Giovanni Cavallari: lettera ad un amico fesso

Giovanni Cavallari: lettera ad un amico fesso

giovanni-cavallari3In politica non esiste la categoria dell’amicizia, ed è meglio così. Ma esistono amicizie che nascono sul terreno della comune passione politica.

In questi anni di impegno civile ho conosciuto tanti nemici, tanti perbenisti, tante meschinità, ma ho avuto la fortuna immensa di incontrare persone oneste (pochissime), con una moralità cristallina, che mi hanno arricchito umanamente e come cittadino.

Fra di esse un uomo che chiamo cavallo perché matto come un cavallo lo è, non perché bizzoso e imprevedibile, ma perché ha fatto della coerenza ad oltranza (oltre il limite del masochismo) la sua cifra morale non negoziabile, a prescindere da tutto e da tutti.

Vorrei dirgli molte cose, ma l’unica che mi martella in testa è questa: amico mio sei un fesso.

Non fraintendere: è il complimento più grande che possa ricevere uno come te, uno all’antica, uno che considera la parola compromesso come sinonimo di prostituzione.

Non ti offendere, sei un fesso, ma non uno qualunque: un fesso prezzoliniano. E anch’io lo sono. E me ne vanto. E lo è il Blog www.iduepunti.it, condotto da un altro fesso che si è spremuto l’anima per la sua città.

Giuseppe Prezzolini, infatti, nel 1921 diede alle stampe il “Codice della vita italiana”, la silloge per antonomasia degli scritti sull’indole degli italiani.

Il primo capitolo si intitola “Dei furbi e dei fessi”, e in esso Prezzolini crea una dicotomia che dopo un secolo non solo è rimasta intatta, ma è oggi ancora più vera di allora, sempre più vera man mano che crescono le disuguaglianze, man mano che la società sprofonda.

Sedici rasoiate che bisognerebbe appendere nelle scuole, negli uffici pubblici, nelle caserme, negli ospedali, nelle chiese, nei condomini e nei bar. Il sindaco dovrebbe imporne con ordinanza la memorizzazione. Eccole.

1. I cittadini italiani si dividono in due categorie: i furbi e i fessi.

2. Non c’è una definizione di fesso. Però: se uno paga il biglietto intero in ferrovia, non entra gratis a teatro; non ha un commendatore zio, amico della moglie e potente nella magistratura, nella Pubblica Istruzione ecc.; non è massone o gesuita; dichiara all’agente delle imposte il suo vero reddito; mantiene la parola data anche a costo di perderci, ecc. questi è un fesso.

3. I furbi non usano mai parole chiare. I fessi qualche volta.

4. Non bisogna confondere il furbo con l’intelligente. L’intelligente è spesso un fesso anche lui.

5. Il furbo è sempre in un posto che si è meritato non per le sue capacità, ma per la sua abilità a fingere di averle.

6. Colui che sa è un fesso. Colui che riesce senza sapere è un furbo.

7. Segni distintivi del furbo: pelliccia, automobile, teatro, restaurant, donne.

8. I fessi hanno dei principi. I furbi soltanto dei fini.

9. Dovere: è quella parola che si trova nelle orazioni solenni dei furbi quando vogliono che i fessi marcino per loro.

10. L’Italia va avanti perché ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l’Italia sono i furbi che non fanno nulla, spendono e se la godono.

11. Il fesso, in generale, è stupido. Se non fosse stupido avrebbe cacciato via i furbi da parecchio tempo.

12. Il fesso, in generale, è incolto per stupidaggine. Se non fosse stupido, capirebbe il valore della cultura per cacciare i furbi.

13. Ci sono fessi intelligenti e colti, che vorrebbero mandar via i furbi. Ma non possono: 1) perché sono fessi; 2) perché gli altri fessi sono stupidi e incolti, e non li capiscono.

14. Per andare avanti ci sono due sistemi. Uno è buono, ma l’altro è migliore. Il primo è leccare i furbi. Ma riesce meglio il secondo che consiste nel far loro paura: 1) perché non c’è furbo che non abbia qualche marachella da nascondere; 2) perché non c’è furbo che non preferisca il quieto vivere alla lotta, e la associazione con altri briganti alla guerra contro questi.

15. Il fesso si interessa al problema della produzione della ricchezza. Il furbo soprattutto a quello della distribuzione.

16. L’Italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all’ammirazione di chi se ne serve a suo danno. Il furbo è in alto in Italia non soltanto per la propria furbizia, ma per la reverenza che l’italiano in generale ha della furbizia stessa, alla quale principalmente fa appello per la riscossa e per la vendetta. Nella famiglia, nella scuola, nelle carriere, l’esempio e la dottrina corrente – che non si trova nei libri – insegnano i sistemi della furbizia. La vittima si lamenta della furbizia che l’ha colpita, ma in cuor suo si ripromette di imparare la lezione per un’altra occasione. La diffidenza degli umili che si riscontra in quasi tutta l’Italia, è appunto l’effetto di un secolare dominio dei furbi, contro i quali la corbelleria dei più si è andata corazzando di una corteccia di silenzio e di ottuso sospetto, non sufficiente, però, a porli al riparo delle sempre nuove scaltrezze di quelli.

Niente da aggiungere a Prezzolini, grande indagatore dell’anima italiana. Una sola ultima cosa mi inquieta, sebbene io sia vaccinato contro i continui masochismi del PD: ma è possibile che dopo il tuo signorile rifiuto della candidatura a sindaco e l’elegante gesto delle dimissioni da consigliere comunale, il Partito Democratico invece di strapparsi pubblicamente i capelli per mano dei suoi segretari comunali, provinciali e regionali (se non altro per il consistente numero di voti che perderà senza di te), se ne stia bello rilassato a spassarsela sul tuo cadavere politico? Un esamino di coscienza non è ammesso nel partito? Chiedere scusa è escluso dallo Statuto? Riconoscere i propri errori è la peggiore delle vergogne?

Christian Francia

6 Responses to "Giovanni Cavallari: lettera ad un amico fesso"

  1. Giancarlo Falconi   21 dicembre 2013 at 15:36

    Giovanni paga la sua onestà.
    Siamo in spending…….

  2. Lidia Bocci   21 dicembre 2013 at 20:40

    fessa, presente.

  3. JohnWaine   25 dicembre 2013 at 20:09

    E’ un fesso con la schiena dritta. Mosca bianca, animale raro.

  4. Fabio   26 dicembre 2013 at 12:05

    E allora, Giovà, visto che abbiamo la coscienza di essere fessi, facciamola questa “adunata” dei fessi,aldilà di ogni colore politico…solo così, forse, potremmo farcela!!!

  5. Carlo che nin vota più   26 dicembre 2013 at 14:01

    Sono cosciente di essere fesso, ma l’elenco in cui sono inserito nelle prime posizioni mi onora.
    Quando ho scelto il mio nome era per cacciare i furbi, impresa utopica, ma se tra i fessi più intelligenti qualcuno mi organizzerà io lo seguirò.
    Resto a disposizione, Carlo

  6. Fesso tra i Fessi   29 dicembre 2013 at 23:58

    Giovanni sarebbe stato veramente un Gran Sindaco ONESTO a differenza di altri .
    Giovanni non mollare, Noi ti saremo Dietro pronti a difenderti.

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