Teramo e i suoi figli di papà

Teramo e i suoi figli di papà

picasion.com_00a9c75d283334f02bb2dd9275292783Gianni Chiodi, Paolo Tancredi, Mauro Di Dalmazio, Paolo Gatti, Giorgio D’Ignazio, Rudy Di Stefano:

politici teramani diversamente adulti, geneticamente vecchi.

tancredi-paoloCos’hanno in comune Gianni Chiodi, Paolo Tancredi, Mauro Di Dalmazio, Paolo Gatti, Giorgio D’Ignazio, Rudy Di Stefano? Sono “figli di”. Rappresentano la seconda generazione di una classe politica democristiana che si era fatta le ossa nel dopoguerra e aveva incarnato un modo di fare politica che, sebbene fosse brutalmente clientelare, in fondo in fondo un minimo di sguardo lungo e di visione prospettica del futuro ce li aveva.

chiodi trasparente 120I “figli di” hanno preso il testimone direttamente dalle mani dei padri e questo si è rivelato un vantaggio da un lato e un enorme svantaggio dall’altro. Il vantaggio è quello di avere imparato in fretta il mestiere del politico, saltando tutta la fase della gavetta che per i padri è stata lunga e faticosa. Lo svantaggio è quello di aver studiato su libri vecchi che non servono più ad interpretare un mondo completamente diverso da quello dei padri.

di_dalmazioIl risultato è drammatico: i “figli di” sono una generazione anagraficamente giovane che ha avuto la fortuna di potersi misurare nel governo della città di Teramo e della Regione Abruzzo, ma che ha dimostrato ampiamente di non essere all’altezza del ruolo.

Perché? Per eccesso di superbia, innanzitutto. Un figlio di papà nasce e cresce nella bambagia, non ha dovuto combattere per ottenere nulla, per cui diventa facile convincersi che tutto è a portata di mano, anche se il mondo ci sta crollando sotto i piedi, anche se la crisi, l’Europa, la globalizzazione e la finanziarizzazione dell’economia hanno svuotato tutta la ricchezza che aveva creato la generazione dei nostri padri.rudy-di-stefano(1)

Il figlio di papà è un damerino che crede di poter affrontare e risolvere tutto semplicemente con l’ausilio di un eloquio forbito e con i metodi tradizionali di raccolta del consenso (solida rete di relazioni amicali-clientelari, porta a porta, favori e raccomandazioni dosati sempre in vista delle successive elezioni). È questo il tristemente famoso “Modello Teramo”, sotto il quale il nostro territorio è definitivamente risprofondato nel sud più arretrato dal quale Remo Gaspari ci aveva affrancato.

Nel 1999-2000 si affacciò alla ribalta tutta la nuova generazione democristiana sopra citata, trovandosi prematuramente al comando a causa dell’inesorabile rottamazione dei padri che il ciclone di “Mani pulite” imponeva.

giorgio d'ignazioPer 15 lunghi anni questi bellimbusti hanno gestito la Cosa pubblica da zerbinotti quali sono: ostentando una sicurezza che non potevano permettersi, vantandosi di risultati che non esistevano, propinandoci strategie che riuscivano solo ad enunciare, ma mai a mettere in pratica.

Oggi che assaporiamo l’amaro calice del tracollo culturale, economico, industriale, turistico, artigianale, commerciale e agricolo di tutto l’Abruzzo (e di Teramo in special modo), dobbiamo continuare a sorbirci fandonie a ripetizione, bugie inascoltabili, falsità vergognose che sono come il sale sulle ferite.

ChiodiChiodi che ci rassicura sui risultati ragionieristici del suo mandato e sulle economie di spesa della sua gestione; Di Dalmazio che pontifica sul fare rete e sul mettere a sistema; Gatti che sproloquia sui fondi distribuiti; Tancredi che vaneggia sull’ottima performance di Varrassi alla ASL di Teramo; Rudy Di Stefano che cuce assieme qualche frase (in un italiano stentato) per spiegarci che le manutenzioni le farà durante la prossima consiliatura; Giorgio D’Ignazio che ci regala il solito sorriso (che nasconde il vuoto amministrativo).

gatti, di stefanoNella speranza di coglionarci ancora. Per rimanere a galla loro, quando tutti andiamo a picco. Per farsi pagare da noi uno stipendio a tempo indeterminato sulle comode poltrone delle istituzioni. Senza vergogna, senza coscienza, senza autocritica, senza pudore.

Senza la vergogna di avere accentrato tutti i poteri regionali fallendo ogni obiettivo, di aver esautorato il consiglio regionale sulla sanità peggiorandone i servizi e rendendosi complici di numerose azioni che sono oggetto di processi penali.

picasion.com_00a9c75d283334f02bb2dd9275292783Questa classe dirigente che ci fa vergognare di essere teramani, pur potendo godere di un rapporto privilegiato con i governi nazionali che si sono succeduti, è riuscita a gestire la tragedia aquilana creando più danni di quanti ne abbia risolti, non offrendo soluzioni praticabili all’emergenza rifiuti, pasticciando con norme sovente fuorilegge che la Corte Costituzionale ha cassato, mancando riforme annunciate e semplicissime come l’accorpamento delle tre società regionali di trasporto, finendo in molti casi in manette a causa dei propri comportamenti politici, gestendo malissimo il miliardo di fondi strutturali europei che avevamo in dotazione, umiliando il turismo, l’ambiente e il tesoro storico-archeologico-paesaggistico della nostra regione.

I risultati sono impietosi: desertificazione industriale, delocalizzazione delle imprese, gigantesca mobilità passiva sanitaria, tasse alle stelle, servizi pessimi, parchi e riserve in via di smobilitazione, porti e autoporti all’abbandono, disoccupazione giovanile non commentabile, denari pubblici spesi malissimo, nomine sfacciatamente clientelari, società pubbliche indebitate oltre ogni sopportazione.giorgio_dignazio2

Ma i figli di papà non crescono mai, sono diversamente adulti, per loro va sempre tutto bene perché sono abituati al fatto che sarà papà a tirarli fuori dai guai. Non questa volta. Dopo 15 anni di governo e di danni, il 2014 vedrà il loro tramonto politico oppure il tracollo definitivo dell’intera società abruzzese.

O vanno tutti a casa loro, oppure saremo noi a dovercene andare: chi all’estero, chi al camposanto.

Teramo 3.0

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19 Responses to "Teramo e i suoi figli di papà"

  1. giuseppe   3 gennaio 2014 at 8:09

    ohhhhh manca rabbuffo quello che si nasconde di piu’, manca antonini detto manaciong dai rettificate cosi e’ troppo poco.

  2. giuseppe   3 gennaio 2014 at 8:20

    RAGAZZI VOGLIAMO SCOMMETTERE CHE COME NELLA VECCHIA SICILIA NESSUNO VEDE SENTE E SE C’ERA DORMIVA? NESSUNO COMMENTERA’.ADESSO MI E’ SEMPRE PIU’ CHIARO PERCHE’ L’ABRUZZO E’ UN POPOLO DI PASTORI E’ PIENO DI PECORE.

  3. Fede   3 gennaio 2014 at 9:15

    articolo quanto mai veritiero. queste persone sono anche arroganti, quasi come se la poltrona che scaldano gli fosse dovuta; sono i cittadini a eleggerli, speriamo che almeno qualcuno di loro vada a casa o a lavorare…ce n’è uno lì tra quelle foto che non ha mai lavorato…speriamo che provi la sensazione del lavoro!

  4. Kit Karson   3 gennaio 2014 at 10:29

    Non devono andare a casa,devono andare a Cagareee !!!

  5. FAUSTH   3 gennaio 2014 at 17:11

    E SE UNO DICE CHE C’E’ ANCHE LA MASSONERIA IN PROVINCIA DI TERAMO????SBAGLIA???
    NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

  6. Carlo che nin vota più   3 gennaio 2014 at 18:39

    E’ vero i politici sono ciclicamente vecchi, ma anche noi elettori.
    Niente paura la fame che arriverà tra poco ci farà rinsavire tutti, chissà quale arma moderna sostituirà la ghigliottina.

  7. Santacruz   3 gennaio 2014 at 21:48

    Vorrei commentare, ma ritengo non sarebbe giusto perché lo farei riferendomi ad un articolo di fatto anonimo (salvo si voglia negare che tanto è, in virtù della firma in calce all’articolo “Teramo 3.0”). Per poter intervenire – nonché per poterlo fare in maniera compiuta – sarebbe possibile sapere chi materialmente ha scritto questo pezzo? Grazie.

  8. Mauro Baiocco   3 gennaio 2014 at 22:14

    Gent.mo @Santacruz,lei si può permettere il lusso di commentare dietro uno pseudonimo e in perfetto anonimato, mentre si preoccupa di chi ha scritto l’articolo? Lei vuole commentare il contenuto dell’articolo o il suo autore?
    L’articolo è firmato, come lei stesso afferma. E’ firmato Teramo 3.0.
    Così come esistono articoli, note e dichiarazioni firmate Confcommercio, Confindustria, Teramo Calcio, Altroconsumo, PD, PDL, Forza Italia, Federconsumatori, WWF, Legambiente, Altroconsumo, Federcaccia ecc.

    Questo suo intervento, mi perdoni, non l’ho proprio capito!

  9. Santacruz   3 gennaio 2014 at 23:21

    Gentile sig. Baiocco, ma io infatti mi sono limitato a chiedere – peraltro educatamente – se fosse possibile sapere il nome della persona fisica che ha scritto l’articolo.
    Se non è possibile sopravviverò.
    Però qualcosa in questo senso me la lasci dire.
    Siccome sto fatto dello scrivere dietro uno pseudonimo mi è stato “rinfacciato” anche in occasione di miei interventi su un altro sito, valga quanto segue.
    Scrivere restando anonimi è una facoltà/garanzia concessa dall’amministratore di questo stesso blog, fra l’altro perché ben sa che pretendere le generalità di chi interviene significherebbe l’assenza pressoché totale di commenti (salvo nel suo caso ed in quello di pochissimi altri evidentemente). Pertanto, certo che mi posso permettere di scrivere firmandomi come più mi aggrada se ciò mi è concesso.
    A maggior ragione perché lo fanno praticamente tutti.
    Sto giochetto che nulla viene imputato all’anonimo che posta commenti in linea con l’articolo, mentre ciò non avviene con chi eventualmente dissente, è pretestuoso ed anche un po’ ridicolo.
    Diverso, a mio sommesso parere, è il ruolo di chi gestisce il sito, che dovrebbe sempre fare in modo che il materiale estensore di un articolo sia evidenziato.
    Soprattutto se in tale “suo” sito compaiono giudizi tesi a tacciare altri che svolgono analoga opera di informazione online, di scarsa vocazione all’informazione.
    Sig. Baiocco, le ha mica minimamente sfiorato l’idea che in questo caso forse – e sottolineo energicamente FORSE – sia convenuto a qualcuno firmarsi con un generico “Teramo 3.0”, visto il contenuto dell’articolo molto, ma molto pesante, soprattutto laddove si parla di “favori e raccomandazioni dosati sempre in vista delle successive elezioni”?
    Sa, un conto è esprimere un pensiero di denuncia per fatti documentati, altra cosa è sparare a zero cose gravissime per giunta assolutamente non comprovate, sulla scorta della convinzione di essere titolare dei galloni – mai da nessuno in realtà conferiti – della persona più giusta, più corretta e più onesta del mondo.
    Che ci vuole a scrivere articoli demagogici, sfruttando il malessere della gente comune che, proprio perché amareggiata all’estremo per gli affanni della vita, non dirà mai all’autore di siffatti articoli “ma chi cazzo sei tu per parlare in questi termini”?
    Niente, non ci vuole niente.
    Se il mio intervento di prima non l’ha capito, spero che questo, sig. Baiocco, le sia più chiaro.
    Poi potrà anche non essere d’accordo, come sono certo sarà.
    Ma m’interessa sapere che, almeno, abbia compreso quello che intendo dire.
    Saluti e buon anno.

  10. Mauro Baiocco   4 gennaio 2014 at 2:10

    Gentile @Santacruz, io le ho risposto educatamente che l’articolo è firmato così come lo sono centinaia di comunicati che vengono firmati da Associazioni, organizzazioni politiche e quant’altro. Se poi, così come ha fatto nel suo secondo intervento, vuole dare un giudizio critico e di dissenso sul contenuto, “il fatto teramano” è qui anche per questo. Noto con piacere che pur non avendo soddisfatto la sua curiosità in merito all’autore dell’articolo, non le è risultato difficile rilasciarci la sua opinione: “…altra cosa è sparare a zero cose gravissime per giunta assolutamente non comprovate…”. E ancora: “…visto il contenuto dell’articolo molto, ma molto pesante, soprattutto laddove si parla di “favori e raccomandazioni dosati sempre in vista delle successive elezioni”?”. E prosegue: “..Che ci vuole a scrivere articoli demagogici, sfruttando il malessere della gente comune…” Visto? Non è l’autore che le interessava, ma il contenuto.
    Per quanto riguarda la “convenienza” nel nascondersi dietro la firma Teramo 3.0, le posso garantire, ma sono convinto che una persona attenta e critica come lei lo sappia già, che non abbiamo di certo bisogno di nasconderci dietro a niente. Anche perchè Teramo 3.0 è una figura giuridica con relativi responsabili legali. Siamo felici che lei si preoccupi delle eventuali conseguenze che i nostri articoli possono causarci, ma vorremmo rassicurarla che siamo abbastanza sicuri delle nostre affermazioni e delle nostre analisi. Le dico di cosa non abbiamo certamente bisogno: non abbiamo bisogno di censori o moralizzatori. Almeno noi! A.M.

    PS: si sbaglia a pensare che questo sito sia mio. Quando deciderà di uscire dal suo anonimato e vorrà arricchire con i suoi contenuti, le sue opinioni, le sue idee e le sue proposte questo sito, saremmo sempre ben lieti di ospitarla. Così come facciamo con tutti quelli che ci onorano della loro collaborazione. Nel frattempo ci accontenteremo dei suoi preziosi contributi all’interno dei commenti.

  11. Santacruz   4 gennaio 2014 at 13:42

    Sig. Baiocco, facciamo così: Il Fatto teramano elimini la facoltà di poter intervenire in maniera anonima, dopodiché io le garantisco che continuerò a scrivere i miei commenti ovviamente a quel punto firmandoli col mio vero nome e cognome. Ci sta? Se non ci sta, allora faccia anche a meno di esortarmi – in maniere chiaramente un po’ provocatoria (ma con me non attacca) – ad uscire dall’anonimato. Mi dia retta, tutto sommato le conviene molto di più che io continui ad essere uno di quei tanti “senza nome” che, proprio perché tali, danno un senso all’esistenza di questo sito, come lo danno ad altri analoghi. Grazie.

  12. Enrico   4 gennaio 2014 at 13:52

    Carissimo Santacruz, la ringraziamo per la sua preoccupazione sullo stato di salute del nostro sito. Al contrario di quanto lei pensa,m accomunandoci ad altri siti, noi siamo gli unici che lasciano la possibilità di commentare senza firmarsi e senza filtri censura. Dietro questa operazione c’è una logica e uno studio. Se non apprezza può evitare di frequentarci, visto che siamo un sito privato di un’associazione culturale. Non siamo il sito del comune. Siamo privati e non pubblici personaggi pagati con soldi pubblici. Quindi, fino a quando lo saremo rimarremo così senza cambiare. Della sua identità non ce ne frega proprio nulla, anche perchè qualora dovesse lei compiere reati di opinione sul nostro sito, daremo il suo codice ip (che leggiamo bello grosso) alla polizia etc.

    a presto e non si preoccupi per noi…stiamo bene. . . e siamo anche il sito più letto della provincia per questo forse che lei santacruz si preoccupa…

  13. Anonimo   4 gennaio 2014 at 14:00

    Santacruz, è anche lei “figlio di papà”? O aspira ad esserlo? In tanti anni non ha avuto mai le palle, alla sua età, che presumo non proprio infantile, nei suoi commenti di uscire dall’anonimato.Infondo “il coraggio uno non se lo può dare”…

  14. ferruccio   4 gennaio 2014 at 17:13

    Enrico, un “pubblico personaggio” o “personaggio pubblico” che dir si voglia, non necessariamente è pagato con soldi pubblici. Enrico Melozzi, ad esempio, è un personaggio pubblico anche se di soldi pubblici non gliene danno!!!

    Io dico che possiamo fare un gioco: noi commentatori scriviamo chi secondo noi è l’autore di un pezzo. La maggioranza vince.

    Comincio io: per me il pezzo l’ha scritto Francia

    (il commento di @Enrico è di Melozzi. Lo riconosco dal “non ce ne frega proprio nulla”, così simile al “ma vai a cag…)

  15. Toni   4 gennaio 2014 at 23:38

    Il Signor Santacruz è solito difendere l’indifendibile anche sui 2 punti…., magari chi attacca dei potenti può anche avere il timore di ritorsione magari sul posto di lavoro, visto che in questa città non è poi così raro….mentre invece prendere le loro difese se non si è parte interessata non dovrebbe arrecare problemi al commentatore, forse un minimo di vergogna, anche se di solito chi difende questa gente ha la faccia di bronzo e non ha di questi problemi!!! Quindi lei due sono le cose: o è uno di questi signori, comunque un figlio di papà, o è l’ultimo dei mohicani che conserva un briciolo di vergogna….

  16. Nessuno   5 gennaio 2014 at 10:35

    I figli di papà sono ovunque……in forme diverse anche in 3.0

  17. Matteo   7 gennaio 2014 at 10:57

    Articolo vero.
    La massoneria non c’entra nulla: è solo ignoranza e superbia.
    Ma di figli di papà ce ne sono tanti, non solo nella politica. Dobbiamo studiare tutti e tanto per essere diversi, perché anche noi che stiamo facendo i “leoni da tastiera”, dovremmo e potremmo guardarci dentro, osservando la nostra ignoranza e imponendoci di fare qualcosa per eliminarla.
    Comunque manca un sacco di gente, dovreste aggiungere la sanguisuga di Rabbuffo.

  18. Anonimo   9 gennaio 2014 at 11:48

    I figli dei cittadini ‘normali’ emigrano, i papponi figli di papà hanno trovato nelle istituzioni locali un posto a tempo indeterminato. Ai termni piacciono così

  19. Santacruz   10 gennaio 2014 at 16:11

    Dopo aver postato il mio ultimo intervento su questo articolo, non ho avuto l’opportunità di utilizzare internet quindi non ho potuto guardare i successivi contro-commenti.
    Ho fatto questa premessa per spiegare – ove mai qualcuno se lo chiedesse – il perché di questa mia ulteriore replica a “scoppio ritardato”.
    In verità non è una replica, ma semplicemente una serie di brevi considerazioni su quanto scritto da “Enrico” (sia esso Melozzi o chiunque altro) il 4 gennaio scorso, perché non posso fare a meno di rilevare quanto costui sia stato capace di esporre dei pensieri munito di paraocchi giganteschi.
    Talmente tanto, da aver criticato ed attaccato il sottoscritto attraverso uno scritto divertentissimo in quanto strutturato completamente a cazzo di cane.
    Evidentemente il livore del gentil Enrico nei miei confronti per essermi permesso di chiedere ospitalità su questo sito da dissenziente, non gli ha permesso di intendere a dovere il senso di quello che ho scritto in precedenza.
    Dunque Enrico, giusto per chiarezza:
    1) non mi sembra di aver evidenziato in nessun mio passaggio la preoccupazione dello stato di salute di questo sito: quindi, Enrico, i suoi ringraziamenti (seppur sarcastici) per averlo fatto sono riferiti a qualcosa che lei si è inventato;
    2) ho io per primo sottolineato la facoltà concessa dall’amministratore di questo sito a chi vuole intervenire, di poterlo fare in maniera anonima. L’ho fatto per ribattere a chi pretestuosamente mi imputa la “colpa” di firmarmi con uno pseudonimo, senza tener presente che altrettanto fa il 95% dei frequentatori di questo blog. Allora, caro Enrico, se la prenda con chi accusa di vigliaccheria chi qui scrive non fornendo le sue generalità, non con me che ho, invece, rivendicato il fatto che non c’è nulla di male a farlo se è una possibilità che viene data. E se l’ho rivendicato, tra l’altro, è chiaro che l’ho fatto perchè condivido la linea gestionale in questo senso di chi cura il sito. Nonostante ciò, lei, Enrico, se ne esce con un “se non apprezza…” che non ha né capo né coda, inserito appunto a cazzo di cane probabilmente solo per crearsi un appiglio per il suo invito a togliermi dalle palle;
    3) il suo aver messo in mezzo la questione dei reati di opinione, è l’ennesima conferma di quanto le sue considerazioni nei miei confronti facciano sbellicare dalle risate tanto sono fuori posto ed insensate. Per non parlare del suo avvertimento di dare il mio indirizzo ip alla polizia, che sarebbe da considerarsi alla stregua di una minaccia (vabbè, diciamo di una “minacciucola”) se non fosse che, in realtà, è la cosa detta in assoluto più a cazzo di cane come chiosa, sig. Enrico, al suo generale attacco a cazzo di cane nei miei riguardi. Ovviamente può sempre provare a querelarmi se non è d’accordo, dando alla polizia quel mio indirizzo ip che lei legge “bello grosso”;
    4) per quanto riguarda la motivazione rappresentata al termine del suo post del 4 gennaio, da cui secondo lei, sig. Enrico, nascerebbe la mia preoccupazione (ma preoccupazione de che? Bù?), vorrà cortesemente farmi sapere se è un dato che ha preso dal film “Guerre Stellari” o dal film “Star Trek”.
    La saluto cordialmente.
    Santacruz

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