Un premio ai cittadini che denunciano

Un premio ai cittadini che denunciano

corruzione.jpg_415368877Viviamo in una città in cui chi denuncia, chi racconta le cose come stanno, chi vede una brutta cosa e la racconta in giro affinché non accada più, chi si reca dalle forze dell’ordine a denunciare qualsiasi accaduto, viene visto come un cosiddetto “infame“. La parola “infame” é una delle parole più in uso nel Teramano, proprio come se in maniera sistematica fosse stata inculcata da un’eminenza grigia superiore, la stessa eminenza grigia che ha trasformato la mentalità del popolo di Interamnia nella più gretta è timorosa mentalità rintracciabile sul territorio mondiale.
È molto tempo oramai che sono convinto che a Teramo si sia consumata un’operazione di lavaggio del cervello, e di distruzione sistematica delle radici culturali, affinché i cittadini iniziassero a ragionare in maniera totalmente opposta alle loro abitudini. denuncia-schimmentiLa distruzione dell’architettura della città, la demolizione di luoghi ad altissimo contenuto energetico, l’abbattimento di stabili dedicati alla creatività e alla cultura, sono solo l’aspetto più tangibile e oggettivo di tali operazioni. Al resto ci ha pensato la stampa e l’editoria locale, la prima sempre con i potenti e con la politica vincente del momento, la seconda sempre dedita alla pubblicazione di opere dei soliti quattro autori sotto padrone, i quali con finanziamenti di banche o spesso e volentieri pubblici, hanno inculcato ai cittadini la classica storiella della città che cambia, delle menti che si evolvono, del moderno che arriva e dell’antico che va via. E quindi chiunque si fosse ribellato a questa operazione, nei più svariati modi ad esempio sdraiandosi di fronte alle ruspe del Lotto Zero, o sdraiandosi di fronte alle pietre del Teatro Romano, oppure denunciando con articoli di giornale o attraverso la televisione e la radio tutto ciò che accadeva di poco chiaro nella cultura di città, chiunque faceva ció, veniva trasformato in un mostro. Ancora oggi il livello di questi attacchi non solo non è diminuito, ma è cresciuto esponenzialmente. E chi come me da anni ha gli occhi puntati sull’evoluzione culturale della città, denota che con l’arrivo del Pdl questi attacchi sono aumentati vertiginosamente. Quasi a continuare la politica di distruzione culturale attuata dalla Democrazia Cristiana, dagli anni 50 in poi. Teramo è così, e la rassegnazione regna sovrana. Io invece non mi sono mai rassegnato. A tutto questo non mi rassegnerò mai. E quindi voglio chiedere al candidato sindaco Gianluca Pomante, di prendere in esame questa mia proposta: premiare con una cerimonia pubblica e un premio in denaro quei cittadini che, avendo denunciato o collaborato con la giustizia, ottengono una condanna per i colpevoli. Offrire inoltre assistenza legale, e copertura psicologica e sostegno economico a chi affronta battaglie legali per il bene della città, a chi trova il coraggio di denunciare, a chi trova il coraggio di raccontare a tutti quello che accade in città, a chi trova il coraggio di denunciare i potenti che da anni sono protetti da un clima di omertà totale, lo stesso clima che si può trovare a Scampia o nei sobborghi di Palermo.
Non crede che incentivare i cittadini a fare il loro lavoro, in un momento in cui si pensa solo ai diritti e pochissimo ai propri doveri, potrebbe davvero cambiare le cose? Non crede che Teramo potrebbe diventare un punto d’avanguardia della legalità nazionale, e lanciare questa moda che dal livello comunale possa invadere poi tutte le città d’Italia e anche le grandi metropoli?
Sindaco Pomante, cosa ne pensa di questa provocazione-proposta? Lei che è un uomo di diritto e di legge, come potrebbe essere applicata questa proposta senza trasformare la città in un Far West, e senza arrivare a mettere le taglie sulle teste dei malfattori?
Spero che questo mio articolo generi un sano dibattito tra lei e i cittadini-lettori del Fatto Teramano.

Allego link di un articolo in merito pubblicato dal Corriere della Sera nel dicembre 2012.

http://archiviostorico.corriere.it/2012/gennaio/31/idea_anticorruzione_premio_denaro_chi_co_8_1201313779.shtml

Enrico Melozzi

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