Non mandate a casa i professionisti del sociale

comunità montanaGentile redazione,

siamo delle professioniste che da anni lavorano nel servizio sociale gestito dalla “Comunità Montana Laga zona M” per i Comuni di: Cortino, Torricella Sicura, Civitella del Tronto, Campli, Valle Castellana e Rocca Santa Maria, avente sede principale in Torricella Sicura di Teramo.

Come tutti sanno, le CML sono state soppresse, per essere convertite in Unione dei Comuni. Tutte le Comunità Montane della provincia, gestite da persone rispettose e civili,  hanno provveduto ad effettuare tale conversione, in tempo utile, tutelando i lavoratori dell’Ente e soprattutto garantendo una prosecuzione dei servizi. Si precisa che, il Servizio Sociale si occupa di persone indigenti, minori, anziani, disabili etc… Scusate, non abbiamo sottolineato questo per voi della redazione, ma per quelle persone che ad oggi ancora gestiscono il nostro ente e che non hanno ancora capito, nell’ arco dei decenni che il servizio sociale non si occupa di nettezza urbana e dunque, non può essere trattato alla stessa stregua di un semplice servizio di igiene ambientale.

Vi chiederete da dove nasca la nostra acredine nei confronti di questi illustri personaggi, brevemente cercheremo di chiarire l’arcano.

Il servizio sociale in questione è composto da un’equipe nella quale operano n. 1 coordinatore, n.3 assistenti sociali, n 1 sociologo e n. 1 consulente psicosociale. I territori sui quali si svolge il nostro lavoro sono fortemente svantaggiati, con una popolazione variegata e di difficile gestione per ovvi motivi, anche logistici. Questo servizio opera da circa 15 anni sul territorio montano, gli operatori oltre ai notevoli disagi dovuti alla vastità del territorio, sono sempre stati sotto remunerati, con nessuna garanzia lavorativa – contratti atipici senza alcuna garanzia – oltre che nessun rispetto per le loro professionalità e per la loro persona. Innumerevoli sono stati i casi d’ ingerenze politiche da parte dei vari assessorati, nei confronti del lavoro svolto dagli operatori sociali: borse lavoro elargite ad personam e non per i reali requisiti, intromissioni in procedure di tutela minorile, richiami scritti se non si ottemperava secondo le loro modalità e tempistiche, al fine di non disturbare i potenziali elettori – il maggior movimento si è sempre ravvisato a ridosso delle elezioni regionali, provinciali, comunali etc.. – , per finire poi con la sparizione di fondi destinati al servizio sociale, guarda un po’, serviti o per il servizio smaltimento rifiuti o per gestire altre situazioni, che non hanno mai avuto nulla a che vedere con la tutela e la salvaguardia degli indigenti o dei minori o di chi di quel servizio si fidava.

Ci si chiederà: “Voi operatori dove eravate? Cosa avete fatto?” Noi operatori abbiamo accettato la riduzione dei nostri compensi, abbiamo messo la nostra faccia e la nostra professionalità a garanzia degli utenti, davanti ai tribunali, in casa delle persone, negli uffici delle ASL, presenziando innanzi l’abitazione del presidente della Regione, abbiamo urlato, abbiamo pianto, abbiamo rischiato, abbiamo accettato compromessi, abbiamo rinunciato ad avere un futuro pensionistico, abbiamo creduto in quello che facevamo, con la piena speranza che qualcosa sarebbe cambiato, che qualcosa avrebbe smosso le coscienze di queste persone, che qualcuno avesse riconosciuto il nostro lavoro, il nostro valore, ma soprattutto la nostra utilità nella vita delle persone più sole, nelle case nelle quali nessuno vorrebbe mai entrare. La nostra ricompensa per anni è stata quella di ricevere i ringraziamenti da un bambino e dalla sua famiglia per avergli garantito un futuro, tutelandolo in una casa famiglia; si perché il servizio sociale non mangia i bambini, non siamo comunisti, neanche fascisti, siamo persone con una dignità e convinte che ogni persona debba essere rispettata solo perché è una persona, al di là del colore, della razza della provenienza. La nostra ricompensa e la spinta ad andare avanti fiduciosi, l’abbiamo ottenuta grazie agli anziani che riconoscenti, nei loro tuguri ci hanno accolti e ci hanno permesso di aiutarli, comprendendo loro, i limiti dettatici dall’alto delle sale consigliari e comunali, da persone che per anni ci hanno solo saputo chiedere di “tirare la cinghia” … ma signori non si può “tirare la cinghia” e fare i contabili, quando abbiamo un bambino maltrattato, quando un anziano vive ancora nella grotta di Betlemme, quando ancora c’è qualcuno che non ha acqua corrente e luce elettrica, quando una adolescente gravemente malata continua a vivere in una casa fatiscente, dove l’acqua non proviene dal rubinetto ma sgorga spontaneamente dalle pareti del soggiorno. Abbiamo affrontato giorno dopo giorno, per anni questo lavoro, vessati dalla continua paura di poter perdere il lavoro, di dover lottare per ottenere l’ovvio, aspettando IL CAMBIAMENTO!

Il cambiamento è arrivato. Le comunità montane chiuderanno! Bene ci siamo detti, ora finalmente si ragiona, ci sarà l’unione dei comuni, tutto andrà meglio, ci saranno finalmente i fondi destinati al sociale da impiegare veramente per il sociale!

 Signori il cambiamento è stato: LE COMUNITA MONTANE CHIUDONO, LA NOSTRA COMUNITA’ MONTANA CHIUDE, VOI TUTTI A CASA. È STATO INDETTO UN BANDO DI CONCORSO PER LE VOSTRE PROFESSIONI, MA CI SIAMO DIMENTICATI DI DIRVI CHE LE VOSTRE QUALIFICHE NON CI BASTANO. CERCHIAMO ALTRO. CERCHIAMO UN ELENCO DI PROFESSIONISTI CON PARTITA IVA –così è più facile gestire in autonomia chi e per quanto tempo mi serve –DA INSERIRE IN UN ELENCO, DAL QUALE A PIACIMENTO, NOI DECIDEREMO DI CHIAMARE. SCUSATE CI SIAMO DIMENTICATI DI DIRE CHE LA FIGURA DELLO PSICOLOGO NON SERVE PIU’. IN FONDO NON AVEVAMO MAI CAPITO A COSA SERVISSE REALMENTE LO PSICOLOGO,  SOPRATTUTTO DI CHE AUSILIO PUO’ ESSERE PER I MINORI E LE DONNE ABUSATE O PER I DIVERSAMENTE ABILI O PER I MALATI PSICHIATRICI, SI E’ DECISO CHE POSSIAMO FARNE A MENO, IN FONDO SOCIOLOGO, ASSISTENTE SOCIALE O PSICOLOGO CHE DIFFERENZA FA.

È accaduto che il 30.12.13, in un incontro “massonico”, il Commissario della Comunità Montana – si, è commissariata da circa due mesi vista la soppressione dell’ente ed il commissario altri non è che il vecchio Presidente della CML – unitamente a qualche altra illustre figura di riferimento, ha deciso come detto sopra, di emettere il bando di concorso all’insaputa di tutti e per tutti si intende tutti, persino i sindaci dei rispettivi comuni sopra citati.

Il giorno 02.01.2014, abbiamo ricevuto gli auguri di buon anno, apprendendo su internet, che il bando era pubblico e noi saremmo tornati a casa. Ci siamo attivati, abbiamo chiesto udienza all’Ill.mo Presidente della Regione – ora capiamo che probabilmente era preso da pensieri ben più importanti per lui – senza alcun risultato, abbiamo inviato mail all’Ill.mo Assessore Gatti e Ill.mo Assessore Masci, ma probabilmente  abbiamo sbagliato l’indirizzo mail o la nostra posta si è rifiutata di inviare il messaggio, in quanto non abbiamo avuto risposta. Ma qualcosa è accaduto, forse telepaticamente gli illustri politici hanno ricevuto delle energie positive da noi, tanto da far emettere una variazione al bando emesso in data 02.012.14 con scadenza 15.01.14, dopo la scadenza però, così sarebbe risultato più lecito,  perché sapete con i super poteri politici tutto è possibile, tranne salvare un territorio dallo squallore  e preservare dei posti di lavoro a chi per anni con abnegazione si è dedicato alla propria professione.   

Essendo professionisti del sociale e non illustri politici, ma essendo anche persone dotate di un cervello e non poveri sprovveduti, abbiamo recepito chiaramente il messaggio: “le elezioni si avvicinano, la campagna elettorale è aperta ergo, bisogna garantire degli sponsor sul territorio”.

Non osiamo fare nomi, ma se tutta la vicenda è giunta fino in Regione – e di questo siamo certi – e dalla Regione stessa, fuoriescono dettami circa questa nuova modalità di gestione dei servizi sociali territoriali, è ragionevole pensare che i nostri posti di lavoro siano stati “svenduti” per una manciata di voti, a nocumento di un immenso territorio montano che in altri momenti non è mai interessato a nessuno. Sottolineiamo come detto sopra, che noi siamo civili cittadini, non comunisti, non fascisti, non centristi, non … siamo persone che lavorano e che hanno una coscienza.

Ringraziamo gli unici interlocutori politici e non, di questa gravosa vicenda, che hanno avuto la sensibilità di ascoltarci e di aiutarci per quanto di competenza ad ognuno di loro: Sindaco di Cortino Gabriele Minosse, Sindaco di Valle Castellana Vincenzo Esposito, Assessore Comune di Campli Sandro Mariani ed il nostro Coordinatore Prof. Giovanni Di Giacomantonio.

Questo servizio sociale sarà operativo fino al 31.01.14. Nessuno ci ha comunicato quale sarà il nostro futuro e quello di centinaia di persone che ad oggi sono seguite da noi.

Ci scusiamo per esserci dilungate nel racconto, ma la nostra amarezza è profonda, come anche il nostro sconcerto, davanti a tanta tracotanza da parte degli organi politici, che tanto si riempiono la bocca con il welfare, termine sconosciuto a tutti loro. Il welfare si vive non può essere appreso leggendo un libro.

Certi di un Vostro interessamento Vi ringraziamo.

Dott. Simona Di Vitantonio  mob. 340.2981185

 Dott. Sabrina Melozzi mob. 346.8613954

Dott. Paola Nunziata Fedele

Dott. Maddalena Malizia

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