Riflessione sulla Bellezza

Riflessione sulla Bellezza

canova

«L’umanità può vivere senza la scienza, può vivere senza pane,

ma soltanto senza la bellezza non potrebbe più vivere,

perché non ci sarebbe più nulla da fare al mondo.

Tutto il segreto è qui, tutta la storia è qui».

(F. Dostoevskij)

L’uomo vive un disorientamento di natura esistenziale, infatti come essere finito vi è in lui una compresenza di essere e non-essere, esprimibile in una costante minaccia del nulla. Scriveva il filosofo Tillich: “L’angoscia è la finitezza sperimentata come la propria finitezza”.

Per superare la contingenza e trovare il senso eterno della propria vita, per rendere eterno ciò che è generato, l’uomo ha bisogno della Bellezza e dell’Arte, che nasce dal bisogno della bellezza. La bellezza è quella che ci permette di parlare di una generazione dell’eterno. Quell’eterno che prima non c’era e che qualcuno ha colto e c’è ora per sempre, la bellezza come orizzonte, non come realtà che corrisponde a un canone” (S. Givone).

Baudelaire si chiedeva da dove provenisse la Bellezza: “Tu vieni dal profondo cielo o sorgi dall’abisso,/ o Beltà?(…) O Beltà, che cosa importa,/o mostro spaventoso enorme ingenuo,/che tu venga dal cielo o dall’inferno,/se mi schiude la porta il tuo sorriso/e il tuo piede e l’occhio a un Infinito/adorato ed ancora sconosciuto?”.

Anche se è difficile dare una risposta esaustiva sull’origine della Bellezza, ne facciamo comunque esperienza, essa ci appare all’improvviso in un orizzonte illuminato da un’epifania del nostro essere che si dichiara, in ciò che sperimenta in quell’attimo, eterno. Come se l’istante presente contenesse appunto l’eterno. “Noi siamo come illuminati da qualcosa non importa che questo qualcosa sia bello o brutto, potrebbe anche essere brutto (pensiamo ai mostri di Leonardo, che indagano il ripugnante, l’orroroso), ma si dà a conoscere a noi in modo tale che l’illuminazione ci abbraccia” (S. Givone).

Le Grotte di Altamira in Spagna testimoniano “l’irruzione della bellezza nel campo dell’esperienza umana”. L’uomo, a differenza dell’animale, possiede il ricordo, “costruisce un’immagine che pretende di avere eternamente” che ne racconti la propria esperienza e “gli dia il senso del suo essere al mondo”.

La Bellezza è la realizzazione della mente umana come mente semantica, che attribuisce alle immagini dei significati simbolici, sottraendoci alla pura sopravvivenza per realizzarci come menti pensanti, che non perdono le esperienze nel momento in cui le occasioni svaniscono, ma le salvano dalla contingenza.

L’arte risponde alla domanda sul senso della nostra vita, abita l’eterno e ci sottrae alla paura della morte, della scomparsa del tutto in un “nulla eterno”. Nelle opere d’arte ci resta l’essenza dell’uomo che le ha realizzate, che per questo è diventato una divinità laica. Mortale, eppure eterno.

“L’impressione del bello, del sublime, per quanto benefica, ci turba (…) Circondati da statue antiche, ci sentiamo vivere in mezzo a una natura animata; avvertiamo la gran varietà della struttura umana e siamo ricondotti completamente all’uomo nel suo stato più puro, per cui lo spettatore stesso diventa vivente e puramente umano” (Viaggio in Italia, Goethe).

Maria Cristina Marroni

6 Responses to "Riflessione sulla Bellezza"

  1. Giovanna Albi   3 marzo 2014 at 8:18

    Pregevole riflessione della nostra Cristina,che leggo sempre con estremo piacere. Tema complesso, attinente all’Estetica, risolto con competenza e riferimenti degnissimi. “La bellezza salverà il mondo”.
    Grazie, Cristina, per questa perla.

  2. La grande bellezza   3 marzo 2014 at 12:18

    È sull’onda di queste stimolanti riflessioni che, soggiogato dalla necessità di una soddisfazione estetica, convinto del dovere di ognuno di noi di operare affinché un contributo di bellezza sia emanazione della nostra opera e delle nostre azioni, voterò Manola.

  3. La grande bellezza   3 marzo 2014 at 12:24

    Ad una più accurata riflessione, scegliendo come riferimento modelli di una classicità meno esposta al saccheggio concettuale e per questo ribollente di asimmetrie postprandiali, voterò Brucchi.

  4. Ilaria Celestini   3 marzo 2014 at 15:10

    grazie a Maria Cristina Marroni per questa preziosa riflessione, di grande attualità. Nella società in cui viviamo c’è un immenso bisogno di bellezza, di autenticità, di motivi per cui valga la pena vivere.
    la bellezza è respiro dell’anima, un soffio d’infinito che ci consente di oltrepassare i nostri limiti e ci fa sentire che apparteniamo all’universo…

  5. Chiara   3 marzo 2014 at 15:47

    Mi permetto di osservare che l’articolo della prof. Maria Cristina Marroni è una riflessione dotta e ben documentata sulla categoria estetica della bellezza, senza implicazioni politiche.Quindi questo riferimento al voto politico è del tutto fuori luogo.

  6. Chiara   3 marzo 2014 at 15:49

    L’articolo della prof.ssa Maria Cristina Marroni è una dotta riflessione sulla categoria estetica della bellezza, senza implicazioni politiche. Quindi questo strumentale riferimento al voto politico è del tutto fuori luogo.

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