Mostra: Attrazioni. Sul collezionismo

Mostra: Attrazioni. Sul collezionismo

Non sappiamo perché, e che mai siamo venuti a fare quaggiù: quindi, cerchiamo di passare il tempo nel modo più consono ai nostri gusti. Io non ho altra morale; anzi, sono pronto ad applaudire chi, nato per fare il collezionista di francobolli o di porcellane, non ha che questo scopo nella vita. Egli ha raggiunto la vera felicità.

Arrigo Cajumi, Pensieri di un libertino

 In Sant’Agostino il principio dell’ “Est Deus in nobis” conferma l’idea immanentistica del divino nell’opera dell’uomo. Per lui “la bellezza –nell’interpretazione che ne dà Ugo Spirito- è unità e il mondo in quanto uno e armonico non può non essere essenzialmente bello. Vivere della bellezza e dell’arte è vivere dell’armonia divina in una esperienza estetica che è insieme esperienza mistica”.

Nel disordine intellettuale della società moderna, che si muove nell’incertezza, nell’oscurità e nell’equivoco, l’arte ha il potere di ricomporre l’equilibrio per dare all’individuo una nuova filosofia di vita.

Il collezionismo è passione e la passione rappresenta la gioia di vivere. È la scoperta di qualcosa che ti rende felice, perché appaga il desiderio della Bellezza, escludendo la volgarità della parola possesso. “Nutro una profonda avversione per la parola proprietà. E credo che nessuno possieda nulla . Noi, i collezionisti, siamo invece dei custodi, dei guardiani al servizio dell’umanità” (Nasser D. Khalili).

“Mi son guardato in uno specchio ardente convesso e mi son visto non più grande d’un pugno di polvere” scrive Mario Praz, che, nella consapevolezza della caducità della vita, realizza attraverso la sua collezione l’impronta della propria anima nella Casa della vita. Attraverso gli arredi e gli oggetti di Palazzo Primoli il noto anglista traduce il sentimento “di chi mai è riuscito a trasfondere durevolmente se stesso nell’amore di un altro essere, ma si è consegnato, come in una splendida prigione alla materialità delle cose”.

“Con questi frammenti ho puntellato le mie rovine” (T. Eliot), così nei mobili, nei quadri, nel più minuto degli oggetti resiste il sogno di un’altra epoca, che si vuole far rivivere con la forza e l’urgenza della gloria passata.

Le collezioni mostrano una egoistica e gelosa affezione e segnano un amore inesausto. Gli oggetti d’arte traducono un amore appassionato e sensuale, come nel rapporto armonico tra una nota e l’altra in una elaborata sinfonia.

La mostra Attrazioni. Sul collezionismo, a cura di Umberto Palestini, riflette sul ruolo del collezionismo privato, che trasferisce negli oggetti un’idea, un’immagine ben precisa, sottesa a quella specifica acquisizione. Il collezionista prova a riassumere il ritmo della realtà, percettibile solo a grandi linee, nella calma e nella fermezza dell’oggetto d’arte, che ristabilisce la compostezza dell’Essere.

L’esposizione presenta opere di artisti di diversa estrazione (ARMAN, Domenico Bianchi, Alighiero Boetti, Loris Cecchini, Sandro Chia, Gianluigi Colin, Gino De Dominicis, Nicola De Maria, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Luigi Ghirri, Piero Gilardi, Leslie Krims, Antonio Marchetti, Fabio Mauri, Aldo Mondino, Shirin Neshat, ORLAN, Mimmo Paladino, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Piero Pizzi Cannella, Luigi Presicce, Salvo, Mario Schifano, Santiago Sierra, Sandy Skoglund, Ettore Spalletti, Giuseppe Stampone), provenienti da collezioni private locali.

I collezionisti hanno esaudito, attraverso gli artisti, il personale desiderio di trattenere la Bellezza, con le opere che assurgono a obijets de vertu. Ogni opera esposta traccia un’impronta della personalità del proprietario. È lui che ha scelto, è lui che ammira, è lui che racconta attraverso l’opera il proprio Io. E, come attraverso uno specchio convesso, vede la propria anima e la propria vita rimpicciolite e ricomprese nell’opera.

Qualche anno fa Nasser D. Khalili, uno dei più noti collezionisti al mondo, alla domanda su come riconoscere un buon collezionista, rispose così: “Perché si possa definire tale, deve soddisfare cinque criteri: comprare opere d’arte in maniera intelligente; conservarle; studiarle; pubblicarle (in libri e cataloghi) ed esporle. Se, invece, le opere vengono acquistate esclusivamente per il proprio piacere, non si tratta di un collezionista, ma piuttosto di un egoista che quale unico interesse ha la soddisfazione del proprio ego. Perché il collezionista ha una grandissima responsabilità, quella di preservare e custodire le opere in modo che possano essere ammirate da tutti”.

Nella condivisione, nel dialogo aperto con il pubblico è la magia dell’arte, altrimenti meglio chiamarlo possesso.

 

Maria Cristina Marroni

Galleria fotografica e foto di copertina a cura del fotografo e artista Giampiero Marcocci.

ATTRAZIONI. Sul collezionismo
a cura di Umberto Palestini

L’ARCA – Laboratorio per le arti contemporanee
Largo San Matteo, Teramo

14 dicembre 2013 – 09 marzo 2014
orari: martedì > domenica 16 > 19

ingresso libero

2 Responses to "Mostra: Attrazioni. Sul collezionismo"

  1. Giovanni   8 febbraio 2014 at 14:47

    Complimenti all’amministrazione comunale di Teramo per aver iniziato i lavori di Largo San Matteo nel periodo della mostra. Un turista non riuscirebbe neppure a vederne l’entrata! Questo è il modo di valorizzare le eccellenze. Ma iniziarli prima o dopo la fine dell’esposione no?

  2. Dottoressa   8 febbraio 2014 at 15:55

    Un po’ di respiro dopo giorni e giorni di “schifo” offerto dal panorama politico regionale… Grazie

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