

One Response to "Libro: La Collina, rileggendo San Patrignano"

  1. Gianluca   10 marzo 2014 at 22:40

    Per me che sono nato nel 1968, e che negli anni 80 mi facevo, leggere “La collina” è stato un tuffo nel passato; un libro che ha il pregio di ricostruire un periodo storico, gli anni dell’eroina in Italia, e che mi ha fatto entrare con la mente in uno di quei luoghi dove a mio tempo rifiutai di entrare fisicamente: all’interno di una comunità di recupero. E proprio la più famosa. Quella dei fatti dell’81, quella di sole – piatti (la voce era arrivata anche in piazza), quella di Sebastiano…
    Bè, nonostante io non sia proprio “di nido” ho dovuto fare qualche pausa ogni tanto, quando i contenuti si facevano troppo pesanti. Ma alla fine non ci si scandalizza poi troppo di quello che viene raccontato: il pensiero corre ad immaginarsi quant’altro possa essere accaduto in un ambiente così bizzarro e che, per un motivo o per un altro, è rimasto ignoto.
    Non so se il libro farà parlare di sè:, ma sarebbe interessante sapere cosa ne pensano tutti coloro che in quegli anni sono passati di lì. Magari verrebbe fuori anche qualcos’altro di interessante.
    Oltre agli ex tossicodipendenti del secolo scorso ne consiglio la lettura a tutti gli studiosi di storia contemporanea.

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