Harley Davidson 2014 Electra Glide e serie Street

2014-Harley-Davidson-Ultra-Limited-3Fino ad una quindicina di anni fa, per gli appassionati motociclisti di mezzo (anzi, di tutto il mondo) la sola idea di una Harley Davidson raffreddata a liquido era un’eresia. Le Harley dovevano rigorosamente restare uguali a sé stesse, uguali a quelle prime bicilindriche che nel secondo dopoguerra attraversarono l’oceano per far bella mostra di sé anche da noi imponendo un’idea di moto vistosa, pesante, potente, tutto il contrario delle italiane e delle inglesi che erano agili e leggere. Oggetti apparente fermi agli Anni Cinquanta, dunque.

Poi è arrivata la VRod, una Harley talmente diversa e rivoluzionaria da essere immediatamente confinata in una categoria a parte: gran motore progettato da Porsche, cavalleria sovrabbondante e tiro da aviogetto ne facevano e ne fanno tuttora un modello molto “americano”, molto muscolare ma forse non vicinissimo ai cuori degli appassionati delle moto custom e delle Harley in particolare. La VRod era ed è raffreddata a liquido, appunto.

Però quando un pensa alla Harley non pensa alla VRod, pensa piuttosto a quelle moto cromate, classicissime nelle linee, arroganti nell’immagine, con quel rumore di scarico caratteristico – gli americani dicono che suoni “po–ta–to po–ta–to” – al punto che la Casa l’ha brevettato. L’harleysta, dunque, è soggetto molto tradizionalista, perciò quando, ad esempio, nel 2005, per contenere le emissioni, sono stati presentati i primi modelli ad iniezione agli aficionados è quasi venuto un colpo (pensate che ancora oggi i modelli a carburatore sono ricercatissimi di seconda mano, ed esistono addirittura kit per riportare a carburatore moto nate ad iniezione).

harley-davidson-street-750In realtà, dopo l’esperienza della VRod, troppo rivoluzionaria anche se ha tuttora una nicchia di appassionati, specie in Germania, Harley ha compreso che la tecnologia deve esserci, ma è meglio che… non si veda. Così le moto di Milwaukee, negli anni, model year dopo model year, sono state sempre più affinate, migliorando telai, freni, sospensioni, affidabilità per renderle pienamente fruibili anche da chi, comprando una motocicletta nel 2014, vuole che vada, appunto, come una moto del 2014 e non come una del 1954, anche se le assomiglia parecchio. Paradigma di questa filosofia è lo Sportster, esteticamente immutato – a prima vista! – dal 1954, in realtà parente solo molto molto alla lontana della progenitrice, con al quale non ha in comune neppure un bullone.

In questo filone si inserisce il Project Rushmore, un piano di innovazioni tecnologiche che Harley ha implementato su tutta la gamma 2014, soprattutto i modelli di fascia alta, comprendente fanali a led, sospensioni migliorate, aggiornamenti ai propulsori. E tra i modelli di fascia alta, la regina è lei. L’Electra Glide, la granturismo all’americana. Moto grossa, pesante, da ampi spazi, con una personalità fortissima, l’Electra offre un comfort di assoluto riferimento in termini di protezione dall’aria, sospensioni e comodità della sella (o della poltrona?): l’immagine parla da sola.

Ebbene, nell’ambito del Project Rushmore la Electra è stata dotata non solo di navigatore satellitare, impianto multimediale con Bluetooth e connessione telefono, carenatura anteriore e borse ridisegnate, ma anche e soprattutto di raffreddamento a liquido. La finalità è di assicurare, appunto, un miglior raffreddamento delle testate del motore, a beneficio della sicurezza, dell’affidabilità e delle prestazioni.

In ossequio alla filosofia per cui la tecnologia meno si vede, meglio è, il sistema è contenuto nei paragambe, ossia in quegli schermi che come nelle Electra precedenti riparano le gambe del pilota da aria e pioggia e che in questo caso ospitano anche i radiatori del liquido di raffreddamento: si tratta quindi di un ammennicolo invisibile, ma utile che inoltre, in caso di avaria, si esclude automaticamente ed il motore torna ad essere un normale bicilindrico raffreddato ad aria.

Alla guida, in verità, non si avverte grande differenza rispetto ad un modello “ad aria”, sebbene il Costruttore dichiari una più incisiva progressione alle medie velocità (ad esempio, la ripresa da 90 a 120Kmh). Ci si chiede se questo sistema, per ora montato solo sull’Electra Glide Ultra Limited, potrà essere esteso alle altre Harley: al momento, non è previsto anche perché negli altri modelli il “trucchetto” dei paragambe non può essere utilizzato in quanto solo l’Electra Glide li monta. Ciò comporterebbe che i radiatori sarebbero “a vista”, il che susciterebbe sdegno e riprovazione negli harleysti DOC che ne vedrebbero sfigurata l’estetica sopraffina del mezzo.

Il sistema adottato sull’Electra riguarda solo le testate del motore: ma Harley s’è spinta oltre con la serie Street, proposta nelle cilindrate 750 e 500 (quest’ultima, non in Italia). Si tratta di motociclette moderne a tutti gli effetti, il cui look è solo in parte nostalgicamente legato alle Harley classiche, rispetto alle quali hanno pure un costo più contenuto: si prevede che la 750 costerà all’incirca 7500 Euro, come la concorrenza giapponese, mentre la Sportster, finora modello più economico, parte da 9100 Euro pur avendo prestazioni inferiori.

È una grande scommessa per la Casa, che all’innovazione tecnologica aggiunge l’ampliamento “in basso” della gamma, rinunciando così ad un po’ di esclusività e forse pure, guardando il design delle nuove nate, ad un po’ di personalità. Molti le hanno già bollate come “non Harley Davidson” oppure come “Harley da donne”, per via del peso e delle dimensioni più… umani rispetto alle Harley classiche.

Come abbiamo già scritto, l’harleysta è molto restio e diffidente nei confronti delle innovazioni, dunque a Milwaukee certamente si aspettavano queste reazioni, ma è parimenti certo che la Casa con le Street non punta a chi ha già un’Harley, ma ad un motociclista diverso, forse meno romantico ma più orientato al value for money ed alle prestazioni. Difficilmente chi ha una Sportster la cambierà con una Street, mentre per peso, ingombri e facilità di guida le Street potrebbero essere le moto ideali per cominciare o “fare il salto” dallo scooter o dal 125.

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