Il direttore di Teleponte si scaglia contro il Nuovo Teatro Teramo, gli artisti gli rispondono per le rime: “Compromissione e servilismo”

Il direttore di Teleponte si scaglia contro il Nuovo Teatro Teramo, gli artisti gli rispondono per le rime: “Compromissione e servilismo”
Bene comune copertina
Foto di Elena Di Marco

 

Botta e risposta tra Antonio D’Amore, direttore della Tv Teleponte (di proprietà di Aldo Di Francesco, immobiliarista con procedimenti penali in corso per truffa) e i lavoratori dello spettacolo del Nuovo Teatro Teramo. Tutto nasce da un editoriale che D’Amore scrive su un settimanale e posta poi sulla sua pagina di facebook:  Per quanti sforzi io abbia fatto, quello che è successo all’ex Oviesse resta, per me, la disperata ricerca di una visibilità pubblica, da parte di un sottobosco nen identificabile di personaggi in cerca di autore”. Poi, rincara la dose non preoccupandosi minimamente di offendere tutte le persone che da oltre un mese portano avanti, tra mille difficoltà, questa iniziativa: “A parte Enrico Melozzi (che un suo curriculum ce l’ha davvero) io, che pure faccio il giornalista da trent’anni a Teramo, farei fatica a definire artisti gli altri, a meno che per arte non si intenda quello spirito un po’ bohèmien che ci fa considerare artisti anche i madonnari”.

Serranda NTT
Foto di Elena Di Marco

Non mi stupisce la sua arringa” scrive il pittore Marco Rodomonti, uno dei principali artefici del NTTrivela un provincialismo tutto teramano fatto di una minuscola visione della società, non dovrei nemmeno rispondere, ma ne sento il dovere morale verso chi l’ascolta, una goccia di libertà intellettuale sopra tanta compromissione e servilismo… una semplice questione linguistica… i contenuti non sono nemmeno da prendere in considerazione. Demagogia da quattro soldi o qualcosa di più”.

Gli fa eco Yuri Tomassini: “L’occupazione dell’ex Oviesse ha avuto e continua ad avere a detta dei promotori lo scopo di riaffermare la destinazione\riconversione ‘artistica’ di quei luoghi come in origine. È straordinario che le più severe stroncature a questa inziativa vengano e continuino a venire da chi non si occupa d’arte, cioé cinema, arti figurative, teatro etc. E sopratutto da chi in quelle due settimane di laboratori e iniziative in quel posto non solo non c’ha messo piede ma non ci è passato neanche vicino in bicicletta”.

La fotografa Elena Di Marco, che in queste settimane ha raccontato attraverso le sue immagini tanti momenti del Nuovo Teatro Teramo toccando il cuore di molti, scrive: “Antonio hai fatto veramente tante cose, tranne venire a conoscerci! Mi stai giudicando senza aver visto quello che faccio”.

Alessandro Nosenzo
Il concerto del cantautore Alessandro Nosenzo al NTT
Grazia Scuccimarra
L’attrice Grazia Scuccimarra incontra gli occupanti
Fiona Sansone2
L’attrice Fiona Sansone durante uno spettacolo per i bambini fuori dai locali dell’ex Ovs
Laboratorio pittura
Laboratorio di pittura per i più piccoli tenuto da Marco Rodomonti nei locali dell’ex Ovs

A sgombero avvenuto è il turno dei “normalizzatori”. “Professionisti”, perché come sente la necessità di specificare, lei, signor Antonio D’Amore, è un “giornalista professionista” – dice Silvia Di Gregorio  Così”professionista” da cercare di dare il “colpo di grazia” a quella che è stata e continua ad essere una bella realtà senza mai essere entrato in quello spazio. Lei dice che non le basta una pitturata ad una serranda per vedere quel “tocco di originalità che cambia colore al mondo” ed è vero, non basta, peccato che lei faccia un ottima descrizione di tutto quel che è accaduto fuori da quella serranda, li dove si è fermato lei e tutti coloro che hanno alimentato la ressa che è proliferata intorno all’accaduto. Nella ressa di politici e giornalisti che hanno cercato di strumentalizzare i fatti o semplicemente di far crescere lo share delle loro modeste trasmissioni. Nella ressa del risentimento di coloro che vedono il nuovo soltanto come una minaccia. Nella ressa dei pennaioli che si limitano magari con frasi ben costruite e citazioni ad effetto a descrivere l’esistente così come percepito dalla maggioranza. Una rassicurante descrizione delle cose che occulta ogni segno di rinnovamento possibile. D’altra parte mettersi in discussione ,sappiamo tutti, che è esercizio difficile e spaventoso. Quindi meglio non varcare quella soglia. Dire che non è accaduto nulla. Una semplice rissa di persone in cerca di visibilità ed in malafede. Niente di nuovo. Peccato che questa forse sia la vostra realtà, quella che alimentate voi che siete rimasti lì fuori a giudicare e che quello che lei scrive con riferimento al Nuovo Teatro Teramo sia falso. Sono stata diverse volte in quegli spazi e certo non si respirava quel clima di cui lei parla..tutt’altro. coloriHo visto persone desiderose di mettersi in gioco, di mettere a disposizione le proprie competenze ed idee, di creare uno spazio dove le diverse arti potessero incontrarsi, uno spazio accessibile a tutti in cui dialogare e confrontarsi creando bellezza. Ma forse queste parole le sono troppo estranee. Non si chiede come mai Melozzi e la Scuccimarra, per dirne due, che sono artisti riconosciuti (o forse per lei no?), abbiano sostenuto ed espresso solidarietà per quest’iniziativa? Sa con quanta fatica e duro lavoro si arriva ad essere riconosciuti in quanto “artisti”? Crede che poi si sia così facilmente disposti a dare dell’artista al primo venuto o ad usare a sproposito parole come arte e bellezza? A che pro poi avrebbero alimentato situazioni inautentiche? Chiudo ricordandole, visto che si sta parlando di teatro, e lei ha definito queste persone fondamentalmente dei “mancati artisti” in cerca di visibilità, degli sconosciuti (solo perché lei che parla di Teramo da 30 anni non li conosce), che una , se non la, realtà teatrale del ‘900, l’Odin Teatret, è stato fondato 50 anni fa da un gruppo di attori rifiutati dalle accademie di teatro. Questi attori erano e sono persone che ,ai tempi, molti consideravano degli emeriti sconosciuti,gente senza titoli e forse anche lei, se fosse stato coevo, li avrebbe definiti tali , guardati con sospetto o semplicemente ignorati, e che invece con la loro passione e creatività hanno cambiato radicalmente ed in maniera imprescindibile la storia e il modo di fare teatro del secolo scorso. La invito almeno a frequentare i posti di cui poi intende scrivere, da professionista quale si definisce..ma anche a guardare nel sottobosco di cui parla con tono di supponenza perchè è lì che in vero spesso la terra è più fertile. Per il resto, la descrizione del marciume morale che mina politica e sociètà civile non fa una piega ma nel riferirlo all’iniziativa che riguarda gli ex locali dell’Oviesse prende, se si può dire così, un grosso abbaglio”.

19 Responses to "Il direttore di Teleponte si scaglia contro il Nuovo Teatro Teramo, gli artisti gli rispondono per le rime: “Compromissione e servilismo”"

  1. Mauro   13 febbraio 2014 at 9:17

    “Il temperamento artistico è una malattia che affligge i dilettanti.”

    GILBERT KEITH CHESTERTON, Eretici, 1905

  2. Santacruz   13 febbraio 2014 at 9:41

    Spett.le Il Fatto Teramano,
    ribadisco quanto ho già fatto presente in un precedente mio post, che l’aver associato il sottoscritto, ovvero il mio pseudonimo, ad un soggetto che dal tenore dei commenti che appaiono – pur non essendo stato mai esplicitamente nominato il cognome (nella sua interezza) – appare come inequivocabilmente identificato, è in realtà un clamoroso abbaglio.
    Per doverosa correttezza (anche nei confronti della Vostra redazione, per quanto possa sembrarVi impossibile), ho ritenuto nuovamente di dover sottolineare quanto sopra.
    Per l’ultima volta.
    Buon lavoro.
    Santacruz

  3. CALIMBA   13 febbraio 2014 at 13:47

    HA RAGIONE D’AMORE. SU TUTTO. E LE VOSTRE RISPOSTE LO CONFERMANO

  4. Bertrand   13 febbraio 2014 at 13:49

    Anche se sono lontano dalla mia città da qualche mese seguo con passione le vicende teramane ed abruzzesi…. tutte! E quella dello spazio Oviesse sgomberato è stata una delusione. Il fatto è che si vuole imbrigliare anche la ‘creatività’. – una parola che si usa sempre più raramente-. Dalla creatività può nascere arte, e può nascere cultura, come da un sottobosco possono nascere fragole, dolcissime e spontanee. Constato amaramente che la cultura a Teramo è divenutao oramai solo un fatto di immagine e apparenza di cui parlano oratori rabboniti, un po’ alla Giuliano Ferrara. È cultura, certamente, quella proposta dalle mostre dell’ARCA, ma la cittadinanza non frequenta il posto e non va a vedere le mostre…… La cultura lì proposta non diviene quindi lo strato connettivo che potrebbe portare benefici alla città, quella componente positiva descritta da Ruskin. Ed è cultura quella proposta ‘per i gggiovani’ dal nostro assessore? L’ultimo concerto di fine anno in piazza Martiri è stato davvero schifo popolare, con vomiti, bestemmie di un cittadino medio portato lì con fiasco di pessimo vino e freddo ad ascoltare …. Vittorio il fenomeno e Stellina. Ah si, anche Morselli e l’altro per una mezz’ora. Ma a teramo non c’è un Conservatorio? Sarebbe stata un’eresia organizzare un concerto eseguito con gli allievi del Braga? Di musica anche leggera o in jazz? Credete che si sarebbe spesa la stessa somma? O che i cittadini non sarebbero andati ugualmente in piazza, magari ad ascoltare cose un po’ più edificanti? Evidentemente ai nostri amministratori piace decidere anche sulla ‘creatività’, per una cultura tutta uguale e preconfezionata, e che non faccia troppo pensare!!! Ai nostri amministratori piacciono le fragole di serra, tutte belle, tutte uguali ed impeccabili nella forma, che nascono quando si vuole….. ma che non hanno sapore, ne’ danno nutrimento.

  5. ARTISTA   13 febbraio 2014 at 13:56

    Marco Rodomonti, Yuri Tomassini, Elena Di Marco e Silvia Di Gregorio….’ngulo: Guttuso, Fellini, Toscani e la Merini

    AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAH

    all’Oviesse non c’è stata la bellezza, ma quale arte? per quindici giorni aveta fatto “LA CORRIDA” dilettanti allo sbaraglio….

    D’Amore ve lo ha detto in faccia, chapeau

  6. Bertrand   13 febbraio 2014 at 14:05

    @ARTISTA lei ha letto mai una biografia seria su Modigliani? Se vivesse oggi I ‘benpensanti’ come lei l’avrebbero già crocifisso.

  7. Il Fatto Teramano   13 febbraio 2014 at 14:33

    Sig. Santacruz, a questo blog non interessa chi sia lei veramente. Speriamo lo abbia capito. Se alcuni lettori hanno intuito chi si nasconde dietro il suo pseudonimo non è un problema nostro. Noi la invitiamo a scrivere ancora, per noi lei è un valore aggiunto, una risorsa anche se non condividiamo le sue idee (ammesso che siano davvero “sue idee”). Per noi lei è e resterà SANTACRUZ, LA VOCE DEL POTERE (DEVIATO). Grazie.

  8. Santacruz   13 febbraio 2014 at 15:48

    Spett.le Il Fatto Teramano,
    siete una redazione falsa – e lo siete in maniera ridicola e goffa – perché scaricate solo su chi pubblica commenti la responsabilità di aver affibbiato la mia identità ad un altro, ben sapendo che voi stessi avete per primi postato ad arte riferimenti propedeutici ad ingenerare la certezza che io sia chi pensate voi (pertanto siete i principali responsabili per aver concesso l’appiglio ai pochi che vi seguono, per attaccare qualcuno che con me ha in comune solo la volontà di evidenziare la vostra pochezza).
    Siete doppiamente falsi – ergo doppiamente ridicoli e goffi – perché mi invitate a continuare a scrivere sul vostro sito solo per salvarvi dall’appurata evidenza di non essere un blog libero, salvo di fatto auspicare la defenestrazione del sottoscritto con illazioni legate a fantomatici mandanti (“detentori del potere deviato”) delle mie idee, perché solo così potete arginare la presenza di qualcuno (io) che oggettivamente vi fa il culo botta a botta.
    In realtà voi siete atterriti da un libero cittadino (sempre io), che manifesta quello che la stragrande maggioranza dei teramani pensa di voi e, per questo, mettete a credere a qualche povero allocco che io sia un “venduto” o uno “schiavo”, mediante il furto della titolarità di un pensiero libero di cui gli altri per forza non possono essere titolari sol perché non la pensano come voi.
    Ritengo non meritiate la qualità di interventi (i miei), che vi hanno garantito un riscontro appena accettabile da parte del pubblico (in buona sostanza siete niente, ma grazie a me siete stati qualcosina… ma qualcosina proprio, senza che vi montiate la testa).
    D’altronde basa vedere che da quando non ho più postato interventi, da tre giorni a questa parte, i commenti pubblicati da altri sono diminuiti dell’80% (e questi sono numeri e non opinioni, come tali inconfutabili).
    Quindi se volete che io scriva ancora qui, mi dovete pagare.
    Siccome so che non lo farete, me lo dovete chiedere per favore e garbatamente e forse potrei prendere in considerazione la possibilità di intervenire ancora, comunque raramente.
    Diversamente io su Il Fatto Teramano non scriverò più, o lo farò solo nei momenti di estrema noia della mia vita.
    Cioè quando non avrò niente, ma proprio niente altro da fare.

  9. Chef   13 febbraio 2014 at 15:58

    sperando che sia veramente l’ultima volta, ma ho grossi dubbi, è triste guardare un trippone di tal fatta che si affanna e si dimena.

  10. VERITAS   13 febbraio 2014 at 16:04

    Secondo me l’Oviesse non l’hanno lucchettata per mandare via gli artisti, ma per proteggere le opere d’arte…in questo sito si aggira quello che “sa tante cose” sui vasi rubati in Provincia…perché le telecamere di Catarra non funzionavano, quelle del negozio vicino alla Provincia invece sì…

    ATTENTI AI QUADRI

  11. Anonimo   13 febbraio 2014 at 17:14

    A me cussù mi sta su lu cazz per questo mi pesa il doppio ammettere che ha ragione. Sarà lu panzon o chi volete voi ma non riesco a trovare niente di sbagliato di quello che dice

  12. Assunto in cielo   13 febbraio 2014 at 17:35

    È come se, nel giudicare una battaglia sindacale, si volesse stabilire la sua giustezza dal grado di qualifica dei protagonisti: Tizio non è un operaio bravo ma solo apprendista, Caio pulisce per terra quindi tecnicamente non è un “operaio”, Sempronio va bene…

    Che c’entra?

    Non è possibile discutere sulla sostanza invece che spipparsi sulla “artisticità” degli occupanti?

    Ok, non sono “artisti”. E quando mai lo diventeranno? chi lo sarà mai in una città che non li prevede?

    A chi deride, magari con qualche appiglio più che solido i singoli personaggi e i comportamenti di quei giorni: avete mai pensato che i vostri figli potrebbero avere un qualsiasi talento costretto ad inaridire e mortificarsi in questa città?

    È normale che si spianino e cementifichino ettari di terreno per stadi e centri commerciali, che si costruiscano rotonde di diversa geometria ovunque, che imponenti e ventennali lotti zero ci accolgano tronfi, che centinaia (centinaia) di milioni di euro siano dissipati dal nostro (nostro) istituto di credito, che ogni giorno altri milioni di euro si volatilizzino inutilmente nell’etere di una sanità appena sufficiente, questo e altro ma… è scandaloso che dei teramani rivendichino degli spazi per la cultura, un teatro in centro!

    Quale assurdità! Un teatro in centro! Ma dove si è mai sentito?

    C’è l’ipogeo (vi giuro: nessun riferimento al direttore sopra più volte evocato), ci sono supermercati a momenti pure dentro al Duomo, c’è una filiale di banca ogni isolato… ma un teatro?! Un teatro è una bestemmia.

  13. una mamma   13 febbraio 2014 at 18:20

    Ho portato mio figlio lì. Ho letto le parole scritte da D’Amore e le ho trovate cattive
    indignata

  14. Anonimo   13 febbraio 2014 at 21:19

    Sono veramente indignato nei confronti di un pallone gonfiato che sputa veleno contro tutti, contro ogni iniziativa si ha in questa città, ma guarda caso, non parla mai male di Tancredi-Chiodi-Gatti. Servo vergognati!
    Cosa facevano di male questi ragazzi? E’ meglio adesso che ci sono i lucchetti in quell’edificio che non si riaffitterà mai.
    Lei servo non è un teramano, un teramano non parla male di iniziative lodevoli.
    E’ stato costretto a parlar male in quanto sta per scadergli un’altra cambiale che ha firmato a Brucchi.
    Io penso che più servo di quest’uomo non possa esistere sul pianeta.

  15. Anonimo   14 febbraio 2014 at 11:21

    Il direttore che si è permesso di scrivere queste cose, scrive ancora come se fosse nel 2004. Scrive ancora come se a Teramo non ci fossero i movimenti, non ci fossero i blog liberi. Mi spiace direttò…sei in ritardo. Non ce la puoi fare sta volta. 10 anni fa Teramo era diversa. Ora sta cambiando. E la prima cosa che abbiamo capito che tu eri falso come una banconota da 3 euro, e che scrivi su commissione dei politici, per cercare di indirizzare le idee della gente. Basta guardare chi paga la pubblicità sul tuo giornalino da 4 mila lire scadute, per capire che sei uno strumento dell’attuale maggioranza. Mi domando che fine farai quando chi stai sostenendo perderà le elezioni…che fine farai? Spero una brutta fine, con una mela in bocca, servito come porchetta al prossimo evento elettorale. Te lo meriteresti.
    Chi rischia la fedina penale per fare azioni culturali, anche eclatanti, merita il rispetto di tutti. E in particolare di chi ha l’arte della penna, meriterebbe il rispetto di chi sa scrivere. Questo dimostra che chi ci nasce con quella testa non la cambia. Sei un poveraccio. Triste. E ti sei mangiato tutto.

  16. D'Amore chi?   14 febbraio 2014 at 16:38

    Ma D’Amore è per caso quel signore sovrappeso che parecchi anni fa fece la sua fortuna con una vertenza milionaria all’allora editore del Messaggero, Gardini? Tutto legittimo, ci mancherebbe. La sua fu una vertenza giusta sul mancato pagamento da giornalista, il lavoro che svolgeva per il Messaggero. Sfruttamento=vertenza. Ok.
    Ma anni dopo il sig D’Amore – memoria corta con il suo giornale, e stavolta si trovava nel ruolo di Gardini – si è dedicato allo sfruttamento da 5 euro a pezzo (forse anche meno) ai giornalisti del suo quotidiano. Aveva dimenticato forse da dove era venuto…
    Basta e avanza per non avere alcun rispetto per questa persona.

  17. CALIMBA   14 febbraio 2014 at 18:28

    Ma davvero il signor Christian ha fatto campagna elettorale per Catarra e Tancredi? che brutta cosa!!!!! NO NO NO NON SI FA….SI PREDICA BENE E SI LECCA MEGLIO?
    E LA MOGLOIE STA CON RABBUFFO? MA NON SI ERA CANDIDATA CON FORZA ITALIA???

  18. CALIMBA   14 febbraio 2014 at 18:33

    SIGNOR POMANTE…QUESTE SONO LE LISTE CHE L’APPOGGIANO?????

    COMPLIMENTI

    GRANDEEEEEEEEEEEEE

  19. Anonimo   15 febbraio 2014 at 10:43

    CALIMBA – perché non la organizzi tu una bella lista in appoggio a Pomante se ne sei capace? Provaci!
    Se ti fanno schifo tutti i candidati delle liste che appoggeranno Pomante, potrai votare in testa, cioè solo a Pomante senza esprimere nessuna preferenza per i candidati ed hai risolto il problema. Ti prego non parlar male di persone che ci stanno mettendo l’anima per cacciare brucchi e la sua squadra di incapaci. Quando questa operazione sarà riuscita ti vorrò incontrare.

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