Tercas chiede 15 milioni al Presidente del Ruzzo

Tercas chiede 15 milioni al Presidente del Ruzzo

 

forlini ruzzo biancoCome è noto, il commissario della Banca Tercas Riccardo Sora ha esercitato l’azione civile nei confronti degli ex amministratori e controllori della Banca, chiedendo un risarcimento complessivo di quasi 200 milioni di euro.

In particolare, a solo titolo di provvisionale (cioè di anticipo del risarcimento relativo ai crediti già accertati), il commissario ha chiesto un acconto di 30 milioni di euro all’ex DG Antonio Di Matteo e all’ex Presidente Lino Nisii; svariati milioni a molti altri membri degli organi della Banca; oltre a 15 milioni di euro ad Antonio Forlini (attuale Presidente del Ruzzo) in solido con 5 ex colleghi facenti parte dell’ex CdA Tercas.

Non occorre un esperto di diritto societario per porsi alcune domande:

1) Perché si fece un bando pubblico per scegliere il Presidente del Ruzzo e poi non vennero nemmeno letti i curricula pervenuti? Possibile che fra le professionalità di assoluto rilievo che avanzarono la propria candidatura fu scelto proprio Forlini a scatola chiusa e senza comparazione alcuna?

2) Non si ravvisa la necessità di una fuoriuscita dei politici e dei partiti dalla gestione del Ruzzo, come prerequisito per poter sanare la voragine di debiti (circa 100 milioni di euro) accumulati dalla società dell’acqua?

3) È stata opportuna la nomina di Forlini a guardia dell’acqua pubblica?

4) È opportuna la permanenza di Forlini alla Presidenza del Ruzzo dopo il suo coinvolgimento nelle inchieste penali sul crac Tercas e nelle controversie risarcitorie avviate dal commissario Sora?

5) Essendo soggetto passivo di una così ingente richiesta risarcitoria, 15 milioni di euro per la sola provvisionale, può Forlini sentirsi libero di chiedere allo stesso modo l’esercizio dell’azione di responsabilità a carico degli ex membri dei CdA del Ruzzo, membri tutti patrocinati dai medesimi politici che hanno nominato lo stesso Forlini?

6) Se il commissario Tercas fosse stato nominato dall’ex Presidente Nisii, avrebbe potuto esercitare l’azione di responsabilità come ha fatto?

Credo siano sufficienti queste semplici domande per ritenere quanto mai opportune le dimissioni di Antonio Forlini dalla Presidenza del Ruzzo.

Le abbiamo chieste (http://www.ilfattoteramano.com/2013/12/25/crac-tercas-forlini-reoconfesso-teramo-3-0-chiede-le-immediate-dimissioni-dal-ruzzo/) da tempo a nome dell’associazione Teramo 3.0, le chiedo di nuovo anche a titolo personale: Forlini si faccia da parte, la sua compromissione nella vicenda Tercas non dà certo la serenità necessaria per chiarificare le acque torbide del Ruzzo.

La politica perde il pelo (di gatto) ma non il vizio, per cui anche questa volta c’è il rischio che non si perseguano coloro che hanno creato la voragine finanziaria del Ruzzo, e c’è il rischio che la politica assolva se stessa per le malate gestioni trascorse.

Saremo noi cittadini a pagare un’acqua sempre più salata.

Christian Francia

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