Il rituale del solstizio d’inverno: Sand’Andonje

Il rituale del solstizio d’inverno: Sand’Andonje

Sant'Antonio11 GENNAIO 2014

a PINETO l’APPUNTAMENTO

con

Sand’Andonjë di Jënnarë

Organizzato dal Museo Civico C.E.d’A. (Centro Etnomusicologico d’Abruzzo) con la collaborazione dell’Associazione Commercianti, la Parrocchia Sant’Agnese, l’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII con il patrocinio del Comune di Pineto. Il rituale del 17 gennaio si rinnova di anno in anno nei vari centri abruzzesi, nei piccoli paesi e per le contrade. Si celebra Sant’Antonio Abate sia in modo più intimo e privato e sia attraverso la partecipazione collettiva: occasioni in cui devoti e curiosi festeggiano assieme in veste di esecutori o da spettatori. L’appuntamento del C.E.d’A. di Pineto dedicato a Sand’Andonjë vuol essere sia un momento di celebrazione collettiva tra fede, tradizione e cultura e sia una forma di aggregazione sociale in cui ritrovarsi, scoprire e riscoprire alcuni semplici valori come la serena e pacifica convivenza. La giornata dell’undici gennaio apre a Pineto i festeggiamenti del santo; festeggiamenti che si protrarranno sino alla settimana successiva nelle varie località abruzzesi come Fara Filiorum Petri, Scanno, Cermignano e Tossicia.

PROGRAMMA

Il primo appuntamento mattutino coinvolgerà gli alunni delle classi III e IV della Scuola Primaria di Pineto Centro; circa cento piccoli cantori questuanti che porteranno alle ore 10,00 per le vie di Pineto il canto augurale a Sant’Antonio Abate. Alle ore 16 presso la sede del Museo in Villa Filiani verranno proiettati alcuni documentari sul rito di questua riproposto in alcune località abruzzesi. Alle ore 18,30 sul sagrato della chiesa di Sant’Agnese il parroco benedirà gli animali domestici e da cortile tra suoni e canti devozionali. Alle ore 19,00 le varie squadre questuanti canteranno il proprio Sant’Antonio e suoneranno sino alle ore 24,00 nelle loro postazioni collocate su Viale G. D’Annunzio di Pineto centro. Da cornice gli stand eno-gastronomici con i tipici dolci Li cillittë di Sand’Andonjë. Alle ore 21,30 sul Viale i suonatori accompagneranno la quadriglia che i danzatori balleranno in corteo. I gruppi musicali, che suoneranno sino a tarda ora, sono iscritti alla RAMP: Rete Abruzzese della Musica Popolare organizzata dal C.E.d’A. Alle ore 24,00 i gruppi si raduneranno nel giardino di Villa Filiani dove eseguiranno a turno il proprio canto dedicato al santo eremita alternando i momenti  a ballo suonando saltarelle, ballarelle, quadriglia e cotta. Esterno Museo (1)Nei locali di Villa Filiani oltre ad un Info-Point fornito di libri, CD poster e fogli volanti sulla musica tradizionale abruzzese, vi sarà la mostra-mercato allestita dai costruttori abruzzesi di strumenti musicali popolari tra cui organetti, zampogne, tamburi a cornice, flauti di canna e d’osso, putipù, crolle. L’allestimento continuerà anche il 12 gennaio in occasione della Fiera di Sant’Agnese. Tra agiografia, leggenda e rito del solstizio. Sant’Antonio Abate, nato a Coma in Egitto dove è vissuto nel suo lungo eremitaggio sino all’età di 105 anni, nella religiosità popolare è il santo protettore degli animali ed assume vari pseudonimi quali Sand’Andonjë di Jennarë, Sand’Andonjë barba lunga e Sand’Andonjë di lu porchë per così distinguerlo da Sant’Antonio da Padova detto a sua volta Sant’Antonio giglio giocondo. In ogni angolo dell’Abruzzo rurale, nei giorni che precedono e seguono il 17 gennaio, si respira l’aria del Sant’Antonio. Di anno in anno si rinnova l’antico rituale in cui, con suoni, canti e momenti conviviali, si celebra la figura dell’anacoreta che, considerato nell’immaginario popolare il santo protettore degli animali, sconfisse il diavolo tentatore. Nell’iconografia popolare ai piedi del santo troviamo raffigurato un maiale o porchetto che da sempre ha rappresentato la grascia della casa contadina ossia il bene alimentare indispensabile un tempo per il sostentamento delle famiglie.In questo periodo, tra dicembre e gennaio, si rinnova anche il rituale del fuoco che nella cultura popolare simboleggia la purificazione della terra ed il richiamo della luce (Li faégnë di Atri -Te-, le farchie di Fara Filiorum Petri -Ch-, i fuochi accesi in molte località abruzzesi durante il rito di Sant’Antonio Abate).

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