Pomante: “Caro Melozzi, l’idea del Premio al cittadino che denuncia l’illegalità e il malaffare mi piace”

Pomante: “Caro Melozzi, l’idea del Premio al cittadino che denuncia l’illegalità e il malaffare mi piace”

Nei giorni scorsi il Fatto Teramano ha ospitato un intervento di Enrico Melozzi che invitava a valutare la possibilità di istituire un riconoscimento, con cerimonia pubblica e premio in denaro, per quei cittadini che, avendo denunciato o collaborato con la giustizia, determinino una condanna ed il conseguente recupero di somme nei confronti di chi si è macchiato di fatti di rilevanza penale o di illeciti di natura amministrativa o contabile. Ecco la risposta che ci ha inviato il candidato Sindaco di Teramo Gianluca Pomante.

GIANLUCA POMANTE

Caro Enrico e cari Cittadini teramani,

La denuncia all’Autorità di un qualsiasi illecito nel quale si viene coinvolti o alla cui perpetrazione si assiste, anche involontariamente, costituisce un preciso obbligo di ogni cittadino. Il Comune, per incentivare la crescita della coscienza civica e dell’autodeterminazione, può certamente, nell’ambito della propria autonomia regolamentare e statutaria, istituire un premio che persegua tale obiettivo, offrendo anche assistenza legale e psicologica a chiunque dovesse trovarsi a sostenere delle battaglie legali nell’interesse della città.

Mi piace molto l’idea di un Premio che abbia come obiettivo quello di dare un segnale forte al cittadino, di rassicurarlo sulla presenza dello Stato, sulla condivisione, soprattutto da parte di chi amministra la cosa pubblica, di quelle regole di civile convivenza. Regole che spesso, purtroppo, attraverso il tristissimo fenomeno della corruzione e del malaffare, sono messe in discussione proprio da chi dovrebbe farle rispettare, da chi, nella sua posizione, dovrebbe aiutare le persone e non opprimerle, stimolare idee e crescita e non clientele. 

Legalità, trasparenza, onestà, rispetto delle regole comuni da parte di tutti devono essere alla base di tutte le nostre iniziative. Tutte. Ecco perché questa idea mi piace.

Un Premio che sia soprattutto il simbolo della rinascita di una società che ormai da troppo tempo non ha il coraggio di farcela da sola e si è rassegnata a vivere all’ombra di strutture verticistiche e clientelari che non hanno mai avuto, in realtà, alcun potere se non quello conferito dal cittadino stesso, con la propria paura, con il proprio atteggiamento servile, con la propria tolleranza.

Occorrerà individuare delle regole ben precise e restrittive per l’accesso al Premio e ai connessi benefici anche economici, per evitare che l’incentivo alla segnalazione di situazioni sospette possa tradursi in una caccia alle streghe. Con le dovute accortezze sarà possibile strutturare un’iniziativa che sia finalizzata alla crescita della coscienza civica del cittadino e alla trasparenza delle condotte in ogni settore, pubblico e privato.

Iniziative analoghe sono già state sperimentate con successo in altre realtà e sarebbe quindi doveroso, per una città che annovera tra i suoi figli più amati una medaglia d’oro al valore civile, attivarsi in tal senso, magari abbinando l’assegnazione del Premio alla celebrazione annuale del suo eroe.

Io credo che sarebbe bello anche dare un Premio a chi semplicemente si è distinto per l’impegno civico, per il comportamento corretto, per l’assistenza spontanea e disinteressata alle persone in difficoltà.

Tra qualche giorno avremo una nuova piattaforma sul web (vi annuncio questa bella novità) dove TUTTI i Cittadini potranno scrivere e realizzare la nostra nuova città. Ci sarà spazio anche per questa idea, per il Premio, e ognuno potrà dare il proprio contributo per ottimizzare l’iniziativa. Tutto in maniera libera e interattiva. Per il momento non posso dirvi di più, tra pochi giorni sarà on line.

 

Sarà un bellissimo passo avanti e lo faremo insieme. Finalmente.

 

 

Gianluca Pomante

 

3 Responses to "Pomante: “Caro Melozzi, l’idea del Premio al cittadino che denuncia l’illegalità e il malaffare mi piace”"

  1. Santacruz   12 gennaio 2014 at 2:50

    Scusi sig. Pomante, perché bisogna assegnare un premio (addirittura in danaro…) a chi denuncia all’Autorità un illecito, se tale denuncia è un preciso obbligo di ogni cittadino come lei stesso dice?
    Se ognuno di noi è TENUTO a farlo, lo deve fare e basta.
    Senza che gli sia riconosciuto alcunché.
    Attestare riconoscenza pubblica è giusto (comunque mai e poi mai attraverso un premio in danaro), però a chi si rende protagonista di un gesto coraggioso e/o altruistico nei confronti del prossimo non perché la Legge glielo impone, bensì perché lo esegue sullo slancio della propria nobiltà d’animo (ovvero in casi di “assistenza spontanea e disinteressata alle persone in difficoltà”, come lei afferma nella seconda parte del suo intervento).
    Ecco perché, a mio parere, la proposta di Melozzi è sbagliata (non in termini ideologici ma proprio nel merito, se è vero che non è dovuta qualsivoglia ricompensa – né morale, né materiale – a chi compie il proprio DOVERE) ed il suo condividerla è pura demagogia.

  2. Giusy   13 gennaio 2014 at 0:40

    Santacruz ma hai letto l’articolo? E se l’hai letto, hai capito cosa c’é scritto? Il premio serve d’esempio agli altri, non a chi denuncia. A chi ha paura, non a chi l’ha giá vinta. A risvegliare una coscienza in chi non ce l’ha, attraverso la cerimonia pubblica in onore di chi ha giá mostrato di averla. A far capire al cittadino che ha paura di esporsi che non é solo, che lo Stato é presente. Attiva la materia grigia, per favore, prima di accusare gente come Gianluca di demagogia. Altrimenti fai la figura del solito troll da quattro soldi.

  3. Santacruz   13 gennaio 2014 at 14:24

    Giusy, stia pur tranquilla: la lettera di Pomante l’ho letta bene.
    Forse è lei che non ha ben letto il mio intervento.
    Comunque, in generale, le ricordo che siamo in democrazia.
    Pertanto metta in preventivo che potrebbe esserci qualcuno che non la pensa come lei a questo mondo, senza che per questo debba essere tacciato di stupidità (o di incapacità di attivare la materia grigia, come lei ha più o meno elegantemente scritto rivolgendosi a me).
    Tolleranza ragazzi, tolleranza.
    Persino su questo sito non farebbe male dimostrarne un po’.

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