Ex Oviesse: Brucchi assedia gli artisti con le forze dell’ordine. Era necessario?

Ex Oviesse: Brucchi assedia gli artisti con le forze dell’ordine. Era necessario?

Una serranda che non riesce ad essere alzata (video), le forze dell’ordine, sotto una pioggia battente, che impediscono ai cittadini di entrare nei locali dell’ex Oviesse occupata da un gruppo di artisti, la bellezza che non può attendere. Si parla, si suona, si esprime in ogni modo possibile il diritto sacrosanto di avere delle risposte da un’amministrazione che dovrebbe rispondere e non lo fa, che dovrebbe ascoltare e non lo fa, che dovrebbe esserci e invece manda a dire che la serranda non si alza per nessun motivo, pena lo sgombero. Per quanto leggi, norme sulla sicurezza e il lavoro delle forze dell’ordine vadano rispettati, ci sono motivazioni etiche che non possono e non devono rimanere inascoltate: i ragazzi e le ragazze che da ieri occupano pacificamente i locali dell’ex Ovs in Corso S. Giorgio chiedono in fondo di portare un po’ di luce in una città in penombra, chiedono di riconsiderare l’ipotesi che gli enormi spazi adiacenti al teatro comunale vengano nuovamente affittati a negozi tutti uguali (o adibiti a megastore cinesi), chiedono di alzare la serranda e, con tutta l’accortezza possibile, mostrare ai cittadini desiderosi di entrare le opere d’arte esposte all’interno, di permettere loro di ascoltare un concerto, anche solo semplicemente di confrontarsi con il dialogo, che non è una pratica violenta e, da che mondo è mondo, è sempre stato solo costruttivo.

Il sindaco, Maurizio Brucchi, al posto di recarsi nei locali dell’ex Ovs e discutere pubblicamente con gli artisti occupanti si limita a dire, in maniera quantomeno inopportuna e fuoriluogo, che si tratta solo di campagna elettorale.Schermata 2014-01-18 a 20.59.05

Intanto, però, nei prossimi giorni si apriranno le buste del bando che assegnerà i locali dell’ex Standa, poi Ovs, ad un altro privato con il rischio concreto che quegli spazi, di proprietà del comune, tornino ad essere utilizzati per scopi commerciali e non culturali e artistici. Una eventualità che in tanti in città vorrebbero scongiurare.

MelozziPer queste e per molte altre ragioni, in questa giornata teramana fredda e piovosa, i ragazzi e le ragazze del Nuovo Teatro Teramo (artisti e non, ricercatori universitari e professionisti in diversi settori) sono rimasti lì e lì rimarranno – controllati a vista – a chiedere delle pacifiche, sacrosante, risposte.

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