Chiodi spieghi come si è speso

Chiodi spieghi come si è speso

200px-Carlo_CostantiniI proclami di successo sbandierati da Chiodi sui fondi europei per il periodo 2007/2013 sono l’ennesima esibizione carica solo di enfasi e povera di concretezza, alle quali il governatore ha abituato tutti gli abruzzesi. La conferma arriva pure dal Rapporto del monitoraggio sugli interventi comunitari redatto dall’Ispettorato Generale per i rapporti finanziari con l’Unione Europea presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.   Le percentuali relative ai fondi impegnati e spesi pongono l’Abruzzo agli ultimi posti in Italia e già questo evidenzia una incapacità di programmare e gestire che qualifica l’attuale classe politica che governa la nostra Regione. A questi aspetti numerici voglio aggiungere una riflessione sulla “qualità della spesa pubblica”. Non può più essere sufficiente dire che “si è speso”. Chi ha una responsabilità politica ha il dovere di dire ai cittadini come si è speso e quali sono i risultati che si sono raggiunti con quella spesa. Non credo, in altri termini, che ai cittadini abruzzesi interessi molto conoscere le percentuali di “impegni” e di “spese”. Credo invece che interessi sapere cosa si è realizzato nel concreto e quali effetti positivi ha determinato sul sistema economico e sociale dell’Abruzzo. ChiodiE questo Chiodi ancora una volta non lo dirà, perché non appartiene alla sua idea di gestione della “cosa pubblica” mettere in relazione ciò che si spende, con ciò che la spesa pubblica produce, in termini di benefici per i cittadini e le imprese.   La ricerca della “qualità della spesa pubblica” è, invece, alla base del ripristino del grado di fiducia, di credibilità e di legittimazione che i cittadini hanno smarrito nei confronti dei politici e della politica, per colpa di personaggi che evidentemente ritengono di assolvere il loro mandato inondando quotidianamente gli organi di informazione e l’opinione pubblica di “vuoti proclami”.

Carlo Costantini

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