Nuovo Teatro Teramo: a proposito di Cultura, di Democrazia e di Legalità

Nuovo Teatro Teramo: a proposito di Cultura, di Democrazia e di Legalità

di Christian Francia

Ho letto con piacere sul blog IduePunti (che i teramani non finiranno mai di ringraziare per questi tre anni di passione civile) l’intervento di Fabrizio Primoli, che può essere considerato come l’unico esponente cittadino – fra coloro che sostengono e vedono con favore l’operato degli organi di governo della Città di Teramo – che riesce ad esprimersi (pure in italiano) e ad articolare un pensiero lineare (ogni riferimento a Marco Tancredi e agli altri pesci rossi-muti della maggioranza consiliare è puramente casuale).

primoli brucch parrucca Primoli, nell’articolo intitolato “A proposito di Cultura”, svolge un ragionamento che mi permetto di sintetizzare: l’occupazione dei locali dell’Ex-Oviesse non ha niente a che vedere con la «bellezza» e con la «cultura», gli occupanti sono dei maleducati pieni di boria, l’occupazione è un reato e, in quanto tale, non può essere giustificata nemmeno se fatta in nome della cultura perché la legalità viene prima di tutto.

Secondo Primoli chi fa arte, chi fa cultura, chi fa associazionismo deve fornire “il proprio contributo in maniera lecita e con il cappello in mano”. Cioè rispettando innanzitutto la legalità e osservando la regola della sudditanza, della subordinazione e del servilismo nei confronti di chi comanda e gestisce soldi pubblici e opportunità per conto dei cittadini.

Per Primoli la cultura non deve mai prescindere dal suo più diretto attributo: l’umiltà (…) si agisce in maniera rispettosa (…) si chiede il permesso, bussando alla porta, per entrare in casa d’altri o per utilizzare cose che non sono proprie” e soprattutto “La cultura non ha bisogno di urlare, né di violare le leggi”.

Infine Primoli lancia la propria “excusatio non petita” in favore di Brucchi, che si traduce nella “accusatio manifesta” dell’operato di una giunta comunale che definire pessima sarebbe un’offesa per i pessimi: “è altrettanto innegabile che la situazione disastrosa in cui versano le casse di tutti i Comuni, in questo nostro Paese, ha rappresentato un fortissimo vincolo che, di fatto, ha finito per mortificare ogni ulteriore iniziativa dei nostri amministratori in campo culturale”.

1) Legalità. Tutti sanno quello che Giovanni Giolitti sintetizzò nel detto: “Per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano”. Il diritto è sempre stato tirato per la giacchetta a fini di strumentalizzazione politica e, nel caso dell’occupazione dell’Ex-Oviesse, sia Brucchi che Primoli plaudono all’applicazione delle leggi. Me ne compiaccio.

Anzi, tanto me ne beo che sposo “toto corde” la linea Brucchi-Primoli, per cui chiedo e pretendo “ad horas” da parte degli organi preposti (cioè tecnici comunali, dirigenti comunali, direttore generale del Comune, avvocatura comunale, Sindaco, Prefettura, Questura, Vigili del Fuoco, ASL, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Procura della Repubblica, Corte dei Conti, Difensore Civico regionale, Ispettorati vari e tutti coloro che devono garantire la sicurezza pubblica, l’igiene pubblica, l’incolumità pubblica e quant’altro) l’accertamento della legalità delle seguenti situazioni:

A)  gestione dei rifiuti comunali da parte della società Teramo Ambiente S.p.A. (è noto che il Comune e la Te.Am. non abbiano mai sottoscritto il contratto/convenzione, per cui la gestione dei rifiuti sarebbe totalmente illegittima ed integrerebbe anche delle ipotesi di reato ai sensi delle vigenti leggi penali). In caso di riscontro negativo si chiede la immediata interruzione delle attività svolte dalla società Te.Am. se ed in quanto svolte in nome e per conto del Comune di Teramo.

B)  adeguamento e messa a norma, ai sensi di ogni normativa vigente, di tutte le scuole di proprietà del Comune di Teramo (è noto che quasi tutte le scuole comunali siano carenti di molte certificazioni obbligatorie, che la legge qualifica come cogenti, relative alla sicurezza degli edifici, alla antisismicità, all’igiene, alla presenza di barriere architettoniche, alla sicurezza dei luoghi di lavoro, all’impiantistica, alle linee elettriche, alle uscite di sicurezza, alla gestione del calore, alle porte e finestre, ai mobili, ai bagni, ad ogni arredamento interno e quant’altro). In caso di riscontro negativo si chiede la immediata chiusura di ogni scuola che non dovesse risultare integralmente rispondente alle prescrizioni di legge (non è solo una questione di legalità, ma anche di sicurezza dei nostri figli: vedasi la recente esplosione della scuola di Piano d’Accio).

picasion.com_e7a6acf4282f83b0cb720a1afa346141C)  adeguamento e messa a norma, ai sensi di ogni normativa vigente, di tutti i sette impianti sportivi di proprietà del Comune di Teramo (è noto che quasi tutti gli impianti sportivi comunali siano carenti di molte certificazioni obbligatorie, che la legge qualifica come cogenti, relative alla sicurezza degli edifici, alla antisismicità, all’igiene, alla presenza di barriere architettoniche, alla sicurezza dei luoghi, all’impiantistica, alle linee elettriche, alle uscite di sicurezza, alla gestione del calore, alle porte e finestre, ai mobili, ai bagni, ad ogni arredamento interno e quant’altro). In caso di riscontro negativo si chiede la immediata chiusura di ogni impianto sportivo che non dovesse risultare integralmente rispondente alle prescrizioni di legge (non è solo una questione di legalità, ma anche di sicurezza di tutti gli sportivi e, anche in questo caso, sembra che le società sportive teramane gestiscano in maniera illegittima tutti i sette impianti sportivi comunali, non avendo sottoscritto nessuna formale convenzione in merito).

D)  adeguamento e messa a norma, ai sensi di ogni normativa vigente, di tutti gli edifici di proprietà del Comune di Teramo, ivi compresi le sedi degli uffici comunali e ivi compreso l’intero stabile sede del cine-teatro comunale (è noto che quasi tutti gli edifici comunali siano carenti di molte certificazioni obbligatorie, che la legge qualifica come cogenti, relative alla sicurezza degli edifici, alla antisismicità, all’igiene, alla presenza di barriere architettoniche, alla sicurezza dei luoghi di lavoro, all’impiantistica, alle linee elettriche, alle uscite di sicurezza, alla gestione del calore, alle porte e finestre, ai mobili, ai bagni, ad ogni arredamento interno e quant’altro). In caso di riscontro negativo si chiede la immediata chiusura al pubblico e ai dipendenti di ogni edificio comunale che non dovesse risultare integralmente rispondente alle prescrizioni di legge (non è solo una questione di legalità, ma anche di sicurezza degli utenti).

Questo per quanto attiene alla sola legalità, e mi aspetto che Fabrizio Primoli pubblichi quanto prima un articolo che invochi la legalità in queste ed altre situazioni di competenza comunale, al fine di non ingenerare il fastidioso sospetto che la legalità si invochi solo per alcune situazioni (gradite alla maggioranza politica che ci governa) e non per tutte le altre (sgradite alla medesima maggioranza di governo).

In via subordinata, nel caso non si svolgessero tutti gli accertamenti necessari e non si fornissero le opportune rassicurazioni in merito, si chiede che il sindaco – per ragioni di equità e di pari trattamento di questioni similari – provveda egli stesso a riaprire i locali dell’Ex-Oviesse e a renderne libera la fruizione da parte dei cittadini tutti.

2) Democrazia. Fabrizio Primoli non sembra vivere a Teramo, né in Abruzzo, né in Italia. Appare piuttosto come uno svedese che parli in un contesto di normalità e di convivenza civile. Pare insomma che lui non sappia quale sia la situazione attuale che attraversa la nostra Città/Regione/Nazione.

Prescindo in questa sede dall’inoltrarmi sul concetto di proprietà e di altruità (che Primoli utilizza in maniera molto disinvolta parlando di “spazio altrui”, come se l’Ex-Oviesse non fosse di proprietà dei 55mila residenti del Comune di Teramo e Brucchi potesse disporne a proprio piacimento e a prescindere dalla volontà popolare).

Voglio invece concentrarmi sulla necessità o meno, nel contesto che viviamo, di usare maniere poco ortodosse e magari toni poco eleganti (auspicabili in situazioni di normalità). L’occupazione dell’Ex-Oviesse deve essere letta come l’ultimo atto d’amore nei confronti della propria terra, atto compiuto da ardimentosi innamorati delle proprie radici per ragioni genetiche, familiari, sociali e culturali. Ardimentosi che hanno inteso tentare l’ultima carta prima di accingersi ad abbandonare Teramo per approdare in paesi più civili e in contesti sociali e professionali molto migliori.

Enrico Melozzi, che da più parti vedo inondato di sputi virtuali, se n’è già andato da anni, vive fuori dall’Abruzzo, produce cultura fuori dall’Abruzzo, produce ricchezza fuori dall’Abruzzo, riceve attestazioni di stima e di ammirazione direttamente dal Ministro della Cultura, viene omaggiato in Europa e nel mondo da Istituzioni culturali solo un poco più prestigiose di quelle teramane.

Mauro Baiocco vive fuori da Teramo, lontano dalla propria famiglia, e produce cultura e ricchezza fuori da Teramo.

Molti di noi e di voi hanno parenti e pezzi della propria famiglia fuori da Teramo e dall’Italia (me compreso), non per il gusto di visitare città e Paesi, ma perché qui non c’è oggi nessuna speranza che i nostri figli rimangano a vivere a Teramo e, sebbene Primoli viva tranquillo con il suo lavoro, si può essere abbastanza sicuri che i suoi figli lasceranno questa città perché Teramo sta chiudendo.

In questa situazione drammatica, che ogni teramano conosce per esperienza diretta, parlare di modi, di toni, di umiltà e dell’opportunità di lavorare “con il cappello in mano”, ha lo stesso effetto di un rutto plateale al capezzale di un malato terminale.

Quanto alla democrazia, Primoli è esattamente l’ultimo a poter parlare. Se ben ricordo, infatti, al tempo della vicenda del referendum sul vecchio stadio comunale, disquisimmo pubblicamente sulla necessità o meno di un regolamento comunale per la disciplina del referendum. Quando però l’Amministrazione comunale – sull’onda della pressione popolare – procedette all’approvazione del regolamento referendario, Primoli non scrisse nulla né segnalò la propria indignazione per il fatto che 5.000 firme di cittadini teramani (regolarmente raccolte con i crismi dettati dal segretario comunale) venissero cestinate e venisse violata platealmente la volontà popolare di esprimersi circa la destinazione di quell’area.

Il Comune proseguì pervicacemente e antidemocraticamente per la cementificazione del vecchio stadio, che oggi sarebbe stato raso al suolo e cementificato se non fosse intervenuta la Prefettura di Ascoli (non di Teramo!) ad impedire lo scempio.

Primoli, che è non è digiuno di diritto, dovrebbe sapere che la sovranità appartiene al popolo (art. 1 della Costituzione), eppure non mi sembra di leggere fra le sue parole nemmeno un rigo per condividere la richiesta del Comitato “Nuovo Teatro Teramo” di indire una consultazione pubblica affinché siano i cittadini democraticamente a decidere la destinazione dei locali Ex-Oviesse.

La democrazia si esercita ogni giorno e Brucchi ha dimostrato in questi cinque anni di esserne particolarmente allergico, perfino quando se ne chiede inutilmente l’aspettativa da dipendente della ASL in quanto in conflitto di interessi con il proprio ruolo di membro del Comitato ristretto dei sindaci che controlla la ASL stessa, persino quando il comitato “Varrassi sLoggia” ha raccolto oltre 8.000 firme per chiedere l’allontanamento di Varrassi e lui ha taciuto nella sua tripla veste di interessato alla vicenda.

3) Cultura. La cultura che Primoli auspica, quella “con il cappello in mano”, mi mette molta tristezza e mi fa pure schifo. La cultura o è libera o non è. Non sta né a me, né a Primoli, né a Melozzi giudicare la cultura, perché la cultura si giudica da sola e sono gli operatori culturali stessi a giudicare il loro eventuale successo o la loro riuscita.

Quello che invece compete a chi amministra la cosa pubblica è di favorire e promuovere coloro che fanno cultura, coloro che si impegnano per la città GRATUITAMENTE e forniscono servizi a vantaggio di tutti i cittadini, cioè esattamente quello che ha iniziato a fare il Comitato “Nuovo Teatro Teramo” da 18 gennaio scorso, quando ha riabitato i locali vuoti dell’Ex-Oviesse, dando vita a decine di concerti, assemblee, dibattiti, laboratori e iniziative a 360 gradi che migliaia di cittadini (migliaia!) hanno già dimostrato di apprezzare entrando in quei locali, partecipando alle iniziative, manifestando la propria vicinanza fisica e virtuale (oltre che con le firme).

E invece Brucchi ha fatto mandare forze di Polizia in numero esorbitante sin dal giorno dell’occupazione (a spese nostre), agenti che singolarmente presi mandavano i propri figli ai laboratori di pittura che si tenevano proprio dentro a quei locali che Brucchi chiedeva di presidiare come luogo di reati.

Da ultimo Brucchi ha chiesto ed ottenuto che venissero sgomberati e sequestrati quei locali che fino al mese precedente ospitavano regolarmente un esercizio commerciale aperto al pubblico, senza nemmeno dialogare con gli occupanti. Se questa è democrazia…

Il senso dell’intervento di Primoli offende la città e la umilia, dalle sue parole dovrebbe dedursi che:

– Elso Simone Serpentini, che ha commosso Teramo con un discorso che resterà negli annali (http://www.ilfattoteramano.com/2014/01/22/ex-oviesse-serpentini-savonarola-incanta-teramo/), è uno sprovveduto, è uno che fa cultura senza il cappello in mano (questo è vero, ma è un complimento), è un delinquente che appoggia gente che commette reati;

– Luigi Ponziani, direttore della Biblioteca provinciale, è uno sprovveduto e un fiancheggiatore di delinquenti;

– Grazia Scuccimarra, che ha commosso la città con le sue parole di saggezza, è una complice di gesti eversivi e di azioni criminali che con la «bellezza» e con la «cultura» non hanno niente a che vedere;

– Sandro Melarangelo è un pericoloso sobillatore di popolo.

Il dibattito è aperto.

8 Responses to "Nuovo Teatro Teramo: a proposito di Cultura, di Democrazia e di Legalità"

  1. Teramano Medio   5 febbraio 2014 at 20:06

    Francia,

    ma tu vuoi davvero un dibattito? Se lo avessi voluto, avresti cercato di leggere con attenzione cosa ha scritto Primoli e avresti cercato di riflettere, invece di mettere i puntini sulle “i” con la boria pazzesca che caratterizza molti degli scritti di questo blog.

    E ti prego, Francia: non facciamo di Melozzi e Baiocco due eroici emigrati che tornano dal fronte per difendere la propria terra martoriata dal nemico. Al massimo attraversano il traforo del Gran Sasso.

  2. Teramano Medio   5 febbraio 2014 at 20:32

    Melozzi e Baiocco, eroici emigranti che attraversano l’impervio traforo del Gran Sasso, per liberare la loro amata terra dall’acerrimo nemico.

  3. Anonimo   5 febbraio 2014 at 23:11

    Che cretino questo sindaco. Ci poteva fare campagna acquisti con questi ragazzi. Poteva assencondarli. Poteva comprarseli per quattro soldi e, invece, ha scelto la linea dura. Mussolini…………Povero cretino. Questo gesto ti porterà fuori dal palazzo di città e non ci rientrerai più. Alla porta sarai accolto con sputi.

  4. disilluso   6 febbraio 2014 at 2:14

    “Mauro Baiocco vive fuori da Teramo, lontano dalla propria famiglia, e produce cultura e ricchezza fuori da Teramo.”

    Mauro Baiocco si guadagna da vivere, come tanti docenti, nella scuola come professore a tempo determinato annuale. Per sua (e solo SUA) scelta, nella lotteria della definizione della Provincia in cui fare domanda di docenza nelle ultime graduatorie, ha scelto L’Aquila. Scelta rispettabile, naturalmente. Ma forse avventata e sbagliata. Se avesse scelto Teramo, lavorerebbe nella Scuola Media D’Alessandro, nella quale infatti lavora una collega con minor punteggio di lui (oer di più, ironia della sorte, pendolare da L’Aquila. Ma non potevano telefonarsi al momento della scelta delle sedi?). Se avesse scelto Pescara, addirittura, sarebbe passato di ruolo. Va bene tutto, ma farlo passare per un “martire della cultura” costretto ad andarsene dalla famiglia ce ne vuole. Francia, ci sei o ci fai?

  5. marco   6 febbraio 2014 at 6:08

    ma primoli chi? il democratico che scrive le poesie per la lega monarchica? monarchica! e che ne sa di democrazia?
    un uomo con età culturale vetusto/ultracentenaria quando ne aveva si e no venti di anagrafica?
    ommioddio… ma per favore!!

  6. Giovanni   6 febbraio 2014 at 9:45

    Alcune considerazioni:
    L’arte (che la parola cultura è assolutamente fuorviante), o presunta tale, è rivoluzionaria; quando non lo è, ed è asservita ad un potere, è una contraddizione in termini;
    l’arte, o sedicente tale, non è ordinaria, nè educata, nemmeno colta: è un anelito, come mangiare, scopare, defecare;
    Quelli che la giudicano, nel buio delle loro anguste stanzette mentali, o sono nel solco di Wilde (che però era, lui, un artista)oppure sono come Narciso di Hesse: “Ma tu, hai mai vissuto?”

    Infine non tutto, anzi poco, di quello che è accaduto nel NTT mi è piaciuto, ma gli autentici atti vandalici sono di un potere che ha considerato operazione “culturale” la costruzione di un centro commerciale, che considera “culturale” la sagra delle virtù, che “alla parola ‘cultura’ io sparo”: sì, cazzate

  7. Carlo che nin vota più   6 febbraio 2014 at 14:46

    https://www.facebook.com/photo.php?v=277745969050183&set=vb.100004443459888&type=2&theater
    https://www.facebook.com/photo.php?v=277745969050183&set=vb.100004443459888&type=2&theater
    Caro Primoli questo è il rispetto che ha Brucchi per la proprietà degli altri, procurando infiltrazioni negli scantinati di questo stabile.
    La magistratura opportunamente informata non è intervenuta.

  8. Carlo che nin vota più   6 febbraio 2014 at 14:56

    Scusate ma il secondo link è questo
    https://www.facebook.com/photo.php?v=277745969050183&set=vb.100004443459888&type=2&theater

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