APPELLO ai consiglieri d’Abruzzo: “L’esempio è pedagogico!”

foto_miaMentre è ancora fresco l’inchiostro sugli avvisi di garanzia che hanno colpito gli eletti della Regione Abruzzo, inizia tempestivo il controcanto mediatico di numerosi assessori-consiglieri e del governatore Chiodi sul complotto ad orologeria tramato dalla magistratura. Oltre a ricordare che il centro destra è andato al governo della Regione sulla scia delle indagini che travolsero la giunta di centrosinistra Del Turco, e allora nessuno gridò al complotto, occorre evidenziare in merito ai tempi come Chiodi e gran parte del consiglio siano state vittime della loro stessa ingordigia.

Poche settimane fa infatti, a tempo regolamentare scaduto, Chiodi ergendosi ad arbitro della partita e calpestando ogni regola istituzionale ha decretato per l’intero palazzo i tempi supplementari fissando al 25 Maggio p.v. il giorno delle votazioni per il rinnovo del consiglio regionale. Una proroga di ben cinque mesi rispetto alla naturale scadenza della consiliatura.

Per i quarantacinque consiglieri regionali e per tutto il cucuzzaro una manna dal cielo in tempi di crisi e frigoriferi vuoti, un vero e proprio atto di solidarietà corporativa a spese del benestante cittadino.

Per la nostra Regione, seriamente, cinque mesi di prorogatio, di agonia, di immobilismo a prescindere, prevedibilmente interrotto dal rinnovo di qualche nomina dirigenziale. In altre parole la semplice continuazione dei cinque anni passati.

Va da sé che senza questa arbitraria decisione i cittadini abruzzesi avrebbero già potuto votare in Dicembre ed oggi, nessuno dei consiglieri seduti ancora in poltrona, ma quella di casa, potrebbe gridare controvento al complotto.

Accantonando valutazioni del tutto personali sul “lussurioso” governo che ha fatto strame della questione morale, la cosa che più strabilia sono le motivazioni diffuse all’opinione pubblica alla base del rinvio, tutte riconducibili a ragioni di risparmio di denaro pubblico frutto dell’accorpamento delle elezioni regionali con quelle europee, il cosiddetto election day.

In sostanza il messaggio è sempre lo stesso: lo facciamo per voi, non siete né cornuti né mazziati!

Certo è che questa improvvisa attenzione per le casse pubbliche del centro destra stride parecchio alla luce della nuova rimborsopoli e sorprende non poco. Soprattutto se ci ricordiamo che a Maggio di soli tre anni fa, tutto il Pdl, nel tentativo non riuscito di far saltare il quorum referendario, alzò le barricate per impedire l’accorpamento delle elezioni amministrative (15/16 Maggio) con i referendum sull’acqua pubblica, sul nucleare e sul legittimo impedimento che poi si svolsero il 12 Giugno. Election day che avrebbe fatto sì risparmiare soldi pubblici per ben 300 milioni di euro.

Nonostante questo, perché non concedere il beneficio del dubbio e fingere di credere alla buona fede del governatore? Proprio per rafforzare le nobili finalità di risparmio a sostegno della proroga e sgomberare il campo da malevoli pensieri che insistono sulla rettitudine di tutti i componenti del consiglio regionale, sarebbe interessante lanciare un APPELLO ad ognuno di loro:

RIFIUTATE E LASCIATE NELLE CASSE REGIONALI LE INDENNITÀ DEI PROSSIMI CINQUE MESI.

Se non tutte almeno la metà, una mancia a propria coscienza (sic!). In base ai dati elaborati da lavoce.info sul bilancio 2012, considerato che un solo consigliere costa 194.000 euro l’anno (circa 80.000 a testa in cinque mesi), si tratterebbe per le casse pubbliche regionali di un risparmio di ben 3.637.500,00. Una cifra che, visto i tempi che corrono, permetterebbe di fare moltissime cose, non ultimo sarebbe una boccata d’ossigeno per molte micro imprese borderline tra la sopravvivenza e la morte.SCHEMA

Quindi se è vero, a loro dire, che l’election day permetterà un risparmio di denaro pubblico di 8 milioni di euro, cosa impedisce a Chiodi e a tutti i componenti del consiglio regionale di farne risparmiare ai cittadini abruzzesi ulteriori 3,6 milioni?

Quale occasione migliore, quindi, per tentare di riscattare fin da subito la propria immagine agli occhi del cittadino? Per una volta ognuno degli eletti all’assemblea regionale ha tra le mani l’opportunità, con un gesto tangibile, di dare nuova forma alla propria credibilità individuale e distinguersi da quanti hanno contribuito al degrado delle istituzioni.

Si tratta semplicemente di dare un piccolo esempio e di essere coerenti con la propria moralità, troppo spesso celebrata a parole e mai nei fatti. Non sarà la panacea di tutti i mali della politica, ma continuo ad essere convinto che l’esempio sia l’unico mezzo per chiedere e pretendere reciprocità e mai come adesso, la forza del gesto individuale può risultare trascinante e contagiosa per la maggior parte dei politicanti di lungo corso. Se non altro avrebbe il merito, se mai ce ne fosse ancora bisogno, di evidenziare ancor di più il loro vergognoso attaccamento al privilegio.

Riccardo Mercante

One Response to "APPELLO ai consiglieri d’Abruzzo: “L’esempio è pedagogico!”"

  1. ARMANDO   1 febbraio 2014 at 10:04

    Buongiorno, sono veramente d’accordo, mi unisco alla voce accorata e alla richiesta di LASCIARE I PROPRI STIPENDI NELLE CASSE REGIONALI PER QUESTI 5 MESI!!! E DI UTILIZZARLI PER AIUTARE E INCENTIVARE LE FASCE DEBOLI, LE IMPRESE E I CITTADINI ABRUZZESI!!!
    Sarebbe, anche qui condivido pienamente con l’autore, un atto di buon esempio, farebbe bene, a loro, alla loro credibilità e darebbe un segnale che veramente le cose stanno cambiando e magari ci sentiremmo meno distanti e ci invoglierebbero a fare altrimenti, dare il BUON ESEMPIO!!! Grazie!!

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