Gigino Falconi: Antologica Una vita per la pittura

Gigino Falconi: Antologica Una vita per la pittura

Di Gigino Falconi si potrebbe dire quello che Apollinaire attribuì a Picasso: “Un uomo del futuro”. Sì perché la sua arte travalicherà il presente, sebbene di questo tempo rechi l’inquietudine, l’incertezza, l’ansia, il desiderio.

Per celebrare il noto artista teramano, nato a Giulianova dove vive e lavora, si è aperta ieri presso il Museo Vittoria Colonna di Pescara, per volontà del Dott. Augusto Di Luzio, Presidente della Commissione Cultura del Comune, un’antologica con la presenza del critico d’arte Vittorio Sgarbi.

La pittura di Falconi indulge prepotentemente sulla libido e le donne da lui ritratte non sono semplicemente sensuali, ma con loro l’artista ha compiuto un vero atto sessuale attraverso la tela. Sembra quasi che egli abbia evitato di ritrarre le donne che non lo convincessero pienamente.

Allo stesso tempo il candore della pelle e delle vesti riporta le medesime donne a uno stato virgineo. Traspare il desiderio di ciò che è puro e per questo ancora più eccitante. Paradossalmente le donne più ardite, come nel quadro “L’amante di Paganini”, sono quelle meno carnali. “Rosam cape, spinam cave” (D’Annunzio).

Le donne di Falconi rappresentano l’alcova ideale, dove abbandonare l’abitudine per cercare tenerezza e conforto. La novità della sua pittura è l’idea sublime di donna-luce, dove la sensibilità dei soggetti ritratti è data dai toni chiari e luminosi.

Ambigua e disponibile, quella di Falconi, “è la donna che pensi di comandare e invece ti ha in pugno”.

Di enorme rilievo per l’artista il gioco di luci e di ombre che caratterizza tutte le sue opere, avvolgendole in un richiamo onirico e mistico.

Nella poetica dell’artista rientra anche il paesaggio, sempre interpretato, però, come simbolo. “Le solitarie distese di acqua o montagne rendono il paesaggio ora malinconico ora inquietante, quasi a ribadire come l’uomo soggiaccia alla supremazia della natura. Natura che altre volte, rischiarata dai freschi toni pastello, è pervasa da un’atmosfera serena, rassicurante” (Giuseppe Bacci).

L’intervento di Sgarbi, nell’inaugurazione dell’antologica, è stato, come di consueto, poliedrico e dissacrante, con insistite sottolineature sulla bellezza dell’Abruzzo, sulla qualità delle sue produzioni e sulla pochezza dei politici locali. A tal riferimento ha più volte ribadito la volgarità e la bassezza della vicenda De Fanis, oltremodo repellente in quanto Assessore regionale alla cultura.

Non sono mancati richiami a Gabriele D’Annunzio, di cui si sta chiudendo il 150° Anniversario della nascita. Il Vate è una vera e propria icona per Vittorio Sgarbi, il quale ne ha messo in rilievo l’assolutezza del talento artistico, che D’Annunzio ha saputo esprimere in ogni esperienza della vita, in un prisma rutilante di avventure e di passioni.

Il collegamento fra Gigino Falconi e Gabriele D’Annunzio (peraltro esplicitamente dichiarato dall’artista con il quadro “Gabriele e la farfalla”) è stato evocato da Sgarbi nella comune passione per la donna e per la vastità che lei rappresenta.

Gigino Falconi non ama ricamare sul proprio percorso artistico e si è schermito denunciando la semplicità della sua attrazione per il corpo femminile.

“Amo la donna, ma amo anche i paesaggi. E la donna è un paesaggio sempre mutevole e sempre seducente, che non ci si stanca mai di rappresentare”.

Le donne – e possono essere mogli, amanti, muse macilente, pingui nutrici, ossessioni, divoratrici, ex, nemesi- si girano verso questi uomini e domandano, con femminile bisogno di sapere: – Che cosa c’è? E gli uomini dicono: – Niente”. (Martin Amis). E in quel “Niente” è il mondo che le donne interpretano a proprio piacimento.

Maria Cristina Marroni

Gigino Falconi

Antologica – Una vita per la pittura

Museo D’Arte Contemporanea Vittoria Colonna

Piazza 1° Maggio, 1 Pescara

23 dicembre -2 marzo 2014

 

3 Responses to "Gigino Falconi: Antologica Una vita per la pittura"

  1. Giovanna Albi   25 dicembre 2013 at 11:39

    Non sapevo di questa mostra, altrimenti avrei partecipato senz’altro; conosco però le opere di Gigino Falconi che la nobile penna di Maria Cristina Marroni mi ha fatto rivivere intensamente, come se mi passassero davanti agli occhi le donne di Gigino, così vere, sensuali e carnali. Grandissimo artista Falconi, grandissima articolista la Maria Cristina, di cui mi diletto sempre a leggere attentamente i suoi pregevoli contributi al diffondersi della cultura e dell’arte.

  2. Stefania   25 dicembre 2013 at 19:06

    Il Maestro Gigino Falconi è l’espressione della felice genia della nostra Terra.

  3. Luigi   28 dicembre 2013 at 14:42

    Domani visiterò la mostra. Grazie per il prezioso suggerimento.

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