Libri: Il diavolo, certamente

il_diavolo_certamenteAndrea Camilleri, Il diavolo, certamente.

Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 2012

Il diavolo, certamente: una raccolta di racconti brevi accomunati dall’elemento sorpresa e dalla bizzarrìa degli eventi. Ma, per altri versi,  si tratta di racconti distinti in due categorie: in alcuni infatti  prevale la volontà dell’individuo, la messa in atto di sue precise scelte, mentre in altri è il caso a determinare il capovolgimento della situazione.  Perché non sempre i personaggi agiscono di proposito  (del resto ottenendo spesso effetti contrari a quelli che si aspettavano). A volte è proprio il caso a provocare la svolta fatale, causando perplessità e sconcerto in  chi pure era  abituato ad agire razionalmente e  vede vanificata questa  sua esigenza.

Così, nel racconto numero due, Giulio formula il numero telefonico di una sua antica amante, ma misteriosamente contatterà un apparecchio dal numero totalmente diverso; e chi troverà all’altro capo del filo? Proprio la sua antica amante…  “Un caso… Una probabilità su miliardi e miliardi. E se era accaduto, doveva ben significare qualcosa”.  Illogicità della mente umana. Ciò che è casuale, infatti, non può certo avvenire per un disegno preciso e ordinato. Non può quindi “significare”! Caso, anagramma di caos… Al massimo, possiamo liquidare il problema dicendo che il Diavolo ci ha messo lo zampino…

Al contrario, nel quinto racconto è proprio il piccolo Tonino a decidere di eliminare la nonna cardiopatica  per mezzo di una forte emozione, facendole credere di aver vinto alla lotteria…

Due soli esempi, fra i  tanti che si potevano scegliere. Il Diavolo aleggia su tutti, sotto forma di

odio, avidità, adulterio, mercimonio, arrivismo, inganno e autoinganno, rivalità, fanatismo… in breve,vizi e difetti umani distribuiti equamente in variegate sfumature. Non c’è posto per i buoni sentimenti, e se per caso (raramente) affiorano, si ritorcono puntualmente contro chi li ha provati.

Trentatré racconti (scontato il richiamo ai canti dell’Inferno dantesco) che trovano il loro fil rouge nello sguardo sarcastico, a volte anche sprezzante, di Camilleri sugli assurdi comportamenti umani e sulla loro reazione di fronte a strani eventi che non possono dominare.

La Sicilia è assente da questo libro. Niente colore locale, nessuna inflessione dialettale. Ma la verve è quella di sempre: quella che ci ha fatto amare le storie di Camilleri.

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